Segnalare i near miss per prevenire gli infortuni: perché le aziende devono cambiare passo
A cura della redazione
La gestione strutturata dei near miss rappresenta uno dei più potenti strumenti di prevenzione degli infortuni. Attraverso una comunicazione chiara, un sistema di feedback efficace, la partecipazione attiva dei lavoratori e un’analisi metodica dei dati, le aziende possono trasformare eventi sfiorati in opportunità di miglioramento. Una buona procedura, sostenuta da formazione e responsabilità condivisa, permette di sviluppare una cultura della sicurezza matura e priva di colpevolizzazioni.
Cosa tratta :
La recentissima 198/2025 richiama all’ importanza della gestione dei near miss e sostiene che entro sei mesi saranno adottate nuove linee guida. Con questa serie di articoli vogliamo riordinare e mettere a sistema cinque riferimenti operativi INAIL sul tema near miss: dal modello tecnico‑organizzativo per le aziende (2024), al modello di gestione (MGNM, 2022), alla procedura di segnalazione degli incidenti/near miss (2021), fino a Condivido (2025) e al focus tecnico CTSS/Contarp sulla segnalazione. Ogni articolo fornirà contesto, flussi, ruoli, modulistica e indicatori allineati al futuro schema ministeriale, con allegato integrale della linea guida corrispondente. Obiettivo: fare del tracciamento dei mancati infortuni un processo misurabile e utile, pronto a confluire nella reportistica aggregata nazionale prevista dall’art. 15 della legge 198/2025.
Gestione degli incidenti, procedura per la segnalazione dei near miss (INAIL 2021)
In molte realtà italiane, la sicurezza sul lavoro continua a poggiare su un pilastro fragile: la segnalazione tardiva — o del tutto mancante — dei near miss, i cosiddetti near miss. Sono quegli eventi che sfiorano l’infortunio senza causare danni, ma che avrebbero potuto farlo. Episodi silenziosi, spesso ignorati, e proprio per questo pericolosi.Oggi, alla luce del quadro normativo nazionale (d.lgs. 81/08) e internazionale (UNI ISO 45001:2018), sempre più aziende stanno riconoscendo che un near miss non è un fastidio burocratico, ma un vero “campanello d’allarme”. Raccoglierli, analizzarli e gestirli migliora non solo la sicurezza, ma anche l’organizzazione complessiva del lavoro.In questo contesto nasce un approccio strutturato alla gestione degli incidenti che mette al centro trasparenza, comunicazione e partecipazione dei lavoratori, superando la tradizionale cultura della colpa e sostituendola con una più moderna cultura della segnalazione.
Il peso dei near miss: ciò che non si vede, ma conta
Ogni near miss è un’occasione mancata… ma di miglioramento. La piramide degli infortuni insegna che per ogni incidente grave vi sono decine di episodi minori e centinaia di near miss. Ignorarli significa rinunciare a un’enorme quantità di informazioni utili.Spesso, però, i lavoratori temono ritorsioni, giudizi o etichette (“sei disattento”, “hai sbagliato”). Altre volte prevale il timore di “fare la spia”.
Risultato: ciò che potrebbe migliorare la sicurezza collettiva resta sepolto. È proprio qui che entrano in gioco due fattori decisivi:
- la protezione del segnalante, prevista anche dai requisiti della UNI ISO 45001,
- un sistema di feedback costante, che mostra al lavoratore come la sua segnalazione generi un cambiamento reale.
Quando un’azienda risponde rapidamente a chi segnala, alimenta fiducia, motivazione e senso di appartenenza. Quando invece il silenzio prevale, la partecipazione si spegne
Un processo efficace: chi fa cosa e perché funziona
La gestione moderna dei near miss si fonda su un flusso comunicativo chiaro, semplice e tracciabile. Ogni segnalazione deve seguire un percorso logico che parte dal lavoratore e arriva alle figure tecniche e direzionali competenti.
Ecco alcuni elementi chiave:
- Il lavoratore segnalante (LESI): non deve temere sanzioni. Segnalare non significa “avere torto”, ma contribuire al bene comune.
- Un gruppo che riceve, valuta e interviene (RSPP, RLS, preposti): analizza l’evento e decide se si tratta di near miss e se è risolvibile subito.
- Un gruppo di livello superiore: si occupa degli incidenti più complessi, pianificando interventi tecnici, organizzativi e procedurali.
- Il datore di lavoro: garantisce che la procedura sia rispettata e che ogni misura venga verificata.
