Dal 2026 la sicurezza sul lavoro cambia volto: incentivi per le aziende virtuose, più controlli digitali, attenzione ai quasi incidenti e un rafforzamento della tutela collettiva. Un sistema che punta sulla prevenzione reale e non più solo formale.

Cosa tratta :

Per anni la sicurezza nei luoghi di lavoro è stata percepita come un insieme di obblighi formali, documenti da aggiornare e adempimenti da rispettare spesso solo sulla carta. Un sistema necessario, ma non sempre efficace nel prevenire eventi gravi. Con l’avvio delle nuove misure previste tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il quadro cambia in modo sostanziale: la prevenzione evolve, diventa più concreta, misurabile e orientata ai comportamenti reali.Il nuovo approccio punta a superare la logica puramente burocratica per rafforzare una sicurezza basata su dati, responsabilità condivise, tecnologia e incentivi mirati. Il risultato è un modello che è teso a premiare le aziende virtuose, rafforzare i controlli nei contesti più critici e introdurre strumenti capaci di intercettare il rischio prima che si trasformi in infortunio.

Quando la sicurezza diventa un vantaggio competitivo

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l’introduzione di un sistema premiale strutturato per le imprese che dimostrano, nel tempo, una reale riduzione degli infortuni. Non si tratta di una semplice dichiarazione d’intenti: il riconoscimento passa attraverso indicatori oggettivi e misurabili e si traduce in un alleggerimento del carico contributivo.La logica è chiara: investire in prevenzione conviene. Ma la virtuosità non è automatica né scontata. Restano escluse le aziende coinvolte in violazioni gravi o in condanne definitive recenti, a tutela di un sistema che vuole valorizzare chi opera correttamente e scoraggiare comportamenti opportunistici.Particolare attenzione viene riservata ai comparti a maggiore rischio e maggiore esposizione sociale, come il settore agricolo, dove qualità del lavoro, sicurezza e trasparenza diventano elementi sempre più interconnessi.

Tracciabilità e controlli: la digitalizzazione entra nei cantieri

La gestione della manodopera compie un deciso salto tecnologico. L’introduzione di sistemi di identificazione digitale con codici univoci rende più semplice e immediata la verifica dei lavoratori presenti nei luoghi di lavoro, riducendo il rischio di irregolarità e contraffazioni.L’integrazione con piattaforme pubbliche consente inoltre di automatizzare molte procedure per le imprese in regola, abbattendo tempi amministrativi e aumentando la trasparenza. Chi rispetta le regole viene premiato anche sul piano operativo.Parallelamente, il sistema sanzionatorio diventa più severo: operare senza i requisiti autorizzativi previsti comporta sanzioni elevate, immediate e non sanabili successivamente. La prevenzione non si può improvvisare, né regolarizzare dopo un controllo.

Dalla reazione alla previsione: il valore dei “near miss”

Tra le novità più significative emerge l’attenzione verso i cosiddetti mancati infortuni, spesso ignorati perché non producono conseguenze immediate. Eppure, ogni evento evitato per caso segnala una falla nel sistema organizzativo o tecnico.Per le realtà di dimensioni medio-grandi diventa necessario strutturare un sistema di rilevazione e analisi di questi importantissimi episodi. L’obiettivo non è individuare colpe, ma anticipare il rischio. Analizzare ciò che “poteva andare male” significa intervenire prima che l’errore si ripeta con esiti ben più gravi.Si tratta di un cambio culturale profondo: la sicurezza non interviene più solo dopo l’evento, ma diventa uno strumento predittivo.

Idoneità psicofisica e tutela collettiva

Un altro asse centrale riguarda il rafforzamento della sorveglianza sanitaria nelle attività ad elevato rischio. In presenza di segnali concreti o ragionevoli sospetti, vengono rafforzate le possibilità di verifica dello stato psicofisico del lavoratore, anche durante l’attività lavorativa.La misura non nasce con finalità punitive, ma di tutela collettiva. In ambienti complessi, una condizione non idonea può mettere a rischio non solo chi lavora, ma colleghi, terzi e utenti. La prevenzione passa anche dalla capacità di garantire che le mansioni delicate siano svolte in condizioni adeguate.

Non solo prevenzione: il sostegno alle famiglie colpite

Il nuovo impianto normativo non si limita al controllo e alla vigilanza. Centrale è anche la dimensione sociale. Vengono rafforzate le misure di sostegno per i figli delle vittime di infortuni mortali sul lavoro, con contributi economici dedicati ai percorsi scolastici e formativi, dall’istruzione di base fino ai percorsi universitari e professionalizzanti.È un segnale importante: la sicurezza non riguarda solo il luogo di lavoro, ma ha effetti che si riflettono sulle famiglie e sull’intera comunità.

Volontariato e responsabilità: regole più chiare.

Anche il mondo del volontariato e delle attività di protezione civile viene interessato da una revisione significativa. Restano fermi gli obblighi di formazione e protezione, ma cambia il regime sanzionatorio per i rappresentanti delle organizzazioni, con un passaggio dalle sanzioni penali a quelle amministrative interdittive. Una scelta che tiene conto della specificità del settore, senza rinunciare alla responsabilità, ma evitando un’eccessiva penalizzazione di chi opera in ambito solidaristico.

Un sistema che guarda avanti

L’insieme delle misure in arrivo disegna un sistema più coerente con i principi europei di prevenzione, basato su responsabilità effettive, controllo intelligente e utilizzo dei dati. L’obiettivo è chiaro: ridurre gli infortuni agendo prima sulle cause, non solo sugli effetti.Per le imprese e per i professionisti della sicurezza la sfida non è più limitarsi all’adeguamento formale, ma ripensare l’organizzazione del lavoro in chiave preventiva. La sicurezza del futuro non sarà solo un obbligo, ma un elemento strutturale della qualità del lavoro.

In allegato il testo di legge coordinato.

COSA DICE LA LEGGE

  • Il quadro normativo si inserisce nel solco del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), aggiornandone l’impianto operativo con misure coerenti con le direttive europee in materia di prevenzione e tutela dei lavoratori.
  • Viene rafforzato il principio di responsabilità del datore di lavoro e delle figure della prevenzione, introducendo strumenti premiali per chi riduce il rischio e sanzioni più severe per chi opera in violazione.
  • Le nuove disposizioni valorizzano l’uso dei dati, la tracciabilità dei lavoratori, la sorveglianza sanitaria mirata e l’analisi degli eventi potenzialmente pericolosi come elementi centrali del sistema di prevenzione.

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Integrare gli indicatori infortunistici nei sistemi di gestione aziendale
  2. Rafforzare la tracciabilità del personale nei luoghi di lavoro
  3. Strutturare procedure semplici per la segnalazione dei quasi incidenti
  4. Analizzare periodicamente gli eventi mancati e trasformarli in azioni correttive
  5. Coinvolgere il medico competente nelle fasi preventive e non solo formali
  6. Pianificare la formazione come strumento continuo e non episodico
  7. Verificare periodicamente la conformità autorizzativa delle attività svolte
  8. Rendere la sicurezza parte integrante degli obiettivi organizzativi