Immigrazione: più difficili i ricongiungimenti familiari
A cura della redazione
Il Consiglio dei ministri, nella seduta n. 161 dell’11 Febbraio 2026, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.
Il provvedimento, che introduce una riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori, si compone di due parti: la prima introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari.
Tra le novità si segnala che vengono ampliate le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti.
Inoltre, si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate.
Novità si registrano anche sulla protezione complementare. In particolare sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l’effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale. L’accertamento deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente.
Il provvedimento di legge interviene sui ricongiungimenti familiari, delegando il Governo a specificare i criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine.
Non mancherà un inasprimento delle sanzioni per l’inosservanza degli ordini di allontanamento e verranno potenziati i poteri di accertamento della polizia giudiziaria per l’identificazione di chi occulta la propria identità o nazionalità.
Infine, il disegno di legge stabilisce il quadro per l’integrazione dell’ordinamento italiano con il nuovo Sistema europeo comune di asilo (CEAS).
Nel dettaglio, il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi per: il recepimento della direttiva (UE) 2024/1346, finalizzata a uniformare le condizioni di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale in tutto il territorio dell’Unione, l’adeguamento ai Regolamenti 2024/1347 e 2024/1348, concernenti rispettivamente le qualifiche per la protezione internazionale e la procedura comune di protezione internazionale, con l’obiettivo di rendere i processi di analisi delle domande più rapidi e certi e l’adeguamento al Regolamento (UE) 2024/1358 per il potenziamento della banca dati biometrica e al Regolamento (UE) 2024/1351 sulla gestione dell’asilo e della migrazione (RAMM).
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