AI Act: come le nuove regole migliorano salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
A cura della redazione
L’AI Act introduce un quadro normativo europeo per l’uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, con importanti implicazioni per la salute e sicurezza dei lavoratori. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ne analizza sfide e opportunità in una recente pubblicazione.
Cosa tratta:
Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), introducendo disposizioni per limitare gli usi deleteri dell’IA, promette un impatto anche sull’uso di sistemi digitali avanzati per la salute e sicurezza sul lavoro. Nella pubblicazione di EU-OSHA intitolata “Migliorare la salute e sicurezza dei lavoratori attraverso sistemi basati sull’IA: implicazioni del regolamento sull’intelligenza artificiale”, vengono valutate opportunità e criticità delle nuove tecnologie alla luce dell’entrata in vigore della nuova normativa.
AI e sicurezza sul lavoro: opportunità e rischi
L’adozione di tecnologie AI (es. dispositivi indossabili, robot collaborativi, esoscheletri) consente di:
- monitorare in tempo reale rischi e condizioni dei lavoratori;
- prevenire incidenti con sistemi di allerta precoce;
- supportare i lavoratori nelle attività pericolose o eseguirle al loro posto.
Tuttavia, tali strumenti possono generare:
- rischi fisici, legati all’interazione uomo-macchina;
- rischi psicosociali (stress, controllo continuo);
- criticità in materia di privacy e protezione dei dati.
Divieti e sistemi ad alto rischio
L’AI Act introduce limitazioni, prescrizioni e obblighi stringenti per alcune pratiche che coinvolgono l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Fra gli utilizzi vietati, vi sono i sistemi di riconoscimento delle emozioni tramite dati biometrici (es. riconoscimento facciale o analisi fisiologica), salvo casi specifici legati a motivi di sicurezza e salvaguardia della salute.
Non rientrano nel divieto:
- sistemi basati su dati non biometrici (es. analisi testi);
- monitoraggio di stati fisici come la fatica;
- rilevazione di movimenti o espressioni senza deduzione delle emozioni.
Sono ammesse eccezioni per motivi di sicurezza, ad esempio in ambienti ad alto rischio dove il rilevamento dello stress può prevenire incidenti, purché motivato e proporzionato al bisogno.
Molti sistemi AI per la sicurezza sul lavoro sono classificati come “ad alto rischio”, in particolare:
IA integrata in dispositivi di sicurezza (es. DPI intelligenti);
Sistemi usati nella gestione del personale (monitoraggio, valutazione delle prestazioni, assegnazione di compiti).
Conclusioni
La pubblicazione EU-OSHA entra nel merito delle implicazioni dell’uso dell’IA negli ambienti di lavoro, analizzando l’impatto positivo dell’AI Act nel regolamentare le pratiche che possono comportare rischi maggiori o pari a quelli che mitigano.
In allegato la pubblicazione originale EU-OSHA in lingua inglese.
Quando entra in vigore
L’AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e sarà applicabile nella sua interezza dal 2 agosto 2026.
COSA DICE LA LEGGE
- Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act;
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR);
- D.Lgs. 81/08.
INDICAZIONI OPERATIVE
Per integrare opportunamente i sistemi di IA, mitigandone i rischi è necessario:
- Effettuare una valutazione dei rischi integrando i nuovi rischi introdotti dall’IA.
- Garantire la conformità al GDPR, individuando una base giuridica valida per il trattamento dati.
- Applicare il principio di necessità e proporzionalità, soprattutto per tecnologie invasive.
- Integrare l’IA nei sistemi di gestione SSL, senza sostituire le misure preventive tradizionali.
- Garantire supervisione umana nei sistemi ad alto rischio.
- Informare e consultare lavoratori e rappresentanti prima dell’introduzione delle tecnologie.
- Formare il personale sull’uso corretto e sicuro dei sistemi di IA.
- Verificare la conformità nella fornitura di sistemi di IA (es. marcatura, valutazione di conformità per DPI intelligenti).
- Monitorare nel tempo gli impatti, inclusi quelli psicosociali.
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