Gli infortuni in alberghi e ristoranti
A cura della redazione
INAIL rende noti i numeri riguardanti gli infortuni sul lavoro nel comparto turistico, la distribuzione territoriale, le modalità e tante altre informazioni rilevanti
Cosa tratta?
Il settore dell’Alloggio e della ristorazione rappresenta un pilastro fondamentale per l’economia italiana, sempre più orientata verso il comparto turistico.
La codifica Ateco-Istat prevede la suddivisione in: Alloggio (alberghi, resort, bed & breakfast, ostelli, alloggi per vacanze anche per brevi soggiorni, aree di campeggio attrezzate per camper e roulotte) e Ristorazione (ristoranti, trattorie, bar, fast food, mense e banqueting, attività di ristorazione mobile e catering per eventi).
Nel 2024 sono stati denunciati 30.836 mila casi di infortunio nel settore e di questi più di tre su quattro nella sola divisione della ristorazione. I decessi sul lavoro sono stati 57, 39 nella ristorazione e 18 nell’altra divisione Ateco.
Si tratta di un settore nel quale gli infortuni si distribuiscono nel periodo quasi equamente tra uomini (52%) e donne (48%), ma tra i casi mortali la quota maschile sale all’83%.
Più del 73% degli eventi nel 2024 si sono verificati durante l’attività lavorativa e quasi il 27% lungo il tragitto casa-lavoro-casa.
Nel 2024, oltre la metà degli infortuni denunciati in occasione di lavoro si è verificata nelle regioni del Nord Italia (circa il 30% nel Nord-Est e il 26% nel Nord-Ovest), quasi un quarto al Centro, una su otto al Sud e il 7,9% nelle Isole. In termini assoluti, Lombardia ed Emilia-Romagna sono le regioni con il maggior numero di casi, rispettivamente 3.756 e 2.644. Relativamente ai decessi, la Sicilia risulta la regione più colpita, con 7 casi.
La fascia degli under 35 risulta la più coinvolta, seguita dai lavoratori tra i 35 e i 49 anni; queste due categorie rappresentano circa il 73% dei casi.
Le professioni maggiormente coinvolte, sia nella divisione alberghiera che in quella della ristorazione, sono quelle dei cuochi, camerieri e addetti alla preparazione, alla cottura e alla distribuzione di cibi.
Considerando i soli casi definiti sempre in occasione di lavoro, per l’intero comparto i lavoratori si procurano delle ferite (poco più del 36% dei casi) e delle contusioni (25,2%); seguono a distanza le lussazioni e distorsioni 16% circa e le fratture 12,8%. Le ferite, generalmente da taglio e dovute all’uso e alla pulizia di utensili taglienti come affettatrici, tritacarni e coltelli, colpiscono per l’88% gli arti superiori, mentre le contusioni che derivano da traumi causati da urti o cadute, interessano nel 60% dei casi gli arti in generale sia superiori che inferiori.
Cosa dice la legge?
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro): è la norma cardine che disciplina la prevenzione degli infortuni in tutti i settori produttivi, inclusi turismo, alloggio e ristorazione.
- D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo Unico per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali): regolala tutela assicurativa dei lavoratori e l’obbligo di denuncia degli infortuni.
Indicazioni operative
- Rafforzare la prevenzione sui rischi da taglio e ustione:
o introdurre procedure standard per uso e pulizia di coltelli, affettatrici, tritacarni;
o adottare DPI specifici (guanti antitaglio, presidi termici);
o prevedere check giornalieri su attrezzature e protezioni.
- Intervenire su cadute, urti e movimentazione:
o pavimentazioni antiscivolo e gestione immediata dei liquidi;
o ridisegno dei flussi di lavoro (cucina/sala);
o formazione sulla movimentazione manuale dei carichi.
- Formazione mirata per lavoratori giovani e neoassunti:
o programmi di onboarding strutturato sulla sicurezza;
o affiancamento iniziale obbligatorio;
o micro-formazioni pratiche sui rischi reali (tagli, scottature, scivolamenti).
- Gestire il rischio in itinere:
o sensibilizzazione sui rischi stradali (soprattutto per orari serali/notturni);
o promozione di: car pooling, trasporti organizzati, turni compatibili con sicurezza negli spostamenti;
o policy aziendali su guida sicura (anche per consegne/catering).
- Personalizzare la prevenzione su mansioni:
o aggiornare il DVR per mansione specifica, non solo per attività generale;
o analizzare i propri dati aziendali (infortuni, quasi incidenti);
o intervenire con misure mirate per reparto (cucina ≠ sala ≠ housekeeping).
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