L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha reso noto i risultati emersi dalla propria attività di vigilanza

 

Cosa tratta?

I dati diffusi dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro restituiscono una fotografia aggiornata dello stato della legalità nei luoghi di lavoro in Italia, con particolare riferimento alla salute e sicurezza.

Gli accessi ispettivi del personale INL (compresi CC), INPS ed INAIL, sono stati n. 157.381, sostanzialmente invariati rispetto a quelli effettuati nell’anno precedente. Nel totale dei controlli avviati sono inclusi n. 13.028 verifiche e accertamenti.

Il totale dei controlli avviati è così suddiviso per ambito:

  • INL vigilanza lavoro 141.094, + 1% sostanzialmente stabile rispetto al 2024;
  • INPS vigilanza previdenziale 8.311, - 14% rispetto al 2024;
  • INAIL vigilanza assicurativa 7.976, - 12% rispetto al 2024.

Sono stati accertati illeciti in n. 83.488 ispezioni, con un tasso di irregolarità pari al 74,0 % (sostanzialmente stabile rispetto al 74,1% del 2024).

La vigilanza in materia di salute e sicurezza (Vigilanza Tecnica) ha riguardato n. 51.928, così articolate per settore produttivo:

  • agricoltura 4.201;
  • industria 6.047;
  • edilizia 25.273;
  • terziario 16.399.

Il bilancio nel comparto sicurezza rimane critico: su 40.474 ispezioni definite (concluse con accertamento), ben 33.249 hanno riscontrato violazioni delle norme di prevenzione. Sebbene il tasso di irregolarità registri una lieve flessione (82,1% nel 2025, contro l’84,4% del 2024), l’incidenza delle inadempienze coinvolge la quasi totalità dei siti oggetto di controllo.

Sul fronte sanzionatorio, l’aumento dell’efficacia dei controlli ha portato a:

  • 89.851 violazioni penali in materia di salute e sicurezza (+7,8% rispetto al 2024);
  • 3.630 violazioni amministrative rilevate.

Nella seguente tabella è riportata l’incidenza percentuale, in ciascun settore produttivo, dei vari fenomeni legati agli illeciti (penali e amministrativi) in materia di salute e sicurezza.

Fenomeno

Agricoltura

Edilizia

Industria

Terziario

Formazione e informazione

31,8%

10,8%

33,0%

36,9%

Obblighi dei coordinatori e dei committenti

0,7%

4,5%

0,2%

3,8%

Rischi di caduta dall’alto

0,4%

29,8%

2,1%

1,0%

Rischi di investimento e seppellimento

0,2%

1,5%

0,1%

0,3%

Rischi elettrici, attrezzature macchine e DPC/DPI

10,9%

8,9%

12,8%

4,3%

Sorveglianza sanitaria

34,9%

14,6%

28,3%

32,2%

Tessera di riconoscimento

1,3%

1,9%

0,1%

0,1%

Valutazione dei rischi/POS/PSC/DUVRI

9,4%

6,5%

7,9%

10,3%

Mancanza patente a crediti

0,1%

3,1%

0,4%

0,2%

Verifica possesso patente imprese esecutrici/lav. aut.

0,3%

1,3%

0,1%

0,7%

Altri rischi rilevati

10,0%

17,1%

15,0%

10,2%

Totale complessivo

100%

100%

100%

100%

 

Si riporta di seguito l’incidenza percentuale dei vari fenomeni legati agli illeciti (penali e amministrativi) in materia di salute e sicurezza riscontrati durante gli accessi ispettivi.

Categoria

% del totale

Formazione e informazione

28,6%

Sorveglianza sanitaria

27,1%

Rischi elettrici, attrezzature, macchine e DPC/DPI

15,3%

Valutazione dei rischi/POS/PSC/DUVRI

7,7%

Rischi di caduta dall’alto

0,6%

Tassera di riconoscimento

0,1%

Mancanza della patente a crediti

0,1%

Rischi di investimento e seppellimento

0,0%

#N/D

2,0%

Altri rischi rilevati

18,7%

 

Infine, si riportano i numeri dei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale n. 13.263 di cui oltre il 37% sono stati determinati dalla presenza di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Per quanto attiene al dettaglio delle fattispecie di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, previste nell’allegato 1 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., contestate nei provvedimenti emessi osserviamo quanto segue:

Grave violazione

Percentuale

Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi

44,0%

Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione

5,0%

Mancata formazione ed addestramento

3,5%

Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile

9,8%

Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS)

10,8%

Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall'alto

0,9%

Mancanza di protezioni verso il vuoto

17,5%

Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno

0,4%

Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi

0,2%

Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi

0,3%

Mancanza di protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale

5,1%

Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo

2,3%

Mancata notifica all'organo di vigilanza prima dell'inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione all'amianto

0,1%

 

Cosa dice la legge?

  • Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149: è questa la norma che ha istituito l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e gli ha attribuito in modo organico le funzioni di vigilanza.

 

Indicazioni operative

Alla luce dei risultati dell’attività ispettiva, emergono alcune indicazioni operative di particolare rilievo per le imprese:

  • Rafforzare la qualità, non solo la presenza formale, dei documenti di prevenzione. La frequenza delle violazioni legate a DVR, POS, PSC e DUVRI evidenzia come la problematica non sia solo l’assenza del documento, ma spesso la sua inadeguatezza rispetto ai rischi reali.
  • Investire in formazione efficace e tracciabile. Formazione e informazione rappresentano la prima causa di illecito in quasi tutti i settori. È essenziale garantire percorsi coerenti con mansioni, rischi specifici e aggiornamenti periodici, evitando approcci meramente burocratici.
  • Integrare correttamente la sorveglianza sanitaria nella gestione aziendale. Le percentuali elevate di non conformità indicano criticità nella nomina del medico competente, nell’effettuazione delle visite e nella gestione dei giudizi di idoneità.
  • Prestare particolare attenzione ai rischi “tradizionali”. Cadute dall’alto, macchine, attrezzature e impianti elettrici continuano a generare un numero rilevante di violazioni penali, specie nei settori edilizio e industriale.
  • Prepararsi alla vigilanza in ottica preventiva. I numeri sulle sospensioni d’attività confermano che la non conformità può avere impatti immediati sulla continuità aziendale, oltre che economici e penali.

In conclusione, i dati INL 2025 dimostrano che la salute e sicurezza sul lavoro rimane un ambito ad alto rischio sanzionatorio e che solo una gestione strutturata, consapevole e integrata della prevenzione può ridurre l’esposizione a controlli negativi e, soprattutto, tutelare realmente lavoratori e imprese.