Spazi sanitari e prevenzione della violenza: progettare per proteggere nei contesti sanitari
A cura della redazione
L’INAIL ha pubblicato un documento in cui valuta delle misure per ridurre il rischio di aggressione negli ambienti di lavoro sanitari
Cosa tratta?
La violenza contro gli operatori sanitari è in aumento, con gravi ripercussioni sulla sicurezza, sul benessere lavorativo e sulla qualità delle cure. Nel 2024 l’Osservatorio nazionale (Onseps) ha registrato 18.143 episodi di aggressione fisica o verbale, coinvolgendo circa 22.000 operatori, soprattutto donne e personale infermieristico. Le aree più colpite sono pronto soccorso, psichiatria e degenze.
Un fattore di rischio ricorrente è l’isolamento dell’operatore, dovuto a ambulatori periferici, sale d’attesa senza controllo visivo e percorsi non presidiati. Questa “solitudine operativa” aumenta la vulnerabilità in contesti ad alta intensità emotiva.
La progettazione degli ambienti, integrata con l’analisi dei dati sugli episodi di violenza, può orientare scelte gestionali e architettoniche, contribuendo alla prevenzione e alla tutela della relazione di cura.
Cosa dice la legge?
- Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (“Testo Unico Sicurezza sul Lavoro”): impone l’obbligo per il datore di lavoro di valutare tutti i rischi, inclusi quelli derivanti da violenza o aggressioni nei luoghi di lavoro, integrandoli nel Documento di Valutazione dei Rischi (Art. 28).
- Legge 14 agosto 2020, n. 113: istituisce l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il Ministero della Salute.
- Decreto-Legge 1° ottobre 2024, n. 137, convertito da Legge 18 novembre 2024, n. 171:
o introduce un nuovo reato (Art. 635 cp) per il danneggiamento di beni in strutture sanitarie con aggravanti.
o estende la possibilità di arresto in flagranza e in flagranza differita per lesioni personali inflitte a operatori sanitari (Art. 583‑quater c.p. e Art. 380 c.p.p.).
Indicazioni operative
Sebbene manchino studi sistematici, osservazioni e buone pratiche indicano che il layout degli spazi sanitari può influenzare le dinamiche relazionali e ridurre i rischi. Elementi considerati utili includono:
- visibilità e controllo, garantire linee visive aperte tra operatori e aree di attesa, installare vetri di sicurezza o pannelli trasparenti per favorire il controllo visivo e utilizzare telecamere di sorveglianza in punti strategici (sale d’attesa, corridoi).
- riduzione dell’isolamento, evitare ambulatori in zone periferiche o non presidiate, predisporre spazi condivisi per il personale, riducendo la “solitudine operativa”, e prevedere porte comunicanti tra ambulatori per accesso rapido al supporto.
- gestione dei flussi, separare i percorsi di utenza e personale per ridurre contatti non controllati e predisporre segnaletica chiara per orientare i pazienti e limitare situazioni di confusione.
- sicurezza attiva, installare sistemi di allarme facilmente accessibili (pulsanti antipanico), garantire vie di fuga libere e ben segnalate e prevedere illuminazione adeguata in tutti i percorsi.
- comfort e prevenzione del disagio, prevedere sale d’attesa confortevoli e sorvegliate, progettare spazi dedicati per privacy controllata, evitando sovraffollamento.
- formazione e protocolli, addestrare il personale sull’uso dei dispositivi di sicurezza e definire procedure di emergenza chiare e condivise.
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