L’obiettivo principale è quello di prevenire i rischi psicosociali e migliorare la salute mentale nei luoghi di lavoro

 

Cosa tratta?

In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro (il 28 aprile), l’EU-OSHA ha presentato il sito web della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028 dal titolo “Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro”.

Ogni 3 anni, L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, pone l’attenzione su un tema chiave in materia di salute e sicurezza sul lavoro, per questo triennio si concentra sulla promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro.

Il sito web attualmente è disponibile in inglese, i contenuti saranno resi disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE dopo il lancio della campagna, previsto a ottobre 2026.

Sono già a disposizione dell’utente i materiali chiave, tra cui la guida (in allegato), il volantino e il poster della campagna

Dalla guida la prima cosa che emerge è proprio il cambio di prospettiva, tradizionalmente, nel mondo della prevenzione si è parlato molto di rischi “classici” (chimici, fisici, biologici) mentre per quanto riguarda lo stress o il benessere psicologico si è rimasti spesso su un piano individuale. La guida invece chiarisce che la salute mentale deve essere trattata esattamente come tutti gli altri rischi professionali, quindi in modo strutturato, organizzativo e sistemico.

Il punto di partenza è un dato molto significativo, una quota rilevante di lavoratori europei riferisce che il proprio lavoro incide negativamente sulla salute mentale, con stress, ansia o depressione che derivano o peggiorano proprio a causa delle condizioni lavorative. Questo introduce una riflessione importante, non si tratta di un problema “personale” del lavoratore, ma di un effetto diretto delle modalità con cui il lavoro è progettato, organizzato e gestito.

Affrontare questi rischi non è solo un dovere etico, ma anche un obbligo legale per il datore di lavoro. La protezione della salute e sicurezza dei lavoratori include esplicitamente anche la dimensione mentale, quindi la valutazione dei rischi non può limitarsi agli aspetti tradizionali, ma deve includere anche quelli psicosociali.

La guida rappresenta un chiaro segnale di evoluzione della disciplina della sicurezza sul lavoro, la direzione è quella di integrare pienamente la dimensione psicologica all’interno dei sistemi di gestione, superando l’idea che la salute mentale sia un ambito separato o secondario. Il lavoro non è solo un contesto fisico, ma anche relazionale e organizzativo, e proprio da queste dimensioni può nascere, o essere prevenuto, il rischio.

 

Cosa dice la legge?

  • D.lgs. 81/2008 art. 28: la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la salute e sicurezza, compreso lo stress lavoro-correlato. Questo significa che la valutazione dello stress non è facoltativa, fa parte integrante del DVR e deve essere trattata con metodo sistematico.

 

Indicazioni operative

Per rendere operativo questo approccio, la guida individua cinque aree prioritarie su cui agire:

  • Valutazione e gestione dei rischi psicosociali, deve seguire la stessa logica già nota nella sicurezza sul lavoro: identificazione dei pericoli, analisi, pianificazione degli interventi e monitoraggio.
  • Molestie (sessuali e non) e violenza, pur non essendo tra i rischi più frequenti sono tra i più gravi per le conseguenze che producono. Il documento evidenzia, ad esempio, quanto siano ancora diffusi fenomeni come le molestie sessuali e quanto sia necessario adottare politiche di tolleranza zero e procedure chiare di segnalazione e gestione.
  • Legame tra rischi fisici e salute mentale, queste due dimensioni non sono separate, lo stress può aumentare il rischio di incidenti, mentre condizioni di lavoro fisicamente gravose possono peggiorare il benessere psicologico. Ne deriva la necessità di un approccio integrato, in cui la valutazione dei rischi consideri contemporaneamente entrambe le componenti.
  • Settore sanitario e assistenziale, dove i rischi psicosociali sono particolarmente elevati a causa di carichi di lavoro intensi, richieste emotive elevate e frequente esposizione a situazioni difficili o conflittuali. Tuttavia, il messaggio è chiaro: nessun settore è escluso, perché i rischi psicosociali possono essere presenti ovunque, anche dove sono meno evidenti.
  • Sostegno alla salute mentale, con un supporto adeguato, molte persone possono continuare o tornare al lavoro, rimanendo altamente produttive e coinvolte, promuovere soluzioni inclusive e inclusive per tutti i lavoratori.