Il lavoro in quota rappresenta uno dei rischi più importanti per i lavoratori di tutto il pianeta, soprattutto per le cadute, che ogni anno determinano perdite e costi importanti. Per questo motivo, la normativa italiana dispone l’obbligo di Dispositivi di Protezione individuale (DPI) anticaduta e di corsi di formazione specifici. Di per sé, le soluzioni nel 2023 appaiono perfino banali : una cintura, una linea vita, un moschettone, un corso di formazione. Eppure i dati sono in costante aumento, come peraltro confermato dall’ INAIL. Rimane ancora incomprensibile comprendere come sia così difficile operare un cambio culturale, che potenzialmente potrebbe salvare decine di persone ogni anno. In questo articolo illustriamo i punti salienti semplificandoli, in modo che tutti i datori di lavoro e tutti i lavoratori possano conoscere nell’ immediatezza le principali criticità prima di apprestarsi a svolgere lavorazioni in quota.

Cosa tratta :
In Italia, le cadute dall'alto sono la seconda causa di morte sul lavoro, dopo gli investimenti stradali. Nel 2021, le cadute dall'alto hanno causato il 18% di tutti gli infortuni mortali sul lavoro. I settori più colpiti dalle cadute dall'alto sono l'edilizia, l'industria e l'agricoltura. Le cadute dall'alto possono essere causate da una serie di fattori, tra cui:

  1. L'utilizzo di attrezzature non sicure, come scale, ponteggi e piattaforme aeree.
  2. La mancanza di formazione e informazione sui rischi delle cadute dall'alto.
  3. La mancanza di dispositivi di protezione individuale, come caschi, imbracature e cinture di sicurezza.
  4. La stanchezza e il lavoro in condizioni di stress.

Per ridurre il numero di cadute dall'alto, è necessario adottare una serie di misure, abbastanza elementari tra cui:

· Utilizzare attrezzature sicure e conformi alle normative vigenti.

· Formare i lavoratori sui rischi delle cadute dall'alto e su come prevenirle.

· Fornire ai lavoratori i dispositivi di protezione collettivi in primis e poi individuali necessari.

· Promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro. 

Definizioni e norme

In Italia si parla di lavoro in quota quando il lavoratore svolge una qualsiasi attività svolta ad un’altezza maggiore di 2 metri rispetto ad un piano stabile. Come prevedibile, la definizione è perfettibile e nel corso degli anni la giurisprudenza ha aiutato a capire il concetto di per sé abbastanza criptico. Ad esempio la sentenza della Cassazione n. 18725 del 13 dicembre 2019 ha affermato che "per altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile deve intendersi l'altezza misurata in verticale tra il punto più basso in cui si trova il lavoratore e il punto più basso del piano stabile sottostante, indipendentemente dalla posizione del piano stabile rispetto al suolo" ha aiutato a sgomberare il campo da comprensibili dubbi interpretativi. In un'altra sentenza, la Cassazione n. 28947 del 30 novembre 2017, ha affermato che "la nozione di lavoro in quota, ai sensi dell'art. 81, comma 8, d.lgs. n. 81/2008, non può essere limitata alla mera altezza di due metri dal suolo, ma deve essere riferita a qualunque situazione di lavoro che comporti il rischio di caduta da un'altezza superiore a tale limite".La legislazione italiana per le cadute dall'alto è contenuta nel D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Il decreto prevede una serie di misure per prevenire le cadute dall'alto, tra cui:

· L'obbligo di utilizzo di attrezzature di lavoro sicure, come scale, ponteggi e piattaforme aeree.

· L'obbligo di formazione dei lavoratori sui rischi delle cadute dall'alto e su come prevenirle.

· L'obbligo di fornitura dei dispositivi di protezione individuale, come caschi, imbracature e cinture di sicurezza.

· L'obbligo di predisporre procedure per la gestione delle situazioni di emergenza.    

Quindi la definizione copre sia i lavori eseguiti in altezza, ma anche quelli eseguiti nei pressi di scavi nel terreno più profondi di due metri o in caso di lavori in ambienti confinati, spesso molto profondi. Di fatto, cioè, qualsiasi attività che possa esporre il lavoratore al rischio di caduta e non necessariamente in alto, ma anche dalla quota terreno a dieci/venti metri di profondità. Il decreto prevede anche una serie di sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano le misure di sicurezza per le cadute dall'alto. Le sanzioni possono variare dall'arresto fino a alle varie ammende ma la recente modifica al testo unico (cd. Decreto Draghi L.215/2021) ha decisamente inasprito le sanzioni e soprattutto prevede l’eventuale sospensione delle attività e sanzioni aggiuntive a quelle già previste (300 € per ogni lavoratore sprovvisto di formazione e/o per ogni lavoratore privo di DPI anticaduta).

Per inquadrare meglio le attività ci viene in soccorso l’articolo 105 (attività soggette) del D.Lgs 81 del 2008 che specifica quali sono le attività coinvolte:“Le  norme del presente capo si applicano alle attività che, da chiunque esercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati o  autonomi,  concernono  la  esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione,  riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere  fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee e gli impianti elettrici, le opere stradali,  ferroviarie,  idrauliche,  marittime,  idroelettriche,  di bonifica, sistemazione forestale e di sterro. Costituiscono, inoltre, lavori di  costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di  lavori edili o di ingegneria civile. Le norme del presente capo si applicano ai lavori in quota di cui al presente capo e ad in ogni altra attività lavorativa”.


