ISPRA pubblica uno studio che analizza come il settore delle costruzioni integri il Regolamento EMAS per migliorare le performance ambientali, evidenziando criticità, progressi e buone pratiche per favorire sostenibilità ed economia circolare.

Cosa tratta:

Il settore delle costruzioni è uno dei comparti più rilevanti per l’economia, ma è anche fortemente frammentato, dominato da micro e piccole imprese, e tra i più impattanti dal punto di vista ambientale. Per questo, l’applicazione del Regolamento EMAS può acquisire un ruolo importante.

Lo studio ISPRA cerca di comprendere come le imprese edili registrate EMAS gestiscano i propri impatti ambientali, quali indicatori monitorino e quali azioni adottino per migliorare sostenibilità e circolarità.

Attraverso l’analisi di un campione di 32 organizzazioni, vengono valutati:

  • consumi;
  • emissioni;
  • produzione e recupero rifiuti;
  • riuso materiali;
  • utilizzo di fonti rinnovabili;
  • adozione di materiali ecocompatibili.

Il documento integra, inoltre, una serie di buone pratiche operative per la gestione dei cantieri, in linea con il documento JRC, le linee guida ARPAT e i criteri ambientali minimi (CAM).

I risultati dell’analisi

I dati mostrano miglioramenti non omogenei e una forte variabilità nella disponibilità degli indicatori ambientali:

  • consumi idrici ed energetici monitorati da quasi tutte le imprese, con performance migliorative in circa metà dei casi;
  • produzione rifiuti spesso stabile o in aumento;
  • difficoltà diffuse nell’adottare materiali ecocompatibili e nel promuovere il riuso;
  • utilizzo delle rinnovabili ancora limitato.

Buone pratiche per i cantieri

Il documento propone misure operative riguardanti:

  • gestione rifiuti e materiali;
  • uso efficiente delle risorse;
  • protezione suolo e acque;
  • contenimento rumori, polveri ed emissioni;
  • tecniche di demolizione selettiva;
  • criteri CAM applicabili per edilizia e infrastrutture.

Conclusioni

Il settore delle costruzioni mostra una crescente attenzione alla sostenibilità, favorita anche dalla diffusione delle certificazioni EMAS, ma persistono ampie aree da migliorare. L’analisi evidenzia la necessità di uniformare gli indicatori ambientali, potenziare il monitoraggio e facilitare l’implementazione di pratiche più avanzate. Cruciali sono le lavorazioni in cantiere: qui si concentrano gli impatti maggiori e dove le buone pratiche possono produrre effetti significativi.

Per accelerare la transizione, è indispensabile un approccio integrato che unisca strumenti volontari (EMAS), normative cogenti (CAM, EoW, Testo Unico Ambientale) e supporto alle imprese, in particolare le PMI.

Il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, imprese e stakeholder è decisivo per trasformare il settore in un motore di economia circolare ed efficienza ambientale.

In allegato il documento ISPRA integrale.

COSA DICE LA LEGGE

Principali riferimenti normativi citati nel documento:

  • Regolamento CE n. 1221/2009 (EMAS) e successive modifiche: disciplina il sistema europeo di ecogestione e audit ambientale.
  • Regolamento CE n. 1893/2006: classificazione delle attività economiche (codici NACE settore costruzioni).
  • D.Lgs. 152/2006 – Testo Unico Ambientale, Parte IV: gestione rifiuti e criteri di significatività degli aspetti ambientali; art. 184-ter (cessazione qualifica di rifiuto).
  • DM 127/2024: criteri End of Waste per rifiuti inerti da costruzione e demolizione.
  • DPR 120/2017 (terre e rocce da scavo) – in revisione.
  • Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023): obbligo di applicazione dei CAM per appalti pubblici.
  • CAM Edilizia – Decreto MASE 24 novembre 2025: criteri minimi per progettazione, direzione lavori e realizzazione opere edilizie.
  • CAM Strade – DM 5 agosto 2024: criteri minimi ambientali per infrastrutture stradali.
  • Strategia Nazionale per l’Economia Circolare (2022): promozione strumenti di gestione e criteri EoW.
  • Reg. UE 2024/1781 (Ecodesign): requisiti di sostenibilità per prodotti immessi sul mercato.

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Implementare un Sistema di Gestione Ambientale con monitoraggio continuo di energia, acqua, rifiuti, emissioni.
  2. Aggiornare e uniformare gli indicatori ambientali secondo l’Allegato IV EMAS, garantendone comparabilità e trasparenza.
  3. Gestire i cantieri con un PAC (Piano Ambientale di Cantierizzazione) o strumenti equivalenti.
  4. Effettuare la corretta gestione dei rifiuti: classificazione CER, tracciabilità e monitoraggio quantità, allestimento aree deposito temporaneo, raggiungimento del 70% di recupero dei rifiuti non pericolosi (CAM), separazione di tutte le frazioni recuperabili, prevenzione invio in discarica dei materiali riciclabili (>95% da recuperare).
  5. Promuovere riuso e riciclo materiali: demolizione selettiva, utilizzo materiali riciclati e riciclabili, ricollocazione materiali da scavo ove possibile.
  6. Proteggere suolo, acque e biodiversità: misure anti-erosione e drenaggio controllato, protezione flora e fauna esistente, riutilizzo terreno vegetale (scotico).
  7. Ridurre emissioni atmosferiche e polveri: bagnatura superfici, pulizia vie di transito, barriere antivento, uso mezzi conformi standard emissivi elevati (almeno EEV).
  8. Limitare rumore e vibrazioni: scelta orari, barriere acustiche, manutenzione attrezzature.
  9. Selezionare prodotti da costruzione conformi ai CAM: preferire materiali certificati (EPD, FSC/PEFC, marchi ecologici), evitare materiali pericolosi.
  10. Formare il personale e gli appaltatori sugli obblighi ambientali, gestione rifiuti, controllo polveri, uso attrezzature efficienti.
  11. Comunicare le prestazioni ambientali agli stakeholder attraverso la Dichiarazione Ambientale EMAS aggiornata e convalidata.