Il nuovo Quaderno di ricerca INAIL n. 27 analizza il rischio NaTech da eventi sismici negli stabilimenti soggetti alla Direttiva Seveso III, proponendo un approccio integrato tra sicurezza industriale, ingegneria strutturale e tecnologie innovative.

Di cosa tratta:

Il documento affronta in modo sistematico il tema degli incidenti NaTech (Natural Hazards Triggering Technological Disasters), con specifico riferimento agli eventi sismici che possono innescare incidenti rilevanti negli stabilimenti industriali con presenza di sostanze pericolose.

Partendo dal quadro normativo introdotto dal D.Lgs. 105/2015 (Seveso III), viene evidenziato come la valutazione dei rischi debba includere anche le cause naturali, integrando il rischio sismico nei principali strumenti gestionali: Rapporto di Sicurezza, Sistema di Gestione della Sicurezza e Piani di Emergenza.

Il lavoro definisce il rischio sismico come combinazione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, sottolineando la necessità di considerare sia gli effetti strutturali (stabilità delle opere) sia quelli non strutturali (malfunzionamento di apparecchiature e sistemi di sicurezza).

Viene quindi proposta una metodologia operativa articolata che include:

  • analisi della pericolosità sismica del sito (anche tramite approcci probabilistici come PSHA);
  • valutazione della vulnerabilità delle apparecchiature critiche (serbatoi, tubazioni, strutture);
  • analisi delle possibili sequenze incidentali e degli effetti domino;
  • stima quantitativa del rischio e della frequenza di superamento degli eventi.

Un contributo rilevante del documento riguarda l’impiego di tecnologie innovative, tra cui sensori smart e sistemi UAS (droni), per il monitoraggio in tempo reale degli impianti e la gestione delle emergenze, migliorando la capacità di risposta e prevenzione.

Indicazioni operative:

  • Integrare il rischio NaTech nei documenti di sicurezza (SGS, Rapporto di Sicurezza, PEI/PEE);
  • Effettuare analisi di pericolosità sismica sito-specifiche;
  • Identificare e classificare le apparecchiature critiche ai fini sismici;
  • Valutare la vulnerabilità tramite analisi di fragilità e modelli strutturali;
  • Analizzare scenari incidentali e possibili effetti domino;
  • Definire priorità di intervento attraverso strumenti di screening del rischio;
  • Implementare sistemi di monitoraggio (sensori deformazione, accelerazione, temperatura, rilascio sostanze);
  • Utilizzare tecnologie UAS per ispezioni e gestione emergenze;
  • Integrare misure di mitigazione strutturali e impiantistiche;
  • Aggiornare i piani di emergenza considerando scenari sismici.

Conclusioni:

Il Quaderno INAIL evidenzia come il rischio NaTech da sisma rappresenti una criticità crescente per gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. L’approccio tradizionale alla sicurezza industriale risulta insufficiente se non integrato con l’analisi degli eventi naturali. L’adozione di metodologie strutturate e tecnologie innovative consente di migliorare significativamente la resilienza degli impianti, riducendo la probabilità e l’impatto degli incidenti. La gestione integrata del rischio si configura quindi come elemento chiave per la tutela di lavoratori, ambiente e comunità.


Per maggiori approfondimenti si allega il documento completo pubblicato sul sito INAIL.