La trasformazione digitale sta rivoluzionando il mondo del lavoro con una velocità esponenziale.

Robotica avanzata, intelligenza artificiale, piattaforme digitali, sistemi intelligenti, lavoro da remoto, dispositivi, anche indossabili, che ci tengono sempre connessi: tutti questi strumenti stanno modificando profondamente attività, competenze, tempi e luoghi in cui si lavora.

Se da un lato queste tecnologie offrono efficienza, automazione delle attività pesanti e nuove opportunità organizzative, dall’altra introducono alcuni rischi emergenti, per lo più rientranti nella sfera dei rischi psicosociali: il più emblematico è il tecnostress.

Il tecnostress è una forma di stress lavoro-correlato legata all’uso intensivo, inadeguato o non correttamente gestito delle tecnologie digitali (software, piattaforme collaborative, messaggistica, monitoraggi, device), e si manifesta quando richieste, tempi e modalità di utilizzo non sono “sostenibili” per la persona e per l’organizzazione.

Nelle realtà dove aumentano digitalizzazione, automazione e lavoro da remoto, il tecnostress tende a intrecciarsi con altri rischi psicosociali:

  • iperconnessione;
  • sovraccarico informativo;
  • isolamento;
  • pressione da performance;
  • difficoltà di apprendimento continuo/reskilling.

Gli effetti si vedono sia a livello di benessere mentale, sia a livello di sicurezza operativa, manifestandosi come un calo dell’attenzione con conseguente aumento degli errori e degli incidenti.

Rientrando nel fenomeno dello stress lavoro-correlato, può essere affrontato con metodi di valutazione simili, ma considerando i fattori specifici del tecnostress, legati all’interazione con gli strumenti digitali e alle modifiche che questi hanno comportato nelle modalità di lavoro.

La diffusione delle tecnologie e, di conseguenza, di questi rischi sta portando ad un’attenzione crescente da parte delle istituzioni internazionali e nazionali: vedremo le indagini più recenti sul fenomeno e le soluzioni identificate.

Analizzeremo nel dettaglio le soluzioni per prevenire un incremento dei livelli di stress, che vanno dalle misure organizzate a quelle tecniche agli strumenti di supporto per i lavoratori.

Questi rischi non devono scoraggiare ad introdurre nuovi sistemi digitali in un’organizzazione, bensì possono essere uno stimolo per adottare, da subito, misure che ne facilitino l’introduzione.

Non dimentichiamoci poi che gli stessi strumenti possono migliorare la sicurezza e il benessere dei lavoratori. Per fare alcuni esempi, l’automazione evita di operare direttamente su macchinari o in ambienti pericolosi, il lavoro da remoto può migliorare il bilancio casa-lavoro, l’IA può supportare nella gestione degli scenari incidentali.

Prevenire il tecnostress significa anche dare ai lavoratori gli strumenti per sfruttare al meglio le nuove tecnologie, aumentandone l’efficacia e l’efficienza sui processi.

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