Dispositivi di protezione

In conseguenza di quanto detto in precedenza, anche l’obbligo di utilizzare DPI anticaduta scatta quando si effettuano lavorazioni a più di 2 metri di altezza, rispetto ad un piano stabile. Questi dispositivi di protezione individuali sono classificati come DPI di terza categoria, o salvavita devono essere consegnati previa formazione obbligatoria e sono soggetti a controlli e manutenzione. In commercio, esistono moltissime soluzioni che si adattano ad ogni esigenza lavorativa. In linea di massima i DPI anticaduta sono formati da più elementi salvavita. Ogni elemento riveste importanza vitale in quanto la sicurezza in caso di caduta è rappresentata dal funzionamento di tutti i vari elementi anche il più piccolo :

 

1. Dispositivi anticaduta con ancoraggi, funi e altri sistemi per trattenere il lavoratore e impedirne la caduta(DPC);

2. Imbracature di sicurezza (DPI);

3. Accessori che completano il sistema anticaduta come moschettoni, protezioni ecc. (DPC e DPI).

Semplificando molto, si può affermare che ci sono due principali tipologie di DPI anticaduta :
1. I sistemi di trattenuta e di posizionamento;

2. I sistemi di arresto caduta.

La scelta dipende dal tipo di lavorazione da eseguire, dall’area di lavoro ecc.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire tutti i DPC e DPI salvavita previa formazione e addestramento, e soprattutto garantire la manutenzione degli stessi. Il lavoratore ha poi l’obbligo anche normativo, di utilizzare i DPI anticaduta quando svolge lavorazioni in quota. Dal 1994, anno in cui è uscito il DL n.626, è apparso chiaro che la differenza sostanziale in termini di prevenzione è rappresentata dalla formazione. Per ridurre il rischio di infortuni mortali, è necessario formare adeguatamente i lavoratori sui rischi specifici del lavoro in quota e sulle misure di prevenzione da adottare. La formazione deve essere effettuata da un formatore qualificato e deve essere basata sui rischi specifici del lavoro che si andrà a svolgere. La formazione deve includere i seguenti argomenti:

· I pericoli associati al lavoro in quota

· Le misure di prevenzione da adottare per ridurre il rischio di caduta

· L'utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale (DPI)

· Le procedure di emergenza da adottare in caso di caduta

Il corso per lavori in quota e per i relativi DPI, prevede una formazione sia teorica che pratica, e riguarda sia la conoscenza dei rischi e delle procedure da utilizzare prima, durante e dopo le lavorazioni in quota, sia tutto quello che può riguardare la formazione sull’uso dei DPI di terza categoria.

È di fondamentale importanza che i lavoratori siano consapevoli dei rischi che possono incontrare e che siano in grado di riconoscere nell’ immediatezza i pericoli specifici del lavoro in quota, in modo che adottare le misure di prevenzione necessarie per ridurre il rischio di infortuni, diventi una necessità e non un’opzione. Per essere efficace, la formazione deve utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile per tutti i lavoratori, cercando di evitare l'uso di termini tecnici. Seppure seguendo le indicazioni fornite dalla normativa vigente, è preferibile fare esempi pratici e concreti, utilizzando immagini e video. Gli ultimi decreti poi forniscono particolare attenzione alle verifiche di comprensione dei contenuti della formazione, che nel prossimo futuro diventeranno sempre più stringenti.


 Indicazioni operative

Ecco un decalogo per lavorare in altezza in sicurezza, scritto in modo molto diretto. Una vera e propria comunicazione al lavoratore che dovrà operare in quota :

1. Effettua una valutazione dei rischi. Prima di iniziare a lavorare in altezza, è importante valutare i rischi specifici dell'attività che si andrà a svolgere. Questo ti aiuterà a identificare le misure di prevenzione da adottare per ridurre il rischio di caduta.

2. Utilizza i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari. I DPI sono fondamentali per la sicurezza dei lavoratori in altezza. Assicurati di utilizzare i DPI adatti all'attività che andrai a svolgere e di indossarli correttamente.

3. Scegli le attrezzature giuste. Le attrezzature da lavoro in altezza devono essere in buone condizioni e devono essere adeguate all'attività che andrai a svolgere. Assicurati di utilizzarle correttamente.

4. Lavora in condizioni di sicurezza. L'area di lavoro in altezza deve essere sicura. Assicurati che la zona sia libera da ostacoli e che il pavimento sia in buone condizioni.

5. Non lavorare da solo. Se possibile, lavora in compagnia di un'altra persona. Questo ti aiuterà a prevenire incidenti e a prestare soccorso in caso di necessità.

6. Stai attento. Quando lavori in altezza, è importante rimanere concentrati e attenti. Evita di distrarti e di fare movimenti bruschi.

7. Non superare i limiti. Se ti senti stanco o non in grado di lavorare in sicurezza, non esitare a chiedere aiuto.

8. Fai delle pause. Lavorare in altezza può essere faticoso. Fai delle pause per riposare e per ricaricare le energie.

9. Informa il tuo datore di lavoro. Se hai dubbi sulla sicurezza del lavoro in altezza, informa il tuo datore di lavoro. È suo compito garantire la sicurezza dei lavoratori.

10. Rispetta le norme di sicurezza. Le norme di sicurezza sono state create per proteggere i lavoratori. Rispettale sempre, per la tua sicurezza e per la sicurezza degli altri.

 

Seguendo questi semplici consigli, puoi ridurre il rischio di incidenti e lavorare in altezza in sicurezza.