Un settore che evolve, ma dove la mortalità sul lavoro resta tra le più elevate

 

Cosa tratta?

L’agricoltura rappresenta uno dei pilastri storici e produttivi del sistema Italia, tuttavia nonostante l'evoluzione tecnologica, l'ammodernamento delle tecniche colturali e le normative sempre più stringenti, la percentuale degli eventi mortali sul totale delle denunce di infortunio che pervengono all’Istituto, rimane costantemente intorno allo 0,5%, contro lo 0,2% medio dell’Industria e servizi.

Nel 2024 le denunce di infortunio con esito mortale sono state 143, di cui 114 in occasione di lavoro e 29 in itinere.

Dal punto di vista geografico, si rileva, sempre per l’anno 2024, che è il Nord-Est la zona più colpita con 37 infortuni mortali, appena sotto il Sud con 36, e il Centro con 27. Nel 2024 le Regioni con il maggior numero di eventi mortali sono state la Puglia (20 casi) e l'Emilia-Romagna (15), aree caratterizzate da un'intensa attività agricola meccanizzata o da terreni collinari che favoriscono l'instabilità dei mezzi.

Nel periodo 2020-2024 gli uomini rappresentano il 97% delle vittime e quasi il 55% di loro è compreso nella fascia di età over55, infatti, molti infortuni colpiscono pensionati o lavoratori esperti che sottovalutano il rischio per eccesso di confidenza.

Tenendo a mente la peculiarità del settore, si comprende agevolmente il motivo per cui sono le fratture (46,2%), le contusioni (30,4%) e le lesioni (16,8%) a spiegare più del 93% degli infortuni mortali definiti positivi e al netto dei non determinati, mentre per quanto concerne la sede della lesione è il cranio con 148 eventi nel quinquennio a detenere lo sconfortante record.

Inoltre, prendendo in esame gli infortuni mortali accertati positivi in occasione di lavoro, la perdita di controllo di una macchina o di un animale e lo scivolamento o inciampamento, si confermano la prima causa di morte del settore, il 69% dei decessi.

 

Cosa dice la legge?

  • Testo Unico Infortuni sul Lavoro - D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124: norma cardine dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro): è la norma cardine per la sicurezza sul lavoro in tutti i settori, inclusa l’agricoltura.
  • Decreto Interministeriale 30 novembre 2012: integra il D.Lgs. 81/08 imponendo l’obbligo di redigere il DVR anche alle aziende con meno di 10 lavoratori, eliminando l’autocertificazione.

 

Indicazioni operative

  • Redigere e aggiornare il DVR: obbligatorio per tutte le aziende agricole, anche con meno di 10 lavoratori.
  • Mantenere e rendere disponibili i documenti obbligatori, come: registri di verifica periodica dei mezzi di sollevamento, schede di sicurezza delle sostanze, piano di emergenza aziendale, ecc..
  • Usare macchine conformi alla normativa tecnica vigente (Regolamento/ Direttiva Macchine) e garantire la manutenzione periodica.
  • Adeguare i trattori con dispositivi di protezione (ROPS e cinture).
  • Sostituire macchine obsolete sfruttando incentivi INAIL (es. bandi Isi) per migliorare la sicurezza complessiva.
  • Verificare che PTO, cardani e organi in movimento siano protetti e che i lavoratori siano formati sul loro uso.
  • Pianificare formazione obbligatoria e aggiornamento periodico su: uso sicuro dei mezzi, DPI, rischi chimici, biologici e fisici, movimentazione manuale dei carichi, lavoro in pendenza e con animali, ecc..
  • Pianificare le attività riducendo i tragitti rischiosi, tenendo conto delle evidenze sugli infortuni in itinere.
  • Aggiornare il DVR includendo anche i rischi legati agli spostamenti casa–lavoro, come raccomandato nelle analisi sul rischio di tragitto.
  • Conservare e aggiornare le schede di sicurezza dei prodotti fitosanitari.
  • Tenere aggiornato il registro dei trattamenti e garantire un corretto smaltimento delle acque reflue.
  • Applicare procedure per rischio chimico secondo DVR, includendo l’uso di DPI specifici (maschere, guanti, tute).
  • Fornire caschi, occhiali, guanti, calzature antiscivolo, protezioni acustiche e respiratorie ove necessari.
  • Fornire addestramento specifico sull’uso dei DPI critici (es. imbracature, cuffie anti-rumore).
  • Adottare sistemi di comunicazione (app, radio) e procedure di allerta rapida per i lavori in solitudine.
  • Eseguire sempre a motore spento e con organi di movimento immobilizzati le operazioni di manutenzione.