Ape sociale: entro il 31 marzo le prime domande
A cura della redazione
Possono presentare domanda di Ape sociale sia coloro che maturano nel 2026 i requisiti previsti sia tutti coloro che hanno perfezionato i requisiti negli anni precedenti ma non hanno fatto richiesta all’Inps.
L’Inps col messaggio del 14 gennaio 2026 n. 128 ha informato della nuova proroga a tutto il 2026 di questo anticipo pensionistico da parte dell’ultima legge di bilancio che però non ha apportato modifiche all’impianto normativo.
Perciò, chi entro il 31 dicembre 2026 compie 63 anni e 5 mesi e rientra in una delle seguenti categorie, può presentare domanda entro il primo step previsto del 31 marzo 2026. Si tratta di: ex disoccupati privi di Naspi – caregiver di familiari da almeno 6 mesi – invalidi al 74% minimo e addetti a lavori gravosi svolti per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni oppure per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni. Le prime tre categorie devono possedere almeno 30 di anzianità contributiva, mentre la quarta almeno o 36 anni.
Una volta che l’Inps accoglie la domanda e certifica il possesso di alcuni requisiti anche in via prospettica, cioè verifica che gli stessi si perfezioneranno anche successivamente ma entro il 31 dicembre 2026, compreso quello anagrafico, gli interessati potranno presentare la domanda di accesso al beneficio che verrà erogato in base alla pensione maturata a quel momento con un tetto massimo mensile di 1.500 euro. Dal compimento dell’età pensionabile l’Ape si trasforma in pensione di vecchiaia e ricalcolata a quel momento.
In ogni caso, precisa il messaggio dell’Inps, per non perdere i ratei di trattamento, i soggetti che al momento della domanda di verifica delle condizioni di accesso al beneficio siano già in possesso di tutti i requisiti e le condizioni previste devono presentare, contestualmente, anche la domanda di accesso all’APE sociale.
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