IA generativa: le donne più colpite dai potenziali rischi
A cura della redazione
Una ricerca ci mostra come le donne risultino più esposte ai rischi legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa. Le motivazioni sono da ricercare nel tipo di occupazione che ricoprono più spesso le lavoratrici e nella mancanza di formazione e rappresentazione delle donne nei settori STEM.
Cosa tratta:
Sebbene la diffusione dell’intelligenza artificiale stia cambiando tutto il mondo del lavoro, gli effetti sono tutt’altro che paritari da un punto di vista di genere: è quanto emerge da una ricerca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro “GenAI, occupational segregation and gender equality in the world of work”. Da qui risulta che le lavoratrici sono più esposte ai cambiamenti e ai rischi dell’IA generativa per tre ragioni principali:
- Maggiore rappresentazione nelle mansioni più soggette ad automazione e più sostituibili con l’IA;
- Minore rappresentazione nei settori di sviluppo delle tecnologie come l’IA e nelle professioni STEM in generale;
- L’IA spesso riproduce i pregiudizi legati al genere con cui viene alimentata.
I rischi a livello occupazionale si riflettono anche sull’esposizione ai rischi psicosociali legati alla rapida diffusione di queste tecnologie
La segregazione occupazionale
La prima causa investigata dall’OIL si riconduce al fatto che le donne sono più spesso impiegate in ruoli amministrativi, di supporto, di segreteria e di natura impiegatizia, cioè in mansioni caratterizzate da attività ripetitive, standardizzate e facilmente automatizzabili. Proprio queste funzioni risultano tra le più esposte all’impatto dell’IA generativa, in termini sia di sostituzione di alcune attività, sia di profonda trasformazione dei compiti.
Le donne nel mondo STEM
La sottorappresentazione delle donne nelle professioni STEM, ovvero nei settori scientifici e tecnologici, è un problema a 360° che si fa sentire ancora di più con i nuovi sviluppi. Le donne sono meno presenti nei ruoli decisionali e progettuali, con la conseguenza di avere minore controllo sulle modalità con cui l’IA viene progettata, implementata e utilizzata nelle organizzazioni. Questo squilibrio può tradursi in un uso dell’IA poco attento alle differenze di genere e ai reali bisogni delle lavoratrici.
Le discriminazioni di genere
L’IA generativa non è una tecnologia neutra: i sistemi apprendono dai dati con cui vengono addestrati e, se questi riflettono stereotipi o pregiudizi di genere già presenti nella società e nelle organizzazioni, il rischio è quello di rafforzare discriminazioni esistenti. Ciò può manifestarsi nei processi di selezione del personale, nella valutazione delle prestazioni, nell’assegnazione dei carichi di lavoro o nelle opportunità di sviluppo professionale.
I rischi per la salute e sicurezza
Quanto emerge può determinare soprattutto condizioni di stress per le lavoratrici dovute a:
- Percezione di instabilità del proprio posto di lavoro;
- Mancanza di riconoscimento del valore del proprio lavoro;
- Percezione di eccessivo controllo;
- Mancanza di potere decisionale;
- Frustrazione e difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie per mancanza di formazione;
- Discriminazione sul posto di lavoro e violenze psicologiche;
- Compiti ripetitivi.
Conclusioni
Nell’analizzare le problematiche legate all’impiego dell’IA generativa, il diverso impatto sui generi è da considerare nella valutazione dei rischi, sia occupazionali sia legati agli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro.
In allegato il riepilogo sulla ricerca OIL in lingua inglese.
COSA DICE LA LEGGE
- D.Lgs. 81/2008: oltre all’obbligo di valutare tutti i rischi dell’art.28, inclusi quelli derivanti da organizzazione del lavoro, stress lavoro-correlato e differenze di genere.
- D.Lgs. 198/2006 – Codice delle Pari Opportunità.
- Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).
INDICAZIONI OPERATIVE
- Integrare nel DVR i rischi psicosociali legati all’IA generativa.
- Considerare le differenze di genere, età, provenienza e tipologia contrattuale nella valutazione.
- Garantire formazione adeguata e inclusiva sull’uso dell’IA, evitando che le lavoratrici restino escluse dai percorsi di aggiornamento tecnologico.
- Verificare che i sistemi di IA utilizzati non producano bias o discriminazioni nei processi di selezione, valutazione e gestione del personale.
- Assicurare trasparenza sul funzionamento degli strumenti di IA e mantenere sempre un controllo umano sulle decisioni automatizzate.
- Coinvolgere RLS, lavoratori e lavoratrici nei processi di introduzione delle nuove tecnologie;
- Monitorare nel tempo gli effetti dell’IA sulle condizioni di lavoro e sul benessere psicosociale, intervenendo tempestivamente in caso di criticità, tramite questionari, monitoraggio degli eventi sentinella e delle segnalazioni.
Per approfondire:
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