La riforma del Terzo settore entra a regime: nuovo fisco per gli ETS (dal 1/1/2026), migrazione Onlus al RUNTS (entro 31/3/2026), rinvio IVA al 2036, controlli triennali, bilanci entro 180 giorni, 5 per mille a 610 milioni e competenze da volontariato certificabili. Per RSPP, HSE e HR significa volontari tutelati e tracciati, procedure semplici e digitali, auditabilità costante e cultura della sicurezza misurabile.

Cosa tratta :

Il non profit italiano ha cambiato marcia. Non è solo un aggiornamento di norme: è l’avvio di un ecosistema più trasparente, tracciabile e responsabile, con ricadute dirette su chi si occupa di salute e sicurezza e di gestione del personale, dentro e fuori gli enti del Terzo settore. Dal 1° gennaio 2026 è operativo il Titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS), cioè il nuovo impianto fiscale degli ETS; il via libera è arrivato con la comfort letter UE del marzo 2025, che ha anche chiarito che molti sostegni pubblici al non profit non sono “aiuti di Stato” in senso stretto. Nel frattempo, si chiude un’epoca: le Onlus devono scegliere se migrare al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) entro il 31 marzo 2026, pena la fine della qualifica e regole nuove sul patrimonio; le strade di arrivo sono diverse (ETS “generici”, enti filantropici, APS/ODV o impresa sociale), con impatti organizzativi e di compliance da pianificare con attenzione. Sul fronte IVA, la riforma evita il salto nel vuoto: il passaggio dal regime di esclusione al regime di esenzione è rinviato al 1° gennaio 2036. Un tempo lungo, utile ad adeguare processi e sistemi, limitando il rischio di errori contabili e operativi.

Perché questa riforma interessa sicurezza, HSE e HR

Il cuore della trasformazione tocca la gestione dei volontari, la trasparenza dei bilanci, i controlli e la rendicontazione: quattro snodi che, nella pratica, sono processi di organizzazione del lavoro e gestione del rischio.

  • Volontari più tutelati, organizzazioni più responsabili. Il CTS impone a tutti gli ETS che impiegano volontari di tenere un registro dei volontari (anche digitale) e di assicurarli per infortuni, malattie connesse e responsabilità civile verso terzi. I rimborsi spese devono essere effettivi, documentati e, se autocertificati, dentro soglie precise. Per APS e ODV restano i vincoli sul rapporto tra volontari e lavoratori retribuiti. Per chi fa HSE questo significa integrare i volontari nel DVR, nella formazione, nella sorveglianza e nelle procedure di emergenza, con evidenze documentali facilmente auditabili.
  • Competenze dal volontariato: un ponte verso il lavoro. Con il DM 31 luglio 2025 entrano criteri nazionali per individuare, validare e certificare le competenze maturate nel volontariato (almeno 60 ore in 12 mesi, tutoraggio e documento di trasparenza). La spendibilità arriva nella scuola, all’università, nei concorsi e, ove previsto, nelle selezioni del lavoro privato. Per gli HR è una miniera di soft skills certificate e tracciabili, utili anche in programmi di volontariato aziendale.
  • Controlli più chiari, più frequenti (ma proporzionati). Il DM 125/2025 organizza controlli ordinari triennali sugli ETS (con piani annuali), affidati a RUNTS, Reti associative nazionali e CSV: si verificano statuti, attività prevalenti, bilanci, registro e assicurazione dei volontari, bilancio sociale sopra soglia, assetti e comunicazioni. Per i micro-enti (entrate ≤ 60.000 €) controlli ridotti su 7 aspetti. La logica è di autocontrollo assistito e di responsabilizzazione, con verbali standard, tempi certi e possibili esiti di regolarizzazione o cancellazione. Per RSPP e HSE vuol dire auditabilità costante dei presidi organizzativi e documentali.
  • Trasparenza economica e accountability. I bilanci ETS si depositano entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, con schemi standard (DM 5 marzo 2020): bilancio ordinario sopra 300.000 €, rendiconto per cassa sotto, e — per gli enti con componenti economiche molto basse — un rendiconto “aggregato” in arrivo con decreto attuativo. Sopra il milione di entrate scatta il bilancio sociale. Tempi, formati e pubblicazione rendono il sistema misurabile e comparabile.
  • Più risorse sul 5 per mille. Dal 2026 il tetto sale a 610 milioni di euro; l’accredito va chiesto espressamente in RUNTS con IBAN e adempimenti di rendicontazione e pubblicazione (entro 12 mesi, con obblighi rafforzati ≥ 20.000 €). Un incentivo in più a gestire bene dati, evidenze e scadenze.

