Un’indagine europea su sei Paesi mostra che 47,3% dei lavoratori è probabilmente esposto ad almeno un fattore di rischio cancerogeno; 11,1% ad alto livello. I rischi più comuni sono UV solare, gas di scarico diesel, benzene, silice e formaldeide. L’analisi per settori evidenzia co‑esposizioni e lacune nelle misure di controllo, soprattutto in cantieri, trasporti e manutenzioni. L’articolo traduce i dati in azioni operative e obblighi normativi per il contesto italiano.

Cosa tratta :

Quasi un lavoratore su due nei Paesi UE analizzati è stato probabilmente esposto ad almeno uno tra 24 fattori di rischio cancerogeni nella settimana lavorativa considerata; la quota di esposizioni ad alto livello riguarda circa 1 lavoratore su 9.

Tra i rischi più diffusi spiccano radiazioni UV solari, emissioni di gas di scarico diesel (DEE), benzene, silice cristallina respirabile (RCS) e formaldeide.La rilevazione è stata realizzata su un campione rappresentativo in sei Stati membri attraverso oltre 24.000 interviste condotte tra settembre 2022 e febbraio 2023.

Ne avevamo già parlato a giugno 2024.

I dati sono stati pesati in modo da riflettere una platea di circa 98,5 milioni di lavoratori: 47,3% con esposizione probabile ad almeno un fattore; 11,1% con esposizione ad alto livello.

Perché questi numeri contano (anche per l’Italia)

La fotografia che emerge è chiara: le esposizioni non riguardano solo chimici e laboratori, ma attraversano la quotidianità di cantieri, trasporti, manutenzioni, agricoltura, sanità e servizi. L’elemento più preoccupante è la co‑esposizione: oltre 1 lavoratore su 4 ha affrontato più fattori di rischio nello stesso periodo, spesso con effetti combinati che complicano la prevenzione. Le correlazioni più evidenti si registrano tra metalli (cadmio, cobalto, nichel, cromo VI) tipiche delle lavorazioni metalmeccaniche.

Dove le esposizioni sono più probabili

All’aperto: la UV solare è la prima esposizione (20,8% dei lavoratori). L’uso di creme solari risulta minoritario rispetto a indumenti coprenti e copricapo; gli occhiali protettivi sono ancora poco utilizzati.Su strada e in officina: le emissioni diesel riguardano il 19,9% dei lavoratori; 2,1% a livello alto. In molte attività con veicoli in moto non si adottano sistemi di ventilazione o aspirazione.

Nei cantieri e cave: la silice cristallina respirabile (RCS) tocca l’8,4%; le esposizioni ad alto livello sono più frequenti in operazioni di taglio, perforazione, demolizione e in pratiche di pulizia improprie. Anche qui, l’assenza di soppressione a umido o aspirazioni localizzate  è comune.

Distribuzione carburanti e manutenzioni: il benzene riguarda il 12,8% dei lavoratori, con scenari ricorrenti come rifornimento, aree con veicoli a benzina in moto e manutenzioni; spesso mancano misure di controllo.

Sanità, laboratori, anatomia patologica: la formaldeide (6,4%) mostra un’adozione disomogenea delle misure: alta adesione in laboratori e sterilizzazione; bassa nell’uso di collanti o lavorazioni su pannelli MDF.

Settori più colpiti

Costruzioni: picchi per RCS, cromo VI e polveri di legno.

Silvicoltura/disboscamento: incidenze elevate di polveri di legno e oli minerali.

Miniere e cave: quasi universalmente esposti a RCS e DEE; presenza di arsenico e amianto.

Rifiuti e recupero materiali: maggiore probabilità di esposizione a metalli (cadmio, cobalto, nichel) e amianto,

Cosa significa adottare la “gerarchia dei controlli” sul campo

I dati mostrano differenze marcate tra contesti dove le misure sono standardizzate (laboratori, chimico‑farmaceutico, radiologia con schermi e DPI radioprotettivi) e altri dove si ricorre ancora a soluzioni minime o nessuna misura (aree con veicoli in moto, rifornimenti, cantieri polverosi).

Per le imprese italiane questo si traduce in priorità operative:

Eliminazione/sostituzione: ridurre al minimo l’uso di agenti cancerogeni, scegliere carburanti/tecnologie alternative (elettrificazione mezzi interni), pannelli e collanti a basso contenuto di formaldeide certificati.

Ingegneria e contenimento: cabine chiuse, aspirazione, sistemi chiusi per solventi e sterilizzazioni; pulizie a umido e aspirazioni dedicate contro RCS e polveri di legno.

Organizzazione del lavoro: pianificare attività all’aperto evitando le ore di massima UV, rotazioni nelle aree diesel, procedure di sosta a motori spenti.DPI ultimo anello: DPI appropriati (P3/FFP3, APVR) quando le misure tecniche non bastano; indumenti coprenti e copricapo per UV; occhiali e schermi quando previsti.

