Il Ministero del lavoro, con la nota n. 423 del 9 febbraio 2026, ha ripartito le quote d’ingresso per lavoro subordinato stagionale nel settore turistico per il 2026, come previsto dal DPCM 2 ottobre 2025.

L’intervento del Ministero del lavoro fa seguito alla nota n. 64/2026 con la quale erano state ripartite le quote d’ingresso per lavoro stagionale nel settore agricolo.

Entrando nel dettaglio, in coerenza con l’analisi del fabbisogno di manodopera non comunitaria nel settore turistico e sulla base dei dati relativi alle istanze presentate, sono state distribuite n. 15.075 quote per lavoro subordinato stagionale nel settore turistico.

In particolare, n. 4.875 quote sono state destinate al lavoro subordinato stagionale per cittadini di Paesi con i quali nel corso del triennio entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria. Le quote più rilevanti sono state assegnate alla Puglia (888) e al Lazio (760). In considerazione dell’esigua numerosità delle domande, le quote per i cittadini provenienti dall’Etiopia, dall’Ecuador e dall’Uzbekistan sono state attribuite a livello nazionale (in misura paria 875) e saranno assegnate alle varie province in ordine di arrivo delle domande.

Mentre n. 5.000 quote per lavoro subordinato stagionale per cittadini le cui istanze sono state presentate da Organizzazioni professionali dei datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale, come individuate dal Ministero del Turismo. Le quote maggiori sono state assegnate alla Puglia (588), alla Lombardia (1.115), al Lazio (1.036) e all’Emilia Romagna (739)

Invece, n. 4.700 quote sono riservate al lavoro subordinato stagionale nel settore turistico, le cui istanze sono state presentate da soggetti privati. Le quote più importanti sono state riservate a Campania (707) e Lazio (874).

Infine, non sono state assegnate ad alcuna Regione le 500 quote destinate alla richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale. Infatti, in  considerazione dell’esigua numerosità delle domande, le quote per le richieste di nulla osta pluriennale sono state attribuite a livello nazionale e saranno assegnate alle varie province in ordine di arrivo delle domande.

Trascorsi 50 giorni, se il Ministero del lavoro dovesse accertare che sussistono quote significative non utilizzate, può effettuare una diversa suddivisione sulla base delle effettive necessità riscontrate sul mercato del lavoro, sempre nel rispetto del limite massimo individuato dal Decreto flussi.