In data 23 dicembre 2025, il Senato ha approvato il ddl Bilancio 2026 (A.S. 1689), che passa ora all’esame della Camera. L’approvazione definitiva dovrebbe avvenire domenica 28 dicembre.
Il via libera al maxiemendamento ha determinato l’introduzione di alcune importanti modifiche, alcune delle quali riguardano l’area lavoro.
Segnaliamo, in particolare, le seguenti disposizioni:
la detassazione del 5% applicabile agli aumenti contrattuali è estesa anche ai CCNL rinnovati nel 2024 (ad esempio Commercio Confcommercio), che si aggiungono a quelli rinnovati nel 2025-2026;
per i lavoratori neoassunti è prevista l’adesione automatica alla previdenza complementare, con destinazione del TFR al fondo contrattuale; entro 60 giorni il lavoratore può decidere di destinare il TFR ad un diverso fondo di previdenza complementare o di mantenerlo in azienda;
dal 2026, l’obbligo di versare il TFR al Fondo tesoreria INPS varrà anche per i datori che raggiungono la quota occupazionale (50 dipendenti) in un anno successivo a quello della costituzione; dal 2032, inoltre, la soglia occupazionale che farà scattare l’obbligo contributivo si abbasserà alle 40 unità;
viene meno l’obbligo di versare l’addizionale Irpef del 10% su bonus e stock options per gli istituti finanziari che destinano ad enti del terzo settore una liberalità di importo pari ad almeno il doppio di quello teoricamente dovuto a titolo di addizionale.