Una cultura della sicurezza che passa da processi e dati

Chi guida sicurezza e HR nelle organizzazioni del Terzo settore, o nelle aziende che co-progettano con gli ETS, oggi ha davanti una strada chiara: mettere a sistema obblighi, ruoli e flussi, trasformandoli in procedure semplici, digitali e verificabili. Il registro volontari diventa registro elettronico; le polizze si allineano ai profili di rischio reali; la formazione si pianifica e si traccia con evidenze; le riunioni e le delibere viaggiano in PEC e firme digitali; i bilanci e i rendiconti stanno in un DMS ordinato, con permessi e versioning; i controlli RUNTS/Rete/CSV smettono di essere un’incognita e diventano una checklist periodica.

Non è solo adempimento: con dati in ordine si lavora meglio sul campo — dai Piani di Emergenza alla gestione DPI, dalla formazione specifica alla comunicazione del rischio — e si costruisce, giorno dopo giorno, quella cultura della sicurezza che rende gli interventi efficaci, credibili e sostenibili.

COSA DICE LA LEGGE

Quando parte davvero il nuovo fisco degli ETS : Dal 1° gennaio 2026 è in vigore il Titolo X del CTS. L’avvio è stato sbloccato dalla comfort letter della Commissione UE del marzo 2025.

Onlus: ultima chiamata RUNTS : Le Onlus devono chiedere l’iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026 scegliendo la sezione più coerente (ETS, APS/ODV, ente filantropico, impresa sociale). La perdita della qualifica Onlus non comporta automaticamente scioglimento; nuove regole per il patrimonio.

IVA: rinvio decennale : Il passaggio dal regime di esclusione al regime di esenzione slitta al 1° gennaio 2036.

Volontari: registro e assicurazione : Tutti gli ETS che impiegano volontari tengono un registro (anche digitale) e li assicurano per infortuni, malattie correlate e RC; rimborsi solo spese effettive con limiti e condizioni. Per APS/ODV valgono i vincoli su prevalenza volontari e limiti ai lavoratori retribuiti.

Competenze dal volontariato : Il DM 31 luglio 2025 introduce criteri uniformi per individuazione, validazione e certificazione delle competenze maturate nel volontariato (minimo 60 ore/12 mesi, tutoraggio, documento di trasparenza), spendibili in scuola, PA e lavoro.

Controlli sugli ETS : Il DM 125/2025 stabilisce controlli ordinari ogni 3 anni (ridotti per micro-enti) e straordinari a cura di RUNTS, Reti associative e CSV, con verbali standard e tempi certi.

Bilanci e trasparenza : Deposito entro 180 giorni dalla chiusura esercizio con schemi DM 5/3/2020; bilancio sociale oltre 1 milione di entrate.

5 per mille : Dal 2026 tetto a 610 milioni e obblighi di rendicontazione e pubblicazione entro 12 mesi dall’incasso (rafforzati sopra i 20.000 €).  

INDICAZIONI OPERATIVE (per RSPP, HSE Manager, HR)

  1. Registro volontari digitale: attivate un registro elettronico conforme (inalterabilità e data certa), integrato con anagrafiche, presenze, mansioni e coperture assicurative. Automatizzate l’aggiornamento delle polizze e la conservazione decennale.
  2. DVR e formazione: includete i volontari nel perimetro di rischio (luoghi, attrezzature, fragilità, turni), definite briefing di sicurezza e registrate evidenze (presenze, test, attestati) in un LMS con reminder.
  3. Procedure “semplici e sicure”: per attività ripetitive predisponete istruzioni visive a prova d’errore, checklist brevi e segnalazioni near-miss via app.
  4. Competenze e HR: mappate ruoli e skill sviluppate nel volontariato; per i giovani, attivate percorsi conformi al DM 31/7/2025 (progetto, tutor, evidenze) e integrate i documenti di trasparenza nel dossier del personale.
  5. Controlli RUNTS-ready: predisponete un cruscotto con: statuto aggiornato, libri sociali, bilanci (schemi DM 5/3/2020), registro volontari, polizze, pubblicazioni e comunicazioni RUNTS. Pianificate auto-verifiche semestrali sui 18 punti dei controlli ordinari (versione ridotta per micro-enti).
  6. Bilanci e 5 per mille: calendarizzate le scadenze (deposito entro 180 giorni, rendiconto 5 per mille entro 12 mesi, pubblicazione e comunicazione), con workflow e firma digitale degli atti.
  7. Whistleblowing e 231: per gli enti sopra soglia attivate un canale interno riservato, con istruzioni chiare e formazione essenziale; coordinate OdV e organo di controllo come flusso informativo regolare.

 Il 20% che conta (per l’80% dei risultati)

  1. Volontari tracciati e assicurati, integrati in DVR e formazione: qui si gioca gran parte del rischio reale.
  2. Documenti, bilanci e scadenze in un unico flusso digitale: riduce errori, velocizza i controlli e libera tempo per la prevenzione.
  3. Competenze certificate dal volontariato: valore per HR e leva per l’ingaggio delle persone. 4) Auto-valutazione periodica sugli standard RUNTS: evitare le emergenze è più semplice (e meno costoso) che rincorrerle.