Cantieri più sicuri, davvero: trasformare i “quasi incidenti” in prevenzione che funziona
A cura della redazione
Un metodo semplice e robusto per trasformare i near miss in prevenzione concreta nei cantieri: definizioni chiare, flusso di segnalazione e feedback, analisi delle cause, digitalizzazione e KPI coerenti con ISO 45001/45004. Focus su norme italiane ed europee, sull’Accordo Stato‑Regioni 2025 e sulle novità del D.L. 159/2025 per il tracciamento dei mancati infortuni. Obiettivo: più partecipazione, meno incidenti.
Cosa tratta :
La recentissima 198/2025 richiama all’ importanza della gestione dei near miss e sostiene che entro sei mesi saranno adottate nuove linee guida. Con questa serie di articoli vogliamo riordinare e mettere a sistema cinque riferimenti operativi INAIL sul tema near miss: dal modello tecnico‑organizzativo per le aziende (2024), al modello di gestione (MGNM, 2022), alla procedura di segnalazione degli incidenti/near miss (2021), fino a Condivido (2025) e al focus tecnico CTSS/Contarp sulla segnalazione. Ogni articolo fornirà contesto, flussi, ruoli, modulistica e indicatori allineati al futuro schema ministeriale, con allegato integrale della linea guida corrispondente. Obiettivo: fare del tracciamento dei mancati infortuni un processo misurabile e utile, pronto a confluire nella reportistica aggregata nazionale prevista dall’art. 15 della legge 198/2025.
SEGNALAZIONE E COMUNICAZIONE DEI MANCATI INFORTUNI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE IMPRESE EDILI – INAIL 2025
Nel settore edile, ogni giornata di lavoro è un equilibrio tra tempi stretti, squadre che cambiano e lavorazioni che si sovrappongono. Proprio in questo contesto i mancati infortuni (i near miss) sono la spia luminosa che spesso ignoriamo: eventi che non hanno fatto danno per puro caso, ma che raccontano dove il sistema può cedere. Raccoglierli, analizzarli e comunicarli bene significa anticipare l’incidente, rafforzare l’organizzazione e ridurre gli stop di cantiere.In questa guida giornalistica proponiamo una versione rivisitata e ampliata delle buone pratiche di segnalazione e gestione dei near miss in edilizia: linguaggio semplice, approccio concreto, riferimenti normativi italiani ed europei, strumenti operativi e idee per digitalizzare il processo.
Perché i near miss contano (più degli infortuni)
Un cantiere è un organismo vivo: layout che cambia, meteo che muta, interferenze tra imprese diverse, turn over del personale. In questo ecosistema, i near miss sono più frequenti degli infortuni e quindi più rappresentativi delle “falle” di processo: procedure non rispettate, controlli intermittenti, forniture in ritardo, preposti lasciati soli, formazione non allineata alla realtà del cantiere. Se gestiti bene, diventano indicatori anticipatori (leading) utili per decidere dove intervenire prima che accada il peggio. La più recente norma ISO sulle prestazioni, la ISO 45004:2024, invita proprio a bilanciare indicatori reattivi e proattivi per valutare la reale efficacia della prevenzione.
Definizioni chiare, zero ambiguità
- Pericolo: qualità/situazione con potenziale di danno.
- Rischio: combinazione tra probabilità e gravità del danno.
- Incidente: evento accaduto “in occasione di lavoro” che potrebbe causare o causa lesioni o malattie. Se causa una lesione: infortunio. Se non le causa, ma avrebbe potuto: mancato infortunio (near miss). (Impostazione coerente con UNI EN ISO 45001 aggiornata con A1:2024).
- Un esempio concreto: un mazzuolo appoggiato su una tavola in quota senza fermapiede. Finché resta lì, è situazione pericolosa. Se cade ma non colpisce nessuno: near miss. Se colpisce un lavoratore: infortunio. Questo semplice scenario aiuta ogni squadra a riconoscere subito cosa segnalare. (rielaborazione di esempi tecnici contenuti nel materiale allegato)
Il flusso che funziona in cantiere (dalla segnalazione al miglioramento)
1) Segnala chiunque, subito, con canali semplici. Carta, e‑mail, app, “buca delle lettere” in cantiere. L’importante è che la segnalazione arrivi contemporaneamente al preposto e alla figura incaricata dello smistamento.
2) Valutazione rapida e messa in sicurezza. Se c’è pericolo grave e immediato, si sospende l’attività e si informa tutta la squadra; altrimenti si classifica: near miss o situazione pericolosa? Si attuano azioni immediate (es. interdizione area, ripristino parapetti, micro‑pillole di richiamo procedurale).