Formazione mirata e verifiche: addestramenti pratici su uso corretto di aspirazioni localizzate  e DPI , controlli periodici di efficacia (fumo visibile? portate misurate?).

Focus sostanze e scenari ricorrenti

Diesel: adottare aspirazione allo scarico durante manutenzioni; ventilazione generale nei locali chiusi; regola “motori spenti” in attesa.

RCS: preferire taglio a umido, aspirazione localizzata, cabine chiuse per mezzi in cave/cantieri; vietare soffiaggio a secco; pulire con aspiratori HEPA e lavaggi.

Formaldeide: lavorare in cappe o sistemi chiusi, contenitori sigillati per campioni/soluzioni; attenzione a collanti e finiture nel legno e tessile.

Benzene: ridurre soste in aree con motori a benzina in moto; per manutenzioni usare aspirazioni dedicate; in lavasecco adottare ventilazioni e cicli chiusi.

Metalli (Cr VI, Ni, Cd, Co): caschi di saldatura con aria e aspirazioni localizzate ; macchine completamente chiuse per lavorazioni; sorveglianza dei processi che generano fumi.

UV solare: indumenti coprenti, copricapo, occhiali; la crema resta utile su parti esposte ma non è la prima barriera.

In allegato il documento originale (lingua inglese)


COSA DICE LA LEGGE

Direttiva 2004/37/CE (sostanze cancerogene e mutagene), come modificata da atti successivi (es. Direttiva (UE) 2022/431), impone prevenzione alla fonte, sostituzione, contenimento e sorveglianza sanitaria per le esposizioni a cancerogeni/mutageni.

D.Lgs. 81/2008:
Titolo IX, Capo II – Agenti cancerogeni e mutageni: valutazione del rischio, riduzione al minimo, registro di esposizione e informazione/formazione dei lavoratori; segnalazione all’organo di vigilanza nei casi previsti.

Art. 225 (misure di prevenzione e protezione) e artt. 229–232 (sorveglianza sanitaria, cartelle sanitarie, registri).

Titolo VI (dispositivi di protezione individuale) e Titolo II (luoghi di lavoro) per ventilazione e requisiti tecnici.

Regolamenti REACH (CE n. 1907/2006) e CLP (CE n. 1272/2008): classificazione/etichettatura, schede di sicurezza, restrizioni/autorizzazioni per sostanze e miscele.

Valori limite: applicazione dei OEL europei e dei limiti nazionali; per RCS e DEE si applicano limiti specifici introdotti/aggiornati nella normativa UE e recepiti nell’ordinamento italiano.


INDICAZIONI OPERATIVE

  • Checklist essenziale per RSPP/HSE (pronta per essere inserita nel DVR e nelle procedure):
  • Mappatura delle sorgenti: per ciascun reparto/attività, elencare i possibili 24 fattori considerati in WES (chimici, fisici, miscele) e i compiti che li generano.Trigger automatici nelle procedure:

- se motore in moto indoor → aspirazione + timer di spegnimento;

- se taglio/foratura su materiali silicei → acqua + aspirazioni localizzate ;

- se salda su inox/leghe → casco con aria + aspirazioni localizzate ;

 - se laboratorio con formaldeide/solventi → cappa/sistema chiuso + contenitori sigillati.

  • Pianificazione turni all’aperto: spostare le attività nelle fasce di bassa UV; dotazione standard: indumenti coprenti, copricapo, occhiali; la crema solare si usa sempre su parti scoperte.
  • Pulizia e manutenzione: vietare soffiaggio; adottare aspiratori con filtri HEPA e lavaggi; registrare portate aspirazioni localizzate  e stato filtri con indicatori semplici.acquisti “prevenzione‑ready”: capitolati che richiedano cabine chiuse, aspirazioni localizzate  on‑tool, sistemi a umido, sistemi chiusi per solventi; preferire materiali a basso contenuto di formaldeide certificati.
  • Gestione appaltatori: procedure obbligatorie di coordinamento per attività con DEE/RCS/metalli; consegna di schede di rischio e verifica idoneità delle attrezzature di aspirazione.Sorveglianza sanitaria mirata: protocolli specifici per metalli, RCS, formaldeide, radiazioni; registri di esposizione aggiornati e tracciabili.
  • Verifiche sul campo: walk‑through periodici con checklist su comportamenti critici (porte cappe chiuse? motori spenti? acqua attiva?); report sintetico con tre azioni correttive per area.
  • Formazione sul comportamento: micro‑sessioni pratiche (15’) su uso corretto di aspirazioni localizzate /dpi , routine di pulizia, errori da evitare; includere quiz e prove pratiche.