HSE ed ESG: la sfida del 2026 tra incertezze e opportunità
A cura della redazione
Il 2026 segna un punto di svolta per i professionisti EHS: tra incertezze politiche e pressioni di mercato, la gestione integrata di energia, rifiuti, emissioni, supply chain e inclusione diventa essenziale per garantire resilienza e competitività. Non basta rispettare le norme: serve anticipare i trend e guidare il cambiamento.
Cosa tratta :
Il 2026 si apre con un panorama complesso per chi si occupa di salute, sicurezza e ambiente (EHS). Le politiche federali statunitensi stanno subendo inversioni di rotta su temi cruciali come la transizione energetica e le iniziative ESG (Environmental, Social and Governance), mentre il contesto economico e normativo è in continua evoluzione. In questo scenario, i professionisti EHS non possono limitarsi alla compliance: devono diventare protagonisti di strategie aziendali che coniughino sostenibilità, resilienza e competitività.
EHS ed ESG: due mondi sempre più interconnessi
Spesso confusi, ESG e sostenibilità non sono sinonimi. L’ESG ha un focus sulla rendicontazione verso investitori e stakeholder, mentre la sostenibilità riguarda la capacità di un’impresa di prosperare nel lungo periodo, integrando aspetti ambientali, sociali ed economici. Tuttavia, le due dimensioni si sovrappongono sempre più, e molte questioni ESG ricadono direttamente sotto la responsabilità EHS: dalla gestione energetica alla riduzione delle emissioni, dalla sicurezza sul lavoro alla trasparenza nella supply chain.
Le sette aree chiave per il 2026
- Energia e efficienza : La promessa di un “energy bonanza” federale e il blocco di incentivi come l’Inflation Reduction Act creano incertezza. Tuttavia, l’efficienza energetica resta una leva strategica: ridurre consumi significa tagliare costi e emissioni. In alcune giurisdizioni, come New York, è già legge: chi non rispetta gli standard energetici paga multe salate. Cosa fare: adottare sistemi di gestione energia (ISO 50001), partecipare a programmi come “Better Buildings, Better Plants” e misurare i consumi. Senza dati, non c’è controllo.
- Circularità e riduzione dei rifiuti : Normative frammentate, soprattutto in California e UE, impongono nuovi obblighi su packaging, tessili e dichiarazioni ambientali. Per le aziende, il rischio è un aumento dei costi di compliance, ma anche opportunità di innovazione e branding. Cosa fare: integrare EHS nei team di progettazione e supply chain, applicare principi Lean e Six Sigma per ridurre sprechi e anticipare le richieste normative.
- Decarbonizzazione e riduzione GHG : Con l’uscita dagli Accordi di Parigi, la regolazione federale arretra, ma la pressione di clienti e investitori cresce. Sempre più mercati richiedono prodotti con impronta carbonica certificata. Cosa fare: fissare obiettivi basati su iniziative come Science-Based Targets, adottare software di carbon accounting e valutare contratti di energia rinnovabile per stabilizzare i costi.
- Rischi fisici da cambiamento climatico : Eventi estremi come uragani e ondate di calore minacciano continuità operativa e sicurezza dei lavoratori. Alcuni stati impongono disclosure obbligatorie sui rischi climatici. Cosa fare: aggiornare piani di emergenza e continuità, simulare scenari, usare strumenti GIS per valutare vulnerabilità e risorse critiche.
- Supply chain e diritti umani : Nuove leggi in California, Canada e UE impongono trasparenza su lavoro forzato e deforestazione. Le sanzioni sono pesanti: fino al 4% delle vendite UE. Cosa fare: collaborare con procurement e HR, mappare fornitori, raccogliere dati prima che arrivino audit o richieste di clienti.
- Inquinamento di aria, acqua e suolo : Deregulation federale non elimina obblighi locali e pressioni di mercato. Chi punta sulla qualità ambientale mantiene vantaggi competitivi. Cosa fare: continuare con le best practice, aderire a standard volontari come ZDHC e monitorare costantemente i parametri ambientali.
- Diversità, equità e inclusione (DEI) : Pur ridimensionate a livello federale, le politiche DEI restano centrali per ridurre rischi legali e migliorare clima aziendale. La correlazione tra inclusione, sicurezza e produttività è dimostrata. Cosa fare: promuovere cultura di rispetto e anti-discriminazione, integrare survey sul benessere nei programmi di sicurezza, creare ERG aperti a tutti.
COSA DICE LA LEGGE
- Energia: NYC Local Law 97 impone limiti alle emissioni degli edifici, con sanzioni per chi non rispetta gli standard.
- Rifiuti: California introduce obblighi su tessili e packaging riciclabile entro il 2032.
- Clima: SB 261 richiede disclosure sui rischi climatici per le aziende operanti in California.
- Supply chain: EUDR e Modern Slavery Act impongono trasparenza su deforestazione e lavoro forzato, con multe fino al 4% delle vendite.
- DEI: Restano in vigore leggi anti-discriminazione federali e obblighi di formazione anti-molestie in stati come California e New York.
INDICAZIONI OPERATIVE
- Mappa le normative locali e internazionali applicabili alla tua azienda.
- Implementa sistemi di gestione certificati (ISO 50001 per energia, ISO 14001 per ambiente).
- Integra la valutazione dei rischi climatici nei piani di emergenza.
- Avvia audit interni su supply chain e predisponi procedure di due diligence.
- Monitora KPI ambientali e sociali con software dedicati.
- Coinvolgi HR e procurement per politiche DEI e sostenibilità.
- Prepara report ESG chiari e verificabili per clienti e investitori.
- Forma il personale su nuove procedure e obblighi normativi.
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