Prestazioni 2026 per i giornalisti INPGI
A cura della redazione
A seguito della rivalutazione dell'1,4% prevista per il 2026 l’Inpgi ha pubblicato le variazioni alle prestazioni previdenziali e assistenziali da erogare nel corso di quest’anno ai giornalisti autonomi iscritti, sia in qualità di liberi professionisti che di collaboratori oppure di titolari della cessione dei diritti di autore.
Le circolari dell’ Inpgi del 5 febbraio 2026 n. 1 e 3 rivedono innanzitutto il valore delle prestazioni pensionistiche in essere che, in virtù della perequazione automatica, sono state rivalutate dell’ 1,4% per le pensioni fino a 7 volte il trattamento minimo Inps (fino a 54.909,40 euro). Per gli scaglioni successivi invece la rivalutazione è ridotta all’1,12% fino a 70.597.80, allo 0,91% fino a 86.286,20 e allo 0,63% oltre 86.286,20 euro. Invece, le quote di pensione INPGI liquidate in cumulo ed in totalizzazione dall’Inps unitamente a quelle a suo carico - sono, invece, rivalutate direttamente dall’INPS stesso in base ai criteri generali. L’importo minimo di pensione annua maturata per accedere alla pensione anticipata per gli iscritti con 63 anni di età e 20 anni di contributi oppure con almeno 40 anni di contributi senza limiti di età, è stato aumentato a 10.651,68 euro.
Contributi volontari - L’accredito dei contributi utili ai fini pensionistici può essere realizzato anche tramite il versamento di contributi volontari, in misura pari al pari al contributo soggettivo versato nell’anno immediatamente precedente la domanda. Per i collaboratori, la misura è pari al prodotto dell’aliquota del 26% applicata all’importo medio dei compensi percepiti nell’anno di contribuzione precedente la data della domanda. In ogni caso la copertura di un anno ai fini pensionistici scatta quando:
- per i professionisti risulta versato un minimo di 2.256,96 euro annui (188,08 euro mensili);
- per i collaboratori vengono versati almeno 407,51 euro mensili.
Pensione ai superstiti - Per la pensione ai superstiti, il cumulo con eventuali redditi personali del pensionato porta ad una riduzione della pensione del 25% quando i redditi risultano essere superiori a 23.862,15 euro annui, del 40% oltre 31.816,20 euro annui oppure del 50% oltre 39.770,25 euro annui, tenendo conto che dal novero dei redditi bisogna escludere TFR, arretrati e reddito della casa di abitazione.
Prestazioni assistenziali - Passando invece alle prestazioni assistenziali pagate dall’INPGI le variazioni riguardano:
- per la DIS COLL in caso di disoccupazione, la retribuzione mensile di riferimento che passa a 1,456,72 euro, mentre il massimale è stato fissato a 1.584,50 euro;
- l’indennità di maternità erogabile per 5 mesi sia alla madre che al padre (in caso di sostituzione della prima) in misura pari all’80% di 5/12esimi del reddito professionale, indennità che non può scendere al di sotto di 6.045,50 e non eccedere il massimo di 30.227,50 euro;
- l’indennità giornaliera di malattia, parametrata al numero di mesi di contributi accreditati prima dell’evento in base ai seguenti scaglioni e cioè da 1 a 4 mesi, da 5 a 8 mesi e da 9 a 12 mesi, che risulta pari nel 2026 rispettivamente a 26,80 - 40,21 e 53,61. Tali valori sono raddoppiati in caso di malattia con degenza ospedaliera.
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