Bilancio 2026: rendita vitalizia per omesso versamento contributivo
A cura della redazione
L’art.1, c 196 della Legge di Bilancio 2026, demanda ad un apposito decreto ministeriale, da adottare entro il 1° aprile 2026, l’aggiornamento delle tabelle contenenti le tariffe che il datore di lavoro o il lavoratore devono versare all’INPS al fine di costituire una rendita vitalizia in caso di contributi pensionistici non versati dal datore di lavoro (o dal committente) e prescritti in base all’ordinario termine decennale, di cui all’art. 13 della L. 1338/1962.
In particolare, quest’ultima disposizione prevede le seguenti tre possibilità di richiedere all’INPS la costituzione di una rendita vitalizia per omessi contributi pensionistici:
da parte del datore di lavoro;
da parte del lavoratore nei casi in cui questi non possa ottenere dal datore di lavoro la costituzione della rendita, a condizione che il lavoratore fornisca all'INPS le prove del rapporto di lavoro e della misura della retribuzione e fatto salvo il diritto (nei confronti del datore di lavoro) al risarcimento del danno;
da parte del lavoratore, non soggetta a prescrizione, per la costituzione della rendita qualora sia decorso il termine di prescrizione per le omologhe richieste di cui ai punti precedenti, con onere finanziario a carico esclusivo del lavoratore e subordinatamente all’onere della prova summenzionato.
Per la costituzione della rendita è previsto il versamento all’INPS di un onere a copertura dei contributi omessi e non più recuperabili perché prescritti, calcolato in base a tariffe definite con decreto del Ministro del lavoro.
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