L’Inail ha pubblicato il documento “Resilienza organizzativa e formazione in realtà virtuale per la salute e la sicurezza sul lavoro: i risultati del progetto FEREO”, con cui presenta i risultati di un progetto di ricerca volto a studiare come le tecnologie immersive, in particolare la realtà virtuale (VR), possano supportare lo sviluppo della resilienza organizzativa nei sistemi aziendali e migliorare l’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Di cosa tratta:

Il documento illustra i risultati del progetto di ricerca FEREO, sviluppato con il contributo di università e centri di ricerca e coordinato dall’Inail, con l’obiettivo di analizzare il rapporto tra resilienza organizzativa, fattore umano e innovazione tecnologica nei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

La resilienza organizzativa viene definita come la capacità di un’organizzazione di anticipare, monitorare, rispondere e apprendere dagli eventi critici, mantenendo il controllo delle operazioni anche in condizioni di variabilità o imprevisto. In questo contesto, la formazione dei lavoratori assume un ruolo strategico, poiché la gestione efficace dei rischi dipende sempre più dalla capacità delle persone di riconoscere situazioni critiche e adottare comportamenti sicuri.

Il progetto FEREO si inserisce in questo scenario proponendo l’impiego della realtà virtuale come strumento formativo avanzato. L’uso di ambienti immersivi consente di simulare situazioni di rischio difficilmente riproducibili nella formazione tradizionale, permettendo ai lavoratori di sperimentare scenari operativi complessi in condizioni controllate e senza esposizione reale al pericolo.

Nel documento vengono analizzati diversi aspetti:

  • il quadro teorico della resilienza organizzativa applicata alla sicurezza sul lavoro;
  • il ruolo dei fattori umani nei sistemi socio-tecnici complessi;
  • le potenzialità della realtà virtuale nei processi di formazione e addestramento;
  • i risultati delle sperimentazioni condotte nell’ambito del progetto.

La ricerca evidenzia come le tecnologie immersive possano migliorare l’efficacia dell’apprendimento, in particolare nei contesti in cui è necessario sviluppare competenze situazionali, capacità decisionali rapide e consapevolezza del rischio. Attraverso simulazioni realistiche, i lavoratori possono esercitarsi nel riconoscimento dei pericoli, nella gestione delle emergenze e nell’adozione di comportamenti sicuri.

Un ulteriore elemento analizzato riguarda la possibilità di utilizzare la realtà virtuale non solo come strumento formativo, ma anche come supporto per la progettazione della sicurezza, ad esempio nella simulazione preventiva di ambienti di lavoro, procedure operative o scenari incidentali.

Indicazioni operative:

Dal punto di vista applicativo, il documento evidenzia alcune indicazioni utili per le organizzazioni che intendono integrare strumenti digitali avanzati nei programmi di prevenzione e formazione.

In primo luogo, la formazione immersiva non deve essere considerata una semplice evoluzione tecnologica della formazione tradizionale, ma uno strumento integrato nei sistemi di gestione della sicurezza. Ciò significa che le simulazioni in realtà virtuale devono essere progettate partendo dall’analisi dei rischi aziendali e dalle criticità operative effettivamente presenti nei contesti di lavoro.

Un secondo aspetto riguarda la progettazione dei contenuti formativi. Gli scenari simulati devono essere realistici e costruiti sulla base delle attività lavorative reali, includendo variabili operative, condizioni ambientali e possibili deviazioni dalle procedure. In questo modo la formazione può favorire lo sviluppo di competenze operative e capacità decisionali utili nella gestione di situazioni non standard.

Il documento sottolinea inoltre che l’utilizzo della realtà virtuale può risultare particolarmente efficace in alcune tipologie di attività, tra cui:

  • lavori caratterizzati da elevata complessità operativa;
  • attività con elevato rischio residuo o scenari incidentali gravi;
  • operazioni rare o emergenziali difficili da esercitare nella pratica;
  • contesti nei quali è necessario sviluppare capacità di coordinamento tra operatori.

Dal punto di vista organizzativo, l’introduzione di tecnologie immersive richiede anche una valutazione preventiva di alcuni elementi, tra cui:

  • disponibilità delle infrastrutture tecnologiche;
  • competenze necessarie per la progettazione dei contenuti formativi;
  • integrazione con i programmi di formazione e addestramento previsti dalla normativa;
  • valutazione dell’efficacia formativa.

Inoltre, è possibile utilizzare i dati raccolti durante le simulazioni per analizzare i comportamenti degli operatori e migliorare i programmi di prevenzione. Le piattaforme di realtà virtuale consentono, infatti, di registrare informazioni relative alle decisioni prese durante gli scenari simulati, fornendo indicazioni utili per individuare criticità organizzative o esigenze formative.

Cosa dice la legge:

Attualmente la realtà virtuale non è espressamente riconosciuta come modalità formativa autonoma all’interno del quadro normativo vigente. L’Accordo Stato-Regioni 2025 non prevede, infatti, la VR tra le modalità di erogazione formalmente disciplinate.

Di conseguenza, l’utilizzo di ambienti immersivi può essere adottato come strumento didattico di supporto, ad esempio per simulazioni o esercitazioni pratiche, ma non può sostituire integralmente i percorsi formativi obbligatori previsti dalla normativa.

Conclusioni:

Il documento evidenzia come la crescente digitalizzazione dei contesti produttivi stia trasformando anche le modalità di gestione della sicurezza sul lavoro. In questo scenario, la resilienza organizzativa diventa un elemento centrale per garantire la capacità delle organizzazioni di affrontare situazioni di variabilità, cambiamento e incertezza.

La ricerca condotta nell’ambito del progetto FEREO mostra che le tecnologie immersive, in particolare la realtà virtuale, possono rappresentare uno strumento efficace per rafforzare i processi di apprendimento e migliorare la preparazione dei lavoratori nella gestione dei rischi, ma, allo stesso tempo, l’adozione di queste tecnologie deve essere accompagnata da una progettazione accurata dei contenuti formativi e da una piena integrazione con i sistemi di gestione della sicurezza.

Nel complesso, i risultati della ricerca confermano che l’innovazione tecnologica, se adeguatamente integrata nei processi organizzativi, può contribuire in modo significativo al miglioramento delle strategie di prevenzione e alla diffusione di una cultura della sicurezza più efficace e consapevole nei luoghi di lavoro.


Per maggiori approfondimenti si allega il documento completo.