Bilancio 2026: le pensioni dei dipendenti pubblici
A cura della redazione
La legge di bilancio eleva l’età pensionabile anche ai comparti sicurezza dei pubblici dipendenti a partire dal 2028, oltre all’incremento della speranza di vita. Per la generalità dei dipendenti pubblici è invece previsto una riduzione dei tempi per il pagamento dei trattamenti di fine servizio.
Infatti, l’articolo 1 comma 180 prevede, dal 1° gennaio 2028, un incremento “specifico” dei requisiti anagrafici per andare in pensione pari a 1 mese nel 2028; 1 mese nel 2029 e 1 mese nel 2030.
I destinatari, nello specifico, sono il personale militare delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza, nonché il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Un apposito Dpcm dovrà individuare le professionalità che potranno essere escluse dai predetti incrementi.
Inoltre, in base ai commi 185 e 191, per il personale delle amministrazioni pubbliche e degli enti pubblici, compresi quelli di ricerca, il termine dilatorio per la liquidazione delle indennità di fine servizio comunque denominate decorre non dal collocamento a riposo, ma dal momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto al pensionamento a seguito del raggiungimento del requisito anagrafico o contributivo previsto dalla normativa vigente, comprensiva del relativo incremento di tre mesi per la speranza di vita.
In base a quanto disposto dal comma 198, tale termine dilatorio per la suddetta liquidazione nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età (o di servizio) è ridotto da 12 a 9 mesi a decorrere dal 2027, con conseguente neutralizzazione a regime (dal 2028), ai fini della corresponsione della medesima buonuscita, dell’incremento di 3 mesi dell’età pensionabile.
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