INAIL, mediante l’esame della piattaforma Infor.Mo, ha pubblicato un documento in cui presenta l'analisi delle dinamiche infortunistiche e dei fattori causali dell’industria del legno

 

Cosa tratta?

L’analisi della banca dati del sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali e gravi Infor.Mo, coordinato da Inail-Regioni, viene alimentato dalle informazioni presenti nelle inchieste infortuni condotte dai Servizi di prevenzione Asl negli ambienti di lavoro, codificate con il modello di analisi multifattoriale Informo per la ricostruzione delle dinamiche infortunistiche.

Per lo studio in oggetto sono stati selezionati 277 infortuni di cui 103 mortali e 174 gravi avvenuti nel settore del Legno.

L’incidente nettamente più frequente è il “Contatto con organi lavoratori in movimento”, modalità che descrive quasi la metà dei casi (44,8%), al secondo posto la “Caduta dall’alto o in profondità dell’infortunato”, modalità che descrive quasi un quinto dei casi (19,9%).

Negli infortuni dovuti a contatto con organi lavoratori in movimento, le attrezzature più frequentemente coinvolte sono le macchine utensili (59,7%) tipicamente impiegate per la lavorazione del legno (seghe circolari, levigatrici, troncatrici, ecc.) o altre macchine (19,3%) adottate nei vari processi produttivi. Gran parte dei casi caratterizzati da questo incidente coinvolge due professioni: gli operai addetti a macchinari per la produzione in serie di articoli in legno e gli operai e artigiani del trattamento del legno.

Le cadute dall’alto o in profondità dell’infortunato avvengono principalmente da attrezzature per il lavoro in quota (30,9%) e da tetti, coperture e altri parti di edifici (25,5%). Le mansioni maggiormente coinvolte nelle cadute dall’alto risultano essere quelle dei carpentieri e falegnami nell’edilizia e degli operai e artigiani del trattamento del legno.

Distinguendo gli incidenti per esito emerge che quasi i 2/3 degli eventi gravi avviene per contatto con organi di macchinari in movimento mentre il 14% è collegato a cadute dall’alto dell’infortunato.

Tra gli infortuni con conseguenze mortali prevalgono le cadute dall’alto o in profondità dell’infortunato (31%), spesso avvenute durante lavori di installazione di infissi e manutenzione di tetti e coperture anche in lavorazioni associate alle costruzioni edili.

 

Cosa dice la legge?

  • D.lgs. 81/08: valutazione dei rischi della sicurezza connessi alla lavorazione del legno.
  • Direttiva Macchine 2006/42/CE (Attualmente in vigore fino al 19 gennaio 2027) in seguito Regolamento (UE) 2023/1230 (nuovo Regolamento Macchine applicabile dal 20 gennaio 2027): rilevante per l’acquisto di nuove macchine del settore legno (sezionatrici, bordatrici, levigatrici, CNC, ecc.).

 

Indicazioni operative

In relazione alle evidenze emerse dall’analisi degli incidenti e dei fattori di rischio che caratterizzano il settore si riportano alcune delle principali misure di prevenzione e protezione idonee al contenimento dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Contatto con organi in movimento

Le macchine devono essere dotate di protezioni fisse o mobili per impedire l’accesso alle parti pericolose (es. seghe circolari, fresatrici, squadratrici), integrate da dispositivi di sicurezza attivi quali interblocchi, barriere fotoelettriche, microinterruttori e comandi a due mani.

Durante pulizia, regolazione e manutenzione è essenziale utilizzare attrezzi sicuri (aste di spinta, distanziatori, sistemi lockout/tagout) evitando ogni intervento diretto su organi in movimento e vietando la manomissione delle protezioni.

Le attrezzature devono essere sottoposte a controlli periodici da personale competente, con registrazione scritta dei risultati per almeno tre anni, come previsto dall’art. 71 del d.lgs. 81/2008.

Le aziende devono predisporre procedure operative sicure, affisse presso le macchine, e garantire vigilanza del datore di lavoro o del preposto sul rispetto delle misure. Gli operatori devono ricevere addestramento specifico e aggiornamenti periodici, in conformità all’art. 73 del d.lgs. 81/2008.

Caduta dall’alto dell’infortunato

Per ridurre il rischio di caduta dall’alto occorre installare parapetti provvisori e reti anticaduta conformi alle UNI EN 13374 e UNI EN 1263.

Le attività in quota devono essere svolte tramite PLE, trabattelli o ponteggi conformi e regolarmente verificati. Devono essere controllate la stabilità e calpestabilità di coperture, tetti e soppalchi, in particolare durante lavori di installazione o manutenzione.

Le fasi soggette a rischio di caduta e i relativi sistemi di protezione devono essere descritte nei Piani Operativi di Sicurezza (POS). È inoltre necessario garantire un efficace coordinamento tra imprese ai sensi dell’art. 26 del d.lgs. 81/2008.

Gli operatori devono utilizzare adeguati DPI anticaduta (imbracature, cordini, assorbitori) ma anche, calzature antiscivolo e caschi.

Misure di miglioramento

Il miglioramento della sicurezza nel settore legno richiede un approccio integrato che combini misure tecniche, organizzative e comportamentali. È fondamentale definire procedure operative standard, comprese quelle per pulizia e manutenzione, e promuovere una cultura della sicurezza partecipata, incentivando la segnalazione dei near miss come strumento di prevenzione.

Sul piano tecnico, le aziende devono prepararsi alla piena applicazione del Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, privilegiando attrezzature conformi ai nuovi requisiti e verificando la conformità delle macchine pre‑1996 ai criteri dell’Allegato V del d.lgs. 81/2008. È inoltre essenziale programmare manutenzione preventiva e straordinaria con personale qualificato e introdurre checklist giornaliere per controllare protezioni, emergenze e sistemi di aspirazione.

Per quanto riguarda gli ambienti di lavoro, è necessario garantire spazi idonei alla movimentazione, con percorsi pedonali e carrabili separati e segnalati secondo UNI ISO 7010. Infine, la gestione dei DPI deve basarsi sulla valutazione dei rischi e comprendere scelta, fornitura, addestramento (in particolare per i DPI di terza categoria), controlli periodici e sostituzione quando necessario, con una costante vigilanza da parte di preposti e SPP sull’effettivo utilizzo.