Tutto deve essere documentato in modo semplice e accessibile: modulistica chiara, possibilità di segnalazione digitale, flussi trasparenti.Questa struttura non è un orpello burocratico, ma una rete organizzativa che consente di trasformare un episodio sfiorato in una decisione efficace.
Cantieri e appalti: quando la complessità aumenta
Nel settore dei lavori edili e delle manutenzioni, i near miss sono particolarmente frequenti. Cantieri veloci, interventi su reti, urgenze improvvise e l’alternanza di più imprese creano un terreno fertile per eventi non analizzati o dimenticati.In questi contesti è fondamentale che:
- i contratti contengano l’obbligo di segnalazione degli incidenti,
- la modulistica sia fornita anche alle ditte esterne,
- il coordinatore della sicurezza (CSE) sia coinvolto nel flusso di comunicazione,
- ogni azione correttiva venga condivisa tra tutte le parti.
Se la comunicazione funziona, ogni near miss diventa un momento di apprendimento per l’intera filiera.
La formazione: il motore del cambiamento culturale
La normativa italiana chiede ai lavoratori non solo di rispettare le misure di sicurezza, ma anche di “prendersi cura” della propria e altrui incolumità. Questo richiede consapevolezza, spirito critico e partecipazione.Una formazione efficace deve:
- favorire il coinvolgimento attivo,
- spiegare il valore della segnalazione senza colpevolizzare,
- presentare casi reali e simulazioni,
- insegnare come descrivere un evento e riconoscerne le cause,
- mostrare come la segnalazione generi un miglioramento concreto.
Senza una formazione di qualità, anche la migliore procedura resta lettera morta.
L’analisi dei dati: trasformare gli eventi in conoscenza
I dati raccolti attraverso near miss e incidenti consentono alle aziende di:
- monitorare i trend di rischio,
- individuare pattern ricorrenti,
- orientare interventi tecnici mirati,
- migliorare il DVR,
- verificare l'efficacia delle misure adottate.
L’uso di metodi strutturati come il modello multifattoriale Infor.Mo permette di comprendere realmente cosa è accaduto e perché. Non solo “cosa si è rotto”, ma quali condizioni organizzative, tecniche o comportamentali hanno reso possibile quell’evento.È un approccio scientifico che trasforma la raccolta delle segnalazioni in uno strumento strategico di prevenzione.
Conclusione: il near miss è un regalo, non un problema
Un’azienda che incoraggia la segnalazione dei near missè un’azienda che capisce il valore dell’errore come fonte di apprendimento.Non è semplice: bisogna smontare retaggi culturali, accantonare la logica della colpa e costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca. Ma dove questo cambiamento avviene, la sicurezza non è più una somma di regole, bensì un processo vivo e condiviso.I near miss sono indicatori preziosi. Sta alle organizzazioni decidere se ignorarli o farne il motore del miglioramento continuo.
In allegato la linea guida originale.
COSA DICE LA LEGGE
- D.lgs. 81/08 : Impone ai lavoratori l’obbligo di segnalare condizioni di pericolo e assegna al datore di lavoro il compito di organizzare un sistema di prevenzione efficace e partecipato.
- UNI ISO 45001:2018 : Richiede la partecipazione attiva dei lavoratori, la protezione dei segnalanti e l’adozione di sistemi che favoriscano il miglioramento continuo, considerando i near miss come opportunità da analizzare.
- Normativa sui cantieri (Titolo IV del d.lgs. 81/08) : Stabilisce i ruoli di responsabile dei lavori, CSP e CSE e prevede obblighi specifici di coordinamento e vigilanza in presenza di più imprese esecutrici.
- Obblighi contrattuali negli appalti : I contratti devono prevedere procedure di segnalazione di incidenti e near miss, inclusa la responsabilità delle ditte appaltatrici nella comunicazione e gestione degli eventi.
INDICAZIONI OPERATIVE
Semplificare la modulistica e rendere le segnalazioni immediate e accessibili anche via app.
- Garantire un feedback entro 24-48 ore per ogni segnalazione ricevuta.
- Distinguere chiaramente ruoli e responsabilità nei flussi comunicativi.
- Prevedere momenti periodici di verifica dell’efficacia delle azioni correttive.
- Integrare i near miss nel DVR e nel riesame della direzione.
- Formare tutto il personale su segnalazione, classificazione e analisi degli eventi.
- Inserire nei contratti d’appalto obblighi precisi sulla comunicazione degli incidenti.
- Tenere aggiornato un registro digitale consultabile dal sistema prevenzione.
- Valutare ricorrenze e trend per orientare interventi tecnici e organizzativi.
- Comunicare agli operatori i risultati ottenuti, anche in modo sintetico e periodico.
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