INAIL analizza gli infortuni accorsi a seguito di violenze nel comparto sanità

 

Cosa tratta?

Le aggressioni sul posto di lavoro sono una realtà sempre più all’attenzione dei mass media e del legislatore.

A essere coinvolte varie figure professionali, ma a primeggiare sono i lavoratori della sanità (sia in termini di numeri assoluti che di incidenza percentuale sul totale degli infortuni della categoria) tanto da spingere il legislatore a emanare nel 2020 una legge ad hoc a tutela dei suoi operatori.

Le aggressioni nella Sanità rappresentano oltre un terzo di tutte quelle riconosciute nell’Industria e servizi (circa 6.800 i casi codificati per il 2024) e la causa di un infortunio su dieci in occasione di lavoro a operatori sanitari.

L’Inail ha riconosciuto positivamente 2.464 infortuni da aggressioni a lavoratori del settore ateco Q - Sanità e assistenza sociale nell’anno 2024.

Di questi, circa il 46% è causato da violenza, aggressione, minaccia proveniente da persone esterne all'impresa, quali utenti, pazienti o loro parenti.

Quasi la metà dei casi del 2024 è accaduta in ospedali e case di cura (divisione ateco Q 86), oltre un terzo in residenze sanitarie assistenziali, case di riposo e comunità alloggio per disabili o persone con problemi sociali (ateco Q 87) e circa il 17% nell’assistenza non residenziale (ateco Q 88).

Per quanto riguarda il genere, più lavoratrici che lavoratori: in un settore come quello della Sanità ad alta presenza occupazionale femminile (oltre il 70%) è coerente che anche tra gli infortuni si contino soprattutto donne (72% delle aggressioni del 2024).

Parlando di professioni, le più rappresentate in ambito aggressioni sono i tecnici della salute con il 36,4 % e subito a seguire le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali con il 31,3%, solo con il 12,0 % le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati.

Territorialmente, al primo posto c’è il Nord-Ovest col 33% delle aggressioni riconosciute e codificate, seguito dal Nord-Est (29%) e dal Mezzogiorno (24%). Lombardia e Emilia-Romagna le regioni più interessate (rispettivamente 425 e 368 casi).

Gli infortuni per aggressione si concentrano un po' più nella mattinata 41% dei casi (dalle ore 6 alle 13 è), nel pomeriggio il 39% (dalle 13 fino alle ore 20,) e nelle ore serali-notturne 20%.

Le lesioni più frequentemente riscontrate sono le contusioni alla testa (25%), seguite dalle contusioni e distorsioni ad arti superiori (20%).

 

Cosa dice la legge?

  • Legge n. 113 del 14.08.2020: Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni.
  • Decreto Legge. n. 137 del 01.10.2024: misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell’esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all’assistenza sanitaria.

 

Indicazioni operative

  • Mappatura delle aree a rischio: identificare reparti e situazioni con maggiore probabilità di aggressioni (es. pazienti agitati, familiari stressati).
  • Analisi degli eventi pregressi: utilizzare dati sugli infortuni e segnalazioni per individuare pattern ricorrenti.
  • Aggiornamento del DVR: inserire il rischio di aggressione come rischio specifico, con misure preventive dedicate.
  • Accessi controllati: badge, porte con chiusura automatica, zone filtro.
  • Presenza di personale sufficiente: evitare turni isolati in reparti critici.
  • Procedure di triage comportamentale: valutare lo stato psichico e il livello di agitazione del paziente all’ingresso.
  • Formazione del personale: tecniche di comunicazione assertiva, gestione del conflitto, riconoscimento dei segnali di escalation.
  • Videosorveglianza e pulsanti di allarme: installati in punti strategici (sale d’attesa, ambulatori).
  • Dispositivi di allerta personale: braccialetti o app collegate alla centrale di sicurezza.
  • Arredi sicuri: eliminare oggetti contundenti, fissare mobili pesanti.
  • Elaborare procedure operative in caso di aggressione: protocollo di intervento immediato, comunicazione interna rapida, tutela legale e sanitaria del lavoratore.
  • Pianificazione del post-evento e monitoraggio: debriefing con il team, supporto psicologico, report obbligatorio e aggiornamento delle misure preventive.