Esonero contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026
A cura della redazione
Importante analizzare la misura di esonero contributivo prevista per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, evidenziando il ruolo dei modelli organizzativi di conciliazione vita-lavoro nella prevenzione e nella gestione della salute e sicurezza e più in generale nella gestione dei rischi psicosociali.
Cosa tratta :
Il quadro normativo in materia di lavoro si arricchisce di una misura che incide direttamente sull’organizzazione aziendale e sulle politiche di gestione del personale. Il recente intervento legislativo introduce infatti un meccanismo di esonero contributivo rivolto alle imprese che scelgono di adottare la certificazione UNI/PdR 192:2026, uno strumento di gestione dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.La certificazione si configura come un sistema strutturato e verificabile, basato su requisiti chiari e indicatori di performance, destinato a organizzazioni pubbliche e private che intendono investire in modo sistemico su alcuni ambiti strategici della gestione del lavoro: maternità e paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.
Non si tratta di misure episodiche o volontaristiche, ma di un modello organizzativo che richiede pianificazione, monitoraggio e miglioramento continuo. Dal punto di vista della salute e sicurezza sul lavoro, il tema della conciliazione assume una rilevanza crescente. Le condizioni organizzative incidono in modo diretto sui livelli di stress, sull’attenzione operativa, sulla fatica mentale e sull’esposizione al rischio. Orari rigidi, carichi non sostenibili e assenza di flessibilità possono tradursi in errori, infortuni e riduzione della capacità di lavorare in sicurezza. In questo senso, strumenti di gestione che rendono misurabili e governabili i fattori organizzativi diventano parte integrante della prevenzione.La misura prevista dal decreto riconosce questo legame e lo traduce in un incentivo economico.
L’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro è riservato alle aziende in possesso della certificazione, entro un limite percentuale prefissato e con un tetto massimo annuo. L’obiettivo è favorire l’adozione di modelli organizzativi più evoluti, capaci di incidere sia sulla qualità del lavoro sia sulla sostenibilità complessiva dei sistemi produttivi.
Per RSPP, HSE Manager e funzioni HR, l’introduzione di questa misura rappresenta un segnale importante. La sicurezza non viene più osservata solo attraverso la lente degli adempimenti tecnici, ma come esito di un’organizzazione del lavoro coerente, leggibile e governata. La gestione dei rischi passa anche dalla capacità dell’azienda di accompagnare le diverse fasi della vita lavorativa, riducendo le tensioni tra esigenze produttive e bisogni personali.In questo contesto, la digitalizzazione dei processi organizzativi gioca un ruolo chiave. La possibilità di raccogliere dati, monitorare indicatori, tracciare interventi e valutare gli effetti delle politiche di conciliazione consente alle imprese di trasformare la conformità in un sistema vivo.
La tecnologia, se integrata nei processi decisionali, rende più semplice individuare criticità, prevenire disallineamenti e intervenire prima che le condizioni di lavoro si traducano in rischio per la salute.In questo quadro, la conciliazione tra vita lavorativa e vita privata svolge un ruolo rilevante anche nella riduzione dei rischi psicosociali. Modelli organizzativi più equilibrati contribuiscono a contenere l’insorgenza dello stress lavoro-correlato, a ridurre il sovraccarico mentale e a prevenire fenomeni di affaticamento, disengagement e tensione organizzativa. La possibilità di gestire in modo più sostenibile tempi, carichi e responsabilità personali incide direttamente sulla percezione del controllo del lavoro, sulla qualità dell’attenzione e sulla stabilità emotiva, elementi che la normativa riconosce come fattori determinanti ai fini della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
In una lettura sistemica delle politiche organizzative, la certificazione UNI/PdR 192:2026 può essere efficacemente affiancata alla certificazione sulla parità di genere UNI/PdR 125:2022, con cui condivide l’impostazione basata su requisiti misurabili, indicatori di performance e miglioramento continuo. Entrambi gli strumenti intervengono su fattori organizzativi che incidono direttamente sulla qualità del lavoro: accesso equo alle opportunità, continuità di carriera, gestione dei tempi, carichi di cura e prevenzione delle discriminazioni indirette. L’integrazione dei due schemi consente alle organizzazioni di affrontare in modo coordinato aspetti che spesso generano criticità silenti, come stress lavoro-correlato, conflitti organizzativi, isolamento professionale e squilibri nei percorsi di crescita, rafforzando al contempo la capacità del sistema aziendale di tutelare salute, sicurezza e sostenibilità nel medio-lungo periodo.
Dal punto di vista della valutazione dei rischi, le certificazioni UNI/PdR 125:2022 e UNI/PdR 192:2026 intercettano fattori organizzativi rilevanti ai fini del DVR, in particolare per la valutazione e gestione del rischio da stress lavoro‑correlato. Interventi strutturati su conciliazione dei tempi, continuità di carriera e carichi di cura incidono su indicatori chiave quali carico mentale, percezione del controllo, conflitto lavoro‑vita privata e prevedibilità organizzativa, contribuendo a ridurre l’esposizione ai rischi psicosociali e a rafforzare la prevenzione primaria.
La certificazione UNI/PdR 192:2026 si inserisce quindi in un’evoluzione più ampia della cultura prevenzionistica, dove salute, sicurezza, organizzazione e gestione delle persone non sono ambiti separati, ma parti di un unico sistema. Per le aziende che operano in contesti complessi e in continua trasformazione, questo approccio rappresenta una leva concreta per migliorare la qualità del lavoro, rafforzare la tenuta organizzativa e rendere più efficace la prevenzione.
COSA DICE LA LEGGE
La normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro impone la valutazione di tutti i rischi, inclusi quelli derivanti dall’organizzazione del lavoro e dallo stress lavoro-correlato. Il quadro europeo rafforza il principio di prevenzione integrata e di miglioramento continuo delle condizioni lavorative.
Le recenti disposizioni in materia di lavoro e occupazione riconoscono il valore dei sistemi di gestione certificati come strumenti idonei a incidere sulla qualità del lavoro, sulla prevenzione e sulla sostenibilità organizzativa, prevedendo misure di incentivazione economica.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Integrare i sistemi di gestione della salute e sicurezza con strumenti di analisi dei fattori organizzativi.
- Valutare l’impatto della conciliazione vita-lavoro sui rischi operativi e sul benessere.
- Coordinare RSPP, HR e direzione nella definizione di modelli organizzativi coerenti.
- Utilizzare strumenti digitali per monitorare indicatori di carico di lavoro, assenze e segnalazioni.
- Verificare periodicamente l’efficacia delle misure organizzative adottate.
- Documentare i processi in modo strutturato per garantire tracciabilità e miglioramento continuo.
Il 20% che conta (per l’80% dei risultati)
Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri introduce disposizioni urgenti in materia di equità retributiva, incentivi all’occupazione e contrasto alle forme di sfruttamento legate all’economia digitale. Con uno stanziamento complessivo significativo, il provvedimento mira a rafforzare la dignità del lavoro e la stabilità occupazionale, con particolare attenzione a giovani e donne.
Tra gli interventi chiave figura lo sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026. La misura riconosce valore organizzativo agli strumenti di gestione della conciliazione vita-lavoro, prevedendo un esonero entro una percentuale definita e un limite massimo annuo per ciascuna impresa. L’incentivo è collegato a requisiti verificabili e indicatori di performance che coprono salute, flessibilità, welfare e continuità professionale.
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