Gestire la Sicurezza Elettrica in Ambienti Aperti
A cura della redazione
Gli ambienti aperti amplificano i rischi elettrici: variabili imprevedibili, fonti energetiche nascoste e condizioni meteo rendono il lavoro più pericoloso. La chiave per ridurre incidenti e arc flash è una strategia basata su de-energizzazione, valutazione dinamica dei rischi e una cultura aziendale che dia priorità alla sicurezza. Con procedure rigorose e formazione continua, è possibile trasformare un contesto ad alto rischio in un ambiente controllato.
Cosa tratta :
Quando si lavora in spazi aperti, la sicurezza elettrica diventa una sfida complessa. Non si tratta solo di rispettare procedure standard: il contesto cambia, i rischi aumentano e le variabili sono imprevedibili. Strade, tetti di ospedali, cantieri, data center e quartieri colpiti da eventi climatici estremi: in questi scenari, il pericolo non si limita agli impianti elettrici, ma si estende a fattori ambientali, traffico, generatori portatili e fonti di energia distribuita.Secondo i dati più recenti, oltre il 74% delle vittime di incidenti elettrici non appartiene a professioni elettriche. Questo significa che chiunque, dal manutentore al tecnico di impianti HVAC, può trovarsi esposto a rischi che non conosce. Dal 2011 al 2023 in UE si sono registrati 1.940 decessi sul lavoro legati all’elettricità, con una media di 150 all’anno. Numeri che raccontano una realtà: la maggior parte di questi eventi era evitabile.
Perché gli ambienti aperti sono più pericolosi?
In spazi non confinati, le barriere fisiche sono meno efficaci e le condizioni cambiano rapidamente. Il vento altera le distanze di sicurezza, la pioggia compromette l’aderenza e la visibilità, il traffico introduce rischi di impatto e ostacola le vie di fuga. Inoltre, dispositivi come recloser, inverter fotovoltaici e generatori possono riattivare circuiti senza preavviso. La regola d’oro? De-energizzare per default. Prima di toccare un conduttore, occorre verificare l’assenza di tensione con strumenti certificati, isolare fonti nascoste e applicare procedure di lockout/tagout (LOTO) conformi alle norme CEI. Dove non è possibile togliere tensione, serve una giustificazione formale, la definizione di confini di sicurezza e l’uso di DPI adeguati all’energia incidente calcolata.
Arc Flash: il pericolo invisibile che uccide
Un arco elettrico può generare temperature superiori a 20.000 °C, quattro volte la superficie del sole, e una pressione d’urto capace di scagliare metallo fuso a oltre 700 km/h. Gli effetti? Ustioni di terzo grado, danni neurologici, perdita dell’udito e, spesso, morte. Nonostante la gravità, molti incidenti avvengono per errori banali: un utensile caduto, una barriera non ripristinata, una verifica di tensione saltata.Una serie importante di norme (inserite nelle note a piè di pagina*) forniscono strumenti per calcolare l’energia incidente e definire i confini di sicurezza. Ma la vera protezione parte dalla cultura aziendale: Stop Work Authority deve essere un diritto e un dovere, non una formalità. Fermarsi quando le condizioni cambiano è segno di professionalità, non di inefficienza.
Cinque scenari da prevenire sempre
- Intrusione di terzi e fonti energetiche esterne : Barriere multiple, cartelli chiari e comunicazione con i proprietari degli impianti sono essenziali.
- Riattivazioni automatiche e topologie variabili : Bloccare fisicamente i punti a monte e considerare ogni test di tensione come temporaneo.
- Condizioni meteo avverse : Rivalutare distanze e confini, mai normalizzare visibilità ridotta o DPI bagnati.
- Traffico e mezzi mobili : Piani di controllo che prevedano il peggio e vie di fuga sempre libere.
- Potenziale di terra e equipotenzialità :Trattare il suolo come parte del circuito, con tappeti e bonding adeguati.
Il ruolo del management
Le regole non bastano se la cultura aziendale non le sostiene. Ogni briefing deve essere un dialogo, non una firma. Domande come “Quali energie sono in gioco oggi?” e “Cosa è cambiato da ieri?” aiutano a mantenere alta l’attenzione. La formazione continua, soprattutto per i neoassunti, è cruciale: il primo mese di lavoro è il più rischioso.Infine, ricordiamo che la sicurezza elettrica non è solo un obbligo normativo: è un investimento che salva vite e riduce costi. Incidenti gravi comportano spese milionarie tra fermo impianto, cure mediche e contenziosi. Prevenire è sempre più economico che riparare.
COSA DICE LA LEGGE
- Direttiva 2009/104/CE (Uso delle attrezzature di lavoro): impone al datore di lavoro di garantire che le attrezzature elettriche siano sicure e utilizzate in conformità alle istruzioni, con adeguata manutenzione e controlli periodici.
