Impatriati: ok al regime anche con smart working per datore estero
A cura della redazione
L'Agenzia delle Entrate, con la risposta all'interpello n. 82 del 20 marzo 2026, ha chiarito che un lavoratore che trasferisce la residenza fiscale in Italia può accedere al nuovo regime agevolativo per impatriati anche mantenendo un rapporto di lavoro dipendente con un datore estero e svolgendo l’attività in smart working dal territorio italiano, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa.
In particolare, la continuità del rapporto di lavoro con il datore estero non costituisce causa ostativa all’agevolazione, rilevando invece che l’attività lavorativa sia svolta prevalentemente in Italia e che il lavoratore abbia maturato il periodo minimo di residenza all’estero richiesto.
L’Agenzia conferma inoltre che i redditi agevolabili sono quelli prodotti in Italia, anche se corrisposti da un datore di lavoro estero, e che il beneficio decorre dal periodo d’imposta di trasferimento della residenza e per i quattro successivi.
Con riferimento alla misura dell’agevolazione, in presenza di figli minori residenti in Italia durante il periodo di fruizione, il reddito concorre alla formazione del reddito complessivo nella misura ridotta del 40 per cento, anche se i figli sono rientrati in Italia prima del lavoratore.
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