Il decreto 1° maggio (D.L. n. 62/2026), ha previsto l’applicabilità del Bonus Zes per le assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2026.

Destinatari

Datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti nel mese della nuova assunzione e che, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, assumono con contratto a tempo indeterminato come personale non dirigenziale, presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno, lavoratori che alla data dell’assunzione hanno compiuto trentacinque anni di età e sono disoccupati da almeno 24 mesi.

Misura e durata

L’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi, nel limite massimo di importo pari a 650 euro su base mensile per ciascun lavoratore, nei limiti della spesa autorizzata.

Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Condizioni

L’esonero spetta anche con riferimento ai soggetti che, alla data dell’assunzione incentivata, sono stati occupati a tempo indeterminato alle dipendenze di un diverso datore di lavoro che ha beneficiato parzialmente dell’esonero stesso.

Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti. In caso di dipendenti a tempo parziale, il calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e il numero delle ore che costituiscono l’orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno.

L’incremento della base occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati verificatesi in società controllate o collegate o facenti capo allo stesso soggetto.

L’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.

L’esonero spetta nel rispetto dei principi generali di fruizione degli incentivi di cui all’art. 31 del D. Lgs. 150/2015, a condizione che il datore di lavoro, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbia proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge n. 223/1991, nella medesima unità produttiva.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto con l’esonero o di un lavoratore impiegato con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva, se effettuato nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, comporta la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito; la revoca non ha effetto sul computo del periodo residuo utile alla fruizione dell'esonero da parte di diverso datore.

L’Inps provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati dell'attività di monitoraggio al Ministero del Lavoro e al Ministero dell’Economia e Finanze; se dal monitoraggio dovesse emergere, anche in via prospettica, il raggiungimento del limite di spesa, l’Inps non procede all’accoglimento delle ulteriori comunicazioni per l'accesso ai benefici.

Sono attese le istruzioni Inps per l’applicazione dell’esonero.

Compatibilità con altri esoneri

L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente; è, invece, compatibile senza alcuna riduzione con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione in presenza di nuove assunzioni di cui all'art. 1, commi 399 e 400, della legge n. 207/2024 (maxi-deduzione del costo del lavoro).

Il beneficio è concesso nel rispetto del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.Segnaliamo che il successivo art. 5 del decreto provvede all’abrogazione delle disposizioni dell’art. 14 comma 1-bis del DL n. 200/2025 (milleproroghe 2026) che riguardavano la proroga al 30 aprile 2026 del bonus Zes di cui al cd decreto coesione.

Rimangono, invece, in vigore gli esoneri stabiliti dalla legge n. 199/2025 (legge di bilancio) per i quali è ancora attesa la pubblicazione del decreto ministeriale con le disposizioni attuative.