- Direttiva 2014/35/UE (Bassa Tensione): stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza per apparecchiature elettriche con tensioni comprese tra 50 e 1000 V in corrente alternata e tra 75 e 1500 V in corrente continua.
- Direttiva 2014/30/UE (Compatibilità Elettromagnetica): obbliga a ridurre i rischi derivanti da interferenze elettromagnetiche che possono compromettere la sicurezza.
- D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro):
- Art. 80-87: disciplina la protezione dai rischi elettrici, imponendo valutazione del rischio, misure di prevenzione e protezione, formazione specifica e procedure di lavoro sicuro.
- Allegato IX: definisce le prescrizioni per lavori sotto tensione e fuori tensione, inclusi i requisiti per DPI e attrezzature.
- Norme CEI EN 50110-1: regole per l’esercizio degli impianti elettrici, con indicazioni su messa in sicurezza, delimitazione delle zone di lavoro e procedure operative.
- Norme CEI EN 61482: requisiti per indumenti di protezione contro i rischi da arco elettrico.
- Regolamento (UE) 2016/425: stabilisce i requisiti per i dispositivi di protezione individuale (DPI), inclusi quelli contro rischi elettrici e termici.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Valutazione del rischio:
- Analizzare tutte le fonti di energia (elettrica, meccanica, termica) presenti nel contesto operativo.
- Aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) includendo scenari di lavoro in ambienti aperti e variabili.
- Procedure di sicurezza:
- Applicare rigorosamente le procedure di messa fuori tensione e lockout/tagout secondo D.Lgs. 81/2008 e norme CEI.
- Verificare l’assenza di tensione con strumenti certificati immediatamente prima dell’intervento.
- Installare punti di sezionamento visibili e, ove necessario, sistemi di messa a terra temporanea per garantire equipotenzialità.
- Gestione delle variabili ambientali:
- Rivalutare distanze di sicurezza e confini di lavoro in caso di cambiamenti meteo (vento, pioggia, scarsa visibilità).
- Predisporre piani di emergenza per traffico e intrusione di terzi.
- DPI e attrezzature:
- Utilizzare indumenti e accessori conformi alle norme CEI EN 61482 e Regolamento UE 2016/425 (indumenti arc-rated, guanti isolanti, visiere, calzature EH).
- Considerare fattori che riducono l’efficacia dei DPI (umidità, contaminanti).
- Formazione e cultura della sicurezza:
- Programmare corsi periodici su rischio elettrico e lavori sotto tensione, con aggiornamenti sulle norme CEI e direttive UE.
- Introdurre briefing quotidiani e procedure di “Stop Work” come obbligo operativo.
- Controllo accessi:
- Limitare l’accesso alle aree elettriche a personale qualificato.
- Segnalare chiaramente le zone di rischio con cartellonistica conforme alle norme europee.
*Note : NORME UE PER IL RISCHIO ELETTRICO
Per garantire la sicurezza nei lavori elettrici e ridurre il rischio di arco elettrico, il quadro normativo europeo e italiano prevede regole precise:
Direttiva 2009/104/CE – Uso delle attrezzature di lavoro: obbligo di mantenere le attrezzature sicure, con controlli e manutenzione regolari.
Direttiva 2014/35/UE – Bassa Tensione: requisiti essenziali di sicurezza per apparecchiature elettriche tra 50 e 1000 V AC e 75-1500 V DC.
Direttiva 2014/30/UE – Compatibilità Elettromagnetica: riduzione dei rischi da interferenze che possono compromettere la sicurezza.
D.Lgs. 81/2008 – Testo Unico Sicurezza sul Lavoro:Art. 80-87: obbligo di valutazione del rischio elettrico, misure preventive e formazione.
Allegato IX: prescrizioni per lavori sotto tensione e fuori tensione.
Norma CEI EN 50110-1 – Esercizio degli impianti elettrici: procedure per messa in sicurezza, delimitazione delle zone e distanze di lavoro.
Norme CEI EN 61482-1-1 e 61482-1-2 – Protezione contro arco elettrico: requisiti per indumenti e DPI.
Regolamento (UE) 2016/425 – DPI: obbligo di conformità per dispositivi di protezione contro rischi elettrici e termici.Per il calcolo dell’energia incidente e dei confini di sicurezza
Le norme CEI e EN forniscono metodologie e criteri per la valutazione del rischio e la definizione delle distanze di sicurezza.
In pratica:
Si utilizzano CEI EN 50110-1 per le procedure operative e le distanze di lavoro.Si applicano le CEI EN 61482 per la selezione dei DPI in base al rischio di arco elettrico.
Per il calcolo dell’energia incidente, si ricorre a linee guida tecniche CEI e alle raccomandazioni dei costruttori, integrate nel DVR.
Riproduzione riservata ©