Unione europea: infortuni a confronto
A cura della redazione
Diffusi i dati degli infortuni sul lavoro in Europa nel 2023
Cosa tratta?
Eurostat (Ufficio statistico dell’Unione Europea) come ogni anno ha divulgato i dati degli infortuni sul lavoro: oltre 2,8 milioni di casi non mortali nel 2023 (ultimo anno disponibile), in calo del 5% rispetto al 2022. Questo numero, pur mostrando una leggera flessione rispetto agli anni precedenti, evidenzia come la sicurezza sul lavoro sia ancora una sfida centrale a livello europeo. Aumentano, invece, seppur di +0,4%, con 3.298 contro i 3.286 del 2022, i casi mortali. I dati si riferiscono ai soli casi in occasione di lavoro, con l’esclusione quindi degli infortuni in itinere che non vengono rilevati a fini prevenzionali e statistici da tutti gli Stati membri, sebbene siano assicurati da molti Paesi europei.
A livello settoriale, il comparto che nella UE-27 ha registrato la quota più alta di infortuni non mortali avvenuti in occasione di lavoro nel 2023 (casi in itinere esclusi) è quello Manifatturiero (19%), seguito da Costruzioni (13%), Commercio e Sanità e assistenza sociale (12% entrambe); per i casi mortali in occasione di lavoro, tra i settori con più eventi, le Costruzioni (24%), il Trasporto e magazzinaggio (16%), il Manifatturiero e l’Agricoltura, silvicoltura e pesca (13% ciascuna).
Nel complesso dei settori economici, la classe di età con più casi è stata quella tra i 45-54 anni (24%), seguita dai 35-44enni (22%), 25-34enni (21%).
In ottica di genere, un infortunio non mortale su tre nella UE-27 riguarda le lavoratrici (confermando il dato nazionale).
L’indice standardizzato elaborato da Eurostat per gli infortuni mortali del 2023 (ultimo dato pubblicato) mostra per l’Italia un valore di 1,20 decessi per 100.000 occupati, in linea con quello UE-27 (1,23) e della Spagna (1,18), ma al di sotto di quello rilevato per la Francia (3,50), e superiore a quello della Germania (0,53).
Per gli infortuni non mortali, l’Italia ha registrato nel corso degli ultimi anni valori sempre al di sotto di quelli segnati dalla media europea: nel 2023, rispettivamente 991 contro 1.300 casi per 100.000 occupati, notevolmente inferiori a quelli di Spagna (2.391), Francia (2.351) e Germania (1.418).
Cosa dice la legge?
- Direttiva Quadro 89/391/CEE: è la norma madre della legislazione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Stabilisce i principi generali di prevenzione, gli obblighi di datori di lavoro e lavoratori, la gestione del rischio, la formazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori. Si applica a tutti i settori, esclusi alcuni servizi pubblici particolari (forze armate, polizia ecc.).
Indicazioni operative
- Rafforzare i processi di valutazione del rischio (soprattutto nei settori più colpiti):
o Eseguire riesami più frequenti del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
o Introdurre un sistema di monitoraggio continuo dei pericoli, usando tecnologie di rilevazione e segnalazione precoce (in coerenza con le nuove direttive che spingono verso valutazioni dinamiche del rischio, come la Direttiva UE 2023/55).
o Integrare indicatori predittivi (near miss, comportamenti pericolosi, micro-eventi).
- Intervenire sulle fasce d’età più esposte:
o Adattare compiti e carichi ergonomici alle capacità fisiche.
o Programmare attività formative specifiche per il gruppo 45-54 anni, in particolare per movimentazione manuale carichi, rischio biomeccanico e lavoro fisicamente impegnativo.
o Prevedere soluzioni di ergonomia avanzata (esoscheletri, supporti motorizzati, automazioni).
- Rivedere la prevenzione con attenzione al genere:
o Assicurare la valutazione dei rischi specifici per genere (carichi, postura, DPI adeguati alla fisiologia femminile).
o Garantire DPI certificati in conformità al Regolamento (UE) 2016/425 aggiornato con nuovi standard tecnologici.
o Prevedere misure per gravidanza/lavoratrici madri in conformità alle direttive specifiche derivate dalla 89/391/CEE.
- Potenziare la formazione e l’addestramento pratico:
o Passare da formazione frontale standard a formazione immersiva (realtà aumentata/virtuale) per rischi di caduta, uso macchine, mezzi di sollevamento.
o Prevedere addestramenti pratici ricorrenti, non solo iniziali.
o Personalizzare i contenuti in funzione dei ruoli.
- Investire nella cultura organizzativa della sicurezza:
o Implementare programmi di safety leadership per preposti e dirigenti.
o Usare strumenti di safety coaching e osservazioni comportamentali.
o Creare canali di segnalazione semplici e anonimi.
- Benchmark: utilizzare i dati europei per migliorarsi:
o Stabilire indicatori di performance confrontati con benchmark europei.
o Identificare gap rispetto ai Paesi con performance migliori (es. Germania) e definire piani di miglioramento annuali.
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