Vietato raccogliere dati strettamente personali dei lavoratori
A cura della redazione
Il Garante privacy, con il comunicato stampa del 24 febbraio 2026, ha reso noto che è vietato schedare i lavoratori e raccogliere informazioni sulle loro patologie, attività sindacali, vita personale e dei familiari.
In particolare, il Garante privacy ha adottato un provvedimento d’urgenza e con effetto immediato nei confronti della sede locale di un’importante azienda logistica multinazionale che ha raccolto informazioni su oltre 1800 lavoratori in modo sistematico, per tutta la durata del rapporto di lavoro e le ha conservate per 10 anni dalla cessazione, attraverso una piattaforma collegata con il sistema di rilevazione delle presenze, accessibile da numerosi manager.
Nel dettaglio, le informazioni, annotate sulla piattaforma a seguito di colloqui con i lavoratori subito dopo il loro rientro da un periodo di assenza, fanno riferimento a specifiche patologie sofferte (sindrome di Chron, ernia del disco, portatore di pacemaker), alla adesione agli scioperi e alla partecipazione alle attività sindacali (anche con riferimento a utilizzi ritenuti impropri delle assenze), nonché a dati personali di tipo familiare e privato (padre malato terminale, sorella con tumore al cervello, separazioni coniugali).
Tutto ciò in violazione della normativa che vieta al datore di lavoro di trattare dati non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del dipendente.
Alla stessa azienda è stato anche vietato di interrompere il trattamento dei dati raccolti attraverso quattro telecamere posizionate in prossimità di bagni e aree ristoro riservati ai lavoratori.
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