3) Analisi delle cause. Dai fattori diretti (cosa ha fatto scattare l’evento) alle cause radice (organizzazione, manutenzioni, approvvigionamenti, ruoli, pianificazione). Tecniche veloci come i 5 Perché o l’Albero delle Cause aiutano le squadre miste impresa‑coordinamento a ragionare “all’indietro”, senza cercare colpevoli ma soluzioni. L’approccio multifattoriale è coerente con i modelli investigativi usati nella sorveglianza nazionale degli infortuni
4) Feedback al segnalatore e alla squadra. È il vero “motore” culturale: ricevuta, presa in carico, esito e chiusura devono essere tracciati e restituiti. Dove il feedback è sistematico, la partecipazione esplode e le segnalazioni aumentano (bene: vuol dire che prima si taceva).
5) Condivisione in riunione periodica e aggiornamento DVR. Le lezioni apprese entrano in riunione periodica (art. 35 D.Lgs. 81/08) e, quando rilevanti, nel DVR (art. 28).
Digitalizzare (bene) la segnalazione: più velocità, meno alibi
La transizione digitale nei cantieri non significa semplicemente rimpiazzare un vecchio modulo cartaceo con un form elettronico: rappresenta un vero cambio di passo nel modo in cui si intercettano i rischi e si gestiscono le informazioni. Oggi una segnalazione può essere inviata in pochi secondi direttamente dallo smartphone, anche senza connessione: un gesto immediato che elimina scuse e ritardi, permettendo di catturare l’evento mentre accade. Dietro questo semplice atto si attiva un sistema strutturato: workflow automatici che stabiliscono chi deve ricevere la segnalazione, entro quanto tempo deve valutarla e quali attività restano ancora aperte. Tutto lascia una traccia: cronologie dettagliate, foto, note vocali e, quando utile, perfino la geolocalizzazione, rendono ogni segnalazione un piccolo dossier completo e consultabile.La potenza del digitale emerge soprattutto quando questi dati vengono letti insieme: analisi aggregate per lavorazione, impresa, area o mese permettono di individuare pattern ricorrenti e criticità che altrimenti resterebbero nascoste. Il cerchio si chiude con un feedback trasparente e immediato: notifiche automatiche aggiornano chi ha segnalato e chi è coinvolto, rafforzando fiducia e partecipazione. Tutto questo si inserisce perfettamente nella spinta normativa attuale, che insiste su tracciabilità, controlli, badge di cantiere e responsabilizzazione diffusa, oltre che negli indicatori di performance previsti dai moderni sistemi di gestione della sicurezza. In altre parole, non è tecnologia fine a sé stessa: è prevenzione che diventa più rapida, più precisa e finalmente misurabile.
Cultura “no blame”: come si abbatte il muro del silenzio
Nei cantieri, il timore di “segnalare e finire nei guai” blocca la prevenzione. Il cambio di passo avviene quando la direzione:
- dichiara che ogni segnalazione è un contributo e non una denuncia;
- anonimizza se necessario;
- premia chi segnala situazioni ripetitive (idee risolte, non “numeri”);
- forma i preposti sui comportamenti correttivi “qui e ora”, senza sanzioni riflesso.
La cornice giuridica italiana ed europea punta da anni sulla partecipazione attiva dei lavoratori (Direttiva quadro 89/391/CEE; Titolo I del D.Lgs. 81/08).
KPI che contano davvero (e come leggerli)
All’inizio, un aumento delle segnalazioni di near miss non significa che i cantieri sono più pericolosi: vuol dire che stanno emergendo eventi prima invisibili. Per non farsi ingannare:
- normalizzare i dati per ore lavorate o n. lavoratori;
- distinguere indicatori leading (segnalazioni, azioni preventive chiuse, toolbox su casi reali) e lagging (indici di frequenza e gravità);
- collegare i KPI a obiettivi di chiusura delle azioni e a revisioni del DVR.
Questo è in linea con ISO 45004:2024 (performance evaluation) e con l’emendamento A1:2024 alla ISO 45001, che introduce riferimenti trasversali alle aspettative degli stakeholder e al contesto, rafforzando il “ciclo” di miglioramento.
Formazione mirata: dal corso al toolbox talk in cantiere
Il nuovo Accordo Stato‑Regioni del 17 aprile 2025 ha riordinato i percorsi formativi, potenziando la verifica dell’apprendimento e il monitoraggio dell’efficacia: un’opportunità per inserire casi reali di near miss nei moduli di lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro e RSPP/ASPP e nei toolbox talk periodici in cantiere.
Quando la legge spinge davvero: novità 2025 su tracciamento near miss
Con il D.L. 31 ottobre 2025 n. 159 (convertito a fine anno), il legislatore ha previsto un rafforzamento della cultura della prevenzione e, per le imprese oltre una certa soglia occupazionale, linee guida nazionali per identificare, tracciare e analizzare i near miss, con comunicazioni periodiche di dati aggregati. È un passaggio importante: dal “si consiglia” al “si misura e si condivide”.
