Bilancio 2026: l’Ape sociale ancora per un anno
A cura della redazione
L’art. 1 comma 162 della manovra conferma anche per il 2026 la possibilità di accesso all’Ape sociale da parte di coloro con almeno 63 anni e 5 mesi.
Oltre all’età, occorre rientrare in una delle seguenti categorie: ex disoccupati privi di Naspi – caregiver di familiari da almeno 6 mesi – invalidi al 74% minimo e addetti a lavori gravosi svolti per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni oppure per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni.
Le prime tre categorie devono possedere almeno 30 di anzianità contributiva, mentre la quarta almeno o 36 anni.
Per gli addetti ai lavori gravosi resta inoltre confermato per il 2026 l’inapplicabilità del livello di tariffa INAIL di cui all'allegato A del regolamento stabilito dal Dpr 88/2017.
Pertanto le mansioni relative ai lavori gravosi sono quelle individuate dalla legge 234/2021.
Gli altri aspetti della disciplina dell’Ape sociale, confermati dalla manovra, sono i seguenti:
- La procedura è complessa (3 step di domande di riconoscimento nell’anno e cioè entro il 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre, più la dimanda di accesso finale);
- Risorse stanziate limitate
- Un tetto all’importo del trattamento spettante fino a 1.500 euro al mese collegato alla durata dell’Ape sociale e cioè fino a che gli interessati compiono l’età pensionabile;
- Un sostanziale divieto di cumulo coi redditi di lavoro, salvo quelli autonomi-occasionali entro 5000 euro annui.
Come detto, la durata va fino al compimento dell’età pensionabile che. per chi l’ha chiesto dal 2021 fino al 2026 compreso, è di 67 anni, che diventano dal 2027 67 anni e 1 mese e dal 2028 67 anni e 3 mesi. Da tale momento verrà erogata la pensione di vecchiaia nella misura ordinaria senza cioè più limitazioni di importo massimo.
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