Molti HR descrivono la stessa dinamica: gli hiring manager faticano a chiarire cosa cercano davvero, almeno all’inizio del processo.

Le aspettative emergono dopo aver visto i primi CV. I criteri si aggiustano in corsa.

Il profilo “giusto” diventa più chiaro man mano che si escludono quelli sbagliati.

Non è solo mancanza di preparazione.
Spesso è il modo in cui le decisioni funzionano davvero.

Finché il processo resta manuale, questa ambiguità è gestibile: le scelte possono essere rimesse in discussione, le eccezioni restano tali.

Quando però il recruiting viene reso più strutturato o più veloce, l’allineamento a monte diventa cruciale. Altrimenti l’HR si trova nel mezzo, a tradurre aspettative implicite in decisioni operative.

Il problema non è che gli hiring manager cambino idea.
È che i criteri vengano chiariti solo dopo aver iniziato a scegliere