Il Ministero del lavoro, con il Decreto 17 dicembre 2025 n. 180, ha diffuso le Linee Guida finalizzate a promuovere l’adozione consapevole dell’AI nei contesti lavorativi, tutelando i diritti dei lavoratori, favorendo l’innovazione sostenibile e garantendo la conformità alle normative vigenti.

Entrando nel dettaglio, le indicazioni ministeriali evidenziano che l’intelligenza artificiale offre numerosi vantaggi alle aziende. Innanzitutto, consente un aumento della produttività grazie all'automazione di compiti ripetitivi e all'ottimizzazione dei processi interni, riducendo il carico di lavoro per i dipendenti e migliorando la qualità delle attività svolte. Inoltre, permette di prendere decisioni più accurate e basate sui dati, poiché gli algoritmi analizzano grandi volumi di informazioni in tempo reale, facilitando scelte più rapide e informate.

Dal lato dei lavoratori dipendenti, l’adozione dell’IA può eliminare compiti usuranti e ripetitivi, riducendo il carico di lavoro manuale e lo stress operativo. Può, inoltre, abilitare nuove opportunità di crescita professionale in ambiti di alta innovazione: servono competenze in data analysis, gestione di sistemi IA, manutenzione di robot, ecc., aprendo percorsi di carriera innovativi per il personale esistente (upskilling) e per nuove assunzioni specializzate. In generale, l’uso di strumenti digitali avanzati tende a migliorare la qualità del lavoro: si pensi a un tecnico di manutenzione che, grazie a un sistema IA di diagnostica, riesce a individuare e risolvere guasti più rapidamente – il suo lavoro diventa meno gravoso e più qualificato.

Secondo le Linee Guida l’adozione dell’IA all’interno delle aziende non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma comporta una ridefinizione del rapporto tra impresa e lavoratori. L’IA può facilitare il lavoro, ma senza adeguate misure di tutela può anche generare nuove forme di disuguaglianza e precarietà. È, quindi, necessario definire principi che garantiscano che i lavoratori siano informati, protetti e coinvolti attivamente nella trasformazione digitale.

Uno degli aspetti più delicati riguarda l’uso dell’IA nei processi decisionali aziendali, in particolare nelle selezioni del personale, nelle valutazioni delle performance e nell’organizzazione del lavoro. Le tecnologie di IA possono analizzare grandi quantità di dati e supportare le decisioni aziendali, ma non devono mai sostituire il giudizio umano. Un sistema di IA, se non adeguatamente progettato, potrebbe infatti introdurre bias algoritmici, penalizzando determinati gruppi di lavoratori e creando discriminazioni inconsapevoli.

Per questo motivo, è essenziale che le imprese adottino principi di trasparenza e supervisione umana, garantendo che ogni decisione basata sull’IA venga verificata e validata da responsabili umani. I lavoratori devono essere sempre informati su come e quando l’IA viene utilizzata, in modo da poter esercitare il loro diritto di contestazione in caso di valutazioni non corrette o ingiustificate.

Inoltre, l’IA non deve diventare uno strumento di sorveglianza invasiva. L’utilizzo di sistemi intelligenti per monitorare le attività dei dipendenti deve essere regolamentato con attenzione, per evitare forme di controllo eccessivo che potrebbero compromettere la libertà e la qualità del lavoro.

Secondo il Ministero del lavoro il coinvolgimento attivo dei lavoratori rappresenta una condizione essenziale per il successo dell’integrazione dell’AI nei contesti lavorativi. La trasformazione digitale, infatti, non è soltanto tecnologica, ma anche organizzativa e culturale: i dipendenti devono essere messi in condizione di comprendere e utilizzare correttamente le nuove soluzioni, oltre a poter contribuire con osservazioni e suggerimenti. La fase di implementazione diventa così un’occasione preziosa per promuovere formazione pratica, rafforzare il dialogo interno e sviluppare una cultura condivisa dell’innovazione.

L’adozione dell’IA nelle aziende deve avvenire in un quadro di sicurezza e affidabilità, a tutela sia dei lavoratori che delle imprese. È pertanto raccomandabile definire policy aziendali chiare sull’uso delle tecnologie di IA generativa, accompagnate da percorsi formativi volti a promuovere un utilizzo consapevole da parte dei dipendenti.

Come detto prima, un principio fondamentale da preservare è la supervisione umana nelle decisioni automatizzate: nei processi critici, infatti, le decisioni non possono essere affidate esclusivamente agli algoritmi, ma devono sempre essere validate da professionisti in grado di comprenderne le implicazioni.

Infine, le aziende devono investire in programmi di aggiornamento per i propri dipendenti, offrendo corsi di formazione su misura per aiutarli ad adattarsi ai nuovi strumenti IA.