Un esempio pratico: dal “quasi incidente” all’azione chiusa in 72 ore
- Segnalazione (anonima ammessa): “Materiale in quota senza fermapiede nel lato nord del ponteggio; rischio caduta oggetti”.
- Messa in sicurezza immediata: interdizione area, ripristino parapetto con tavola fermapiede; messaggio a tutta la squadra.
- Analisi breve (5 Perché): perché mancava la tavola? Perché non prevista nel pre‑montaggio; perché il subappaltatore non aveva ricevuto l’ultima revisione del lay‑out; perché il PSC non riportava la modifica.
- Azioni: check‑list pre‑montaggio aggiornata, modifica PSC, briefing con montatori e preposti, verifica a campione per 2 settimane.
- Feedback e chiusura: notifica a chi ha segnalato, con foto “prima/dopo” e KPI aggiornati nel cruscotto HSE.
In allegato la linea guida originale.
COSA DICE LA LEGGE
Direttive UE :
- Direttiva 89/391/CEE (Direttiva quadro UE): fissa i principi generali di prevenzione, partecipazione e informazione dei lavoratori.
- Direttiva 92/57/CEE (cantieri temporanei o mobili): prescrizioni minime, coordinamento, piani di sicurezza e notifiche preliminari; base della disciplina cantieri in Italia.
D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico):
- Art. 18: misure di controllo del rischio, informazione e formazione, gestione emergenze; aggiornamento dei processi di prevenzione.
- Art. 19: doveri del preposto (vigilanza, intervento su comportamenti non conformi, segnalazione pericoli).
- Art. 20: doveri dei lavoratori (segnalare deficienze e condizioni di pericolo, usare correttamente attrezzature e DPI).
- Art. 28: DVR da aggiornare anche a seguito di eventi inattesi e mutamenti organizzativi; considerare tutti i rischi.
- Art. 35: riunione periodica: sede naturale per condividere near miss e azioni correttive.
Altre norme :
- Accordo Stato‑Regioni 17/04/2025: quadro unico della formazione obbligatoria; verifica di efficacia e monitoraggio, occasione per includere i near miss nella didattica e nella valutazione delle competenze.
- D.L. 31/10/2025 n. 159 (conv. in L. 198/2025): rafforza cultura della prevenzione; prevede linee guida nazionali per identificazione, tracciamento e analisi dei near miss e comunicazioni di dati aggregati da parte delle imprese (soglie e modalità definite con decreto).
- UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024: sistema di gestione SSL; emendamento A1:2024 recepisce i “climate action changes” e rafforza integrazione nel contesto e nel ciclo di miglioramento.
- ISO 45004:2024: linee guida per monitorare, misurare, analizzare e valutare le prestazioni SSL con indicatori leading/lagging.
INDICAZIONI OPERATIVE
Impostazione e governance
- Scrivi una procedura di cantiere in 1 pagina: chi può segnalare (tutti), canali disponibili, tempi di presa in carico (entro 24 h), ruoli (preposto, incaricato smistamento, gruppo di valutazione), criteri di priorità.
- Decidi 3 livelli di gravità con azioni pre‑definite (es. “interdizione immediata area” per pericolo grave e immediato).
- Prevedi segnalazioni anonime e feedback obbligatorio in 3 step: ricevuta, valutazione, chiusura.
Strumenti semplici
- Un modulo unico (cartaceo/digitale) con campi guidati: luogo, lavorazione, attrezzatura, descrizione, foto, categorie di carenze organizzative/tecniche/comportamentali, proposta di miglioramento. (ispirato ai format di buona pratica)
- Un cruscotto mensile con 6 KPI: near miss / 100.000 ore; % segnalazioni con messa in sicurezza <24 h; % azioni correttive chiuse nel termine; n. toolbox basati su near miss; ripetitività per lavorazione; “top 5” cause radice. (coerente con ISO 45004).
Flusso “a prova di errore”
- Prima metti in sicurezza, poi indaghi: interdizione, sospensione, controllo attrezzature/DPI; riapertura solo dopo check a due firme (preposto + incaricato HSE).
- Analisi breve standard (max 20 minuti) con 5 Perché e verifica di cause radice su ruoli, pianificazione, approvvigionamenti, formazione, manutenzioni, interfacce. Usa quando serve l’Albero delle Cause.
- Ogni near miss chiuso genera una micro‑lezione (slide o scheda A4) per il prossimo toolbox talk; allega foto “prima/dopo”. Integra nel registro formazione secondo l’Accordo 2025.
Integrazione nei documenti di cantiere
- Inserisci il flusso nel PSC (coordinamento interferenze) e nel POS delle imprese; richiama la procedura nel DVR e nella riunione periodica (artt. 28 e 35).
Data & compliance
- Se operi >15 dipendenti, struttura da subito la reportistica aggregata (periodicità, campi obbligatori, pseudonimizzazione) per allinearti alle previsioni del D.L. 159/2025 e a futuri decreti attuativi.
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