Dal 2027 per i lavoratori precoci e dal 2033 per gli addetti ai lavori usuranti ci saranno meno risorse per andare in pensione in anticipo.

Così hanno stabilito i commi 717 e 718 dell’art. 1 della legge 199/2025.

La pensione anticipata per i cd precoci con almeno 12 mesi di contributi accreditati prima di avere compiuto i 19 anni di età e appartenenti ad una delle categorie quasi identiche a quelle dell’Ape sociale cioè ex disoccupati senza Naspi da 3 mesi, caregiver familiari, invalidi al 74% e addetti ai lavori gravosi, spetta alla normale decorrenza prevista (3 mesi dopo la maturazione dei 41 anni di contribuzione) nei limiti delle risorse stanziate, ogni anno. La legge 232/2016 tuttavia stabilisce che, in caso di sforamento nell’anno della decorrenza del limite massimo, la stessa è differita con criteri di priorità in ragione della data di maturazione del requisito e, a parità della stessa, della data di presentazione della richiesta.

Ebbene dal 2027 le risorse annue saranno progressivamente ridotte negli anni a venire cosa che porterà a differire in là nel tempo il diritto alla pensione in un maggiore numero di casi.

La stessa cosa vale, dal 2032 per gli addetti ai lavori usuranti anch’essi soggetti ad un tetto massimo di risorse e al differimento della decorrenza della pensione in caso di un numero di domande il cui costo eccede le risorse stanziate.