Infortuni mortali: tra i dati provvisori la certezza degli incidenti plurimi
A cura della redazione
Open Data Inail rende noto i numeri delle denunce d’infortunio sul lavoro, tra cui anche quelli con esiti mortali
Cosa tratta?
I dati forniti riguardano l’anno 2024 e 2025, per entrambi si tratta ancora di dati provvisori per cui è previsto un futuro consolidamento.
Le denunce di infortunio con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di dicembre 2025 sono state 1.085 per i lavoratori e 8 per gli studenti, per un totale di 1.093 (+3 rispetto al 2024).
Per i lavoratori si registra un aumento di 8 casi rispetto al pari periodo del 2024 dovuto esclusivamente ai decessi mortali avvenuti in itinere, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro scendono di 5 casi.
Per gli studenti si registra una diminuzione di 5 casi con l’analogo periodo del 2024.
Esiste una differenza marcata tra i generi: per gli uomini, la stragrande maggioranza degli infortuni mortali (75,6%) avviene direttamente in occasione di lavoro, dato che riflette spesso una maggiore presenza maschile in settori ad alto rischio operativo, come l'edilizia o l'industria pesante. Al contrario, per le donne, il dato si ribalta: oltre la metà dei casi (54,3%) si verifica in itinere, ovvero durante il tragitto casa-lavoro-casa, superando la quota di quelli avvenuti sul posto di lavoro (45,7%).
Anche nel corso del 2025 si sono verificati purtroppo alcuni incidenti plurimi in cui hanno perso la vita più lavoratori a causa di un unico disastroso evento. Nel 2025 sono stati 14 gli incidenti plurimi con 33 decessi, l’anno precedente erano stati 12 con 39 morti.
Tra i tragici eventi plurimi nel 2025 la cronaca ricorda dei due lavoratori caduti in una cisterna per la raccolta di residui biologici e morti per asfissia in provincia di Venezia, i tre operai uccisi da un’esplosione in un'azienda di trattamento rifiuti in provincia di Caserta e altri tre caduti da un montacarichi in un cantiere a Napoli. Nel 2024 in Sicilia morirono cinque operai investiti da vapori tossici in ambienti confinati, cinque operai nel crollo di un cantiere a Firenze e sette per l’esplosione in una centrale idroelettrica vicino Bologna.
Cosa dice la legge?
- D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza): impone la valutazione dei rischi e la prevenzione. La violazione di queste norme, in caso di morte, configura responsabilità penali per il datore di lavoro.
- DPR 1124/1965 (Testo Unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali): disciplina l'assicurazione obbligatoria, l'indennizzo ai superstiti e l'obbligo di denuncia dell'infortunio entro 24 ore in caso di morte.
- Art. 2087 Codice Civile: obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica del lavoratore, garantendo la "massima sicurezza tecnicamente possibile".
- Codice Penale: rileva per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose aggravate dalla violazione di norme antinfortunistiche.
- D.Lgs. 38/2000: ha esteso la tutela assicurativa anche agli infortuni in itinere (tragitto casa-lavoro).
Indicazioni operative
1. Analisi mirata degli eventi sentinella: gli incidenti mortali sono spesso preceduti da near miss, comportamenti pericolosi ripetuti e micro‑eventi ignorati.
2. Revisione del DVR focalizzata sulle “cause tipiche” dei mortali: oltre il 60% dei mortali deriva da queste dinamiche ricorrenti, cadute dall’alto, schiacciamenti/altri movimenti meccanici e investimento da veicoli.
3. Audit specifici e frequenti: un errore comune è fare audit formali, generici, che non intercettano i rischi mortali, ripeterli almeno ogni 3 mesi.
4. Uso dei dati INAIL e SINP “analisi predittiva” interna: confrontare le proprie dinamiche di rischio con statistiche INAIL.
5. Formazione mirata: che sia contestualizzata, non generica, con una parte anche pratica e soprattutto verificata.
6. Focus su appalti: è uno dei maggiori fattori nei mortali.
7. Procedure non derogabili: sono protocolli per attività ad altissima severità, che non possono essere saltati e richiedono check formali (ad es. disalimentazione e lockout prima di manutenzioni, permessi di lavoro per quota e spazi confinati, ecc.).
8. Cultura della segnalazione: permettere delle segnalazioni anonime con risposta rapida, massimo 48 ore, chi segnala vede il risultato, appare una segnalazione efficace e sprona il lavoratore a farne altre.
9. Introduzione di KPI: tra i più efficaci, near miss segnalati, ore di formazione, percentuale di chiusura azioni correttive, ecc..
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