L’Ente Italiano di Normazione ha pubblicato la norma che stabilisce requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità del Tecnico qualificato per gli apparecchi di sollevamento

 

Cosa tratta?

La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del tecnico qualificato al controllo periodico di:

  • catene,
  • funi,
  • brache di sollevamento,
  • accessori di sollevamento,

ossia la figura professionale che effettua il controllo periodico autonomamente o nell’ambito di un’organizzazione, seguendo specifiche procedure e/o normative e/o istruzioni d’uso e manutenzione dei fabbricanti e/o linee guida.

La norma esclude l’ispezione e i controlli eseguiti dagli operatori e dal personale addetto alla manutenzione.

I requisiti del tecnico qualificato sono definiti a partire dai compiti e dalle attività specifiche, e sono declinati in termini di:

  • conoscenze,
  • abilità,
  • autonomia,
  • responsabilità,

in coerenza con il Quadro Nazionale delle Qualificazioni (QNQ). L’impostazione della norma è tale da favorire criteri omogenei e trasparenti per la valutazione della conformità, superando approcci eterogenei e difficilmente verificabili.

Il vero problema che la norma risolve

Uno dei nodi più critici nella gestione della sicurezza delle attrezzature di sollevamento è sempre stato il significato concreto dell’espressione “persona competente”. Il D.Lgs. 81/08, all’articolo 71 comma 8, richiede infatti che i controlli periodici siano effettuati da una persona competente, ma non ha mai fornito una definizione puntuale di cosa questo comporti in termini di requisiti professionali.

In assenza di criteri oggettivi condivisi, stabilire se una persona fosse realmente “competente” è diventato complesso, soprattutto a posteriori e in caso di infortunio.

È proprio su questo punto che interviene la UNI 12010. La norma colma un vuoto storico, definendo in modo strutturato e trasparente i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità del tecnico qualificato incaricato dei controlli periodici. In questo modo, la competenza non è più una valutazione implicita o discrezionale, ma diventa un requisito oggettivo, misurabile e, soprattutto, difendibile, sia sul piano tecnico sia su quello della responsabilità giuridica.

Livelli di qualificazione previsti

La norma distingue diversi livelli di qualificazione, superando l’idea del “tecnico unico”:

  • Tecnico Senior: controllo completo di catene, funi, brache e accessori.
  • Tecnico Junior – SG (sotto-gancio): brache e accessori di sollevamento.
  • Tecnico Junior – FC (funi e catene):funi e catene installate sugli apparecchi.

Per ciascun profilo sono descritti con precisione: compiti, limiti operativi, livello di autonomia decisionale, responsabilità.

 

Quando entra in vigore?

Entrata in vigore il 12 marzo 2026.

 

Cosa dice la legge?

  • D.lgs. 81/08 art. 71 co. 8: il Datore di Lavoro deve provvedere affinché le attrezzature siano sottoposte ad interventi di controllo periodici e straordinari, a carico di persona competente.

 

Indicazioni operative

  • Rivedere formalmente il concetto di “persona competente” nei controlli: è opportuno aggiornare procedure, istruzioni e deleghe, facendo espresso riferimento ai requisiti professionali definiti dalla UNI 12010, così da rendere il criterio di competenza chiaro, oggettivo e documentabile.
  • Qualificare e mappare i tecnici interni ed esterni: è consigliabile procedere a una mappatura dei soggetti che effettuano i controlli periodici, distinguendo tra: tecnici interni all’organizzazione e fornitori e consulenti esterni. Per ciascuno, andrebbero verificati e documentati il livello di qualificazione (Senior, Junior SG, Junior FC), le competenze possedute e la coerenza con quanto previsto dalla norma UNI 12010.
  • Integrare la UNI 12010 nel sistema di gestione H&S: la norma non dovrebbe restare un riferimento isolato, ma essere integrata nel sistema di gestione della salute e sicurezza.
  • Rafforzare la tracciabilità delle attività di controllo: alla luce della maggiore attenzione sulla competenza del controllore, le organizzazioni dovrebbero garantire una tracciabilità completa dei controlli periodici.
  • Investire su formazione e aggiornamento continuo: pianificare percorsi di formazione coerenti con i requisiti della norma per i tecnici interni e richiedere evidenze di aggiornamento professionale ai fornitori esterni.