Sul S.O. n. 42 alla G.U. n. 301/2025 è stata pubblicata la Legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, le cui disposizioni entrano in vigore il 1° gennaio 2026, salvo alcune eccezioni.

Infatti, il provvedimento di Legge prevede l’entrata in vigore di alcune norme già a partire dal 30 dicembre 2025, data di pubblicazione sulla G.U., come ad esempio:

- i commi da 185 a 193 che intervengono in materia di incremento dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso al pensionamento ai fini dell’adeguamento agli incrementi della speranza di vita;

- il comma 335 che prevede che le regioni, nelle more dell'assegnazione del finanziamento sanitario per l'emersione di lavoratori irregolari di cui all'art.103, c.24, del DL 344/2020 (L. 77/2020), sono autorizzate a iscrivere nel bilancio dell’esercizio di riferimento, l'ultimo valore annuale assegnato in esercizi precedenti, fermi restando i successivi conguagli a seguito della assegnazione definitiva;

- il comma 371 che assegna in via transitoria anche per gli anni 2025 e 2026, delle quote premiali accantonate a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale a favore delle Regioni che abbiano introdotto misure idonee a garantire l’equilibrio di bilancio, tenendo anche conto dei criteri di riequilibrio indicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome;

- il comma 460 che interviene in materia di credito d’imposta “ZES unica per l’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura” rideterminando, rispettivamente nelle percentuali del 58,7839 per cento e del 58,6102 per cento le percentuali del 15,2538% e del 18,4805 per cento che erano state individuate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate il 12 dicembre del 2025. Tali percentuali si riferiscono agli investimenti effettuati nel primo caso dalle micro imprese e dalle piccole medie imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore forestale e, nel secondo caso, dalle grandi imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli.