La Direttiva (UE) 2024/1203, entrata in vigore il 20 maggio 2024, porta una svolta nella tutela dell’ambiente, introducendo nuovi reati penali in materia di ambiente. Il 20 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che costituirà l’attuazione della direttiva europea.

Cosa tratta:

La direttiva, di cui il Consiglio dei Ministri ha discusso il decreto di attuazione, ha lo scopo di contrastare con maggiore impegno gli eco-delitti, l’inquinamento e le minacce alla biodiversità. Il provvedimento amplia la lista dei reati ambientali e prevede sanzioni più severe per le persone fisiche, giuridiche, società e associazioni, comportando anche modifiche al D.Lgs. 231/01. Per gli enti, in particolare, saranno previste sanzioni pecuniarie fino a 3 o al 5% del fatturato.

Il recepimento della Direttiva sulla tutale penale dell’ambiente

Entro il 21 maggio 2026, gli Stati Membri sono chiamati a recepire la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE. Viene richiesto specificatamente agli Stati Membri di corrispondere sanzioni penali per i reati introdotti.

Con la seduta del 20 gennaio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di attuazione, che recepisce le disposizioni aggiornando il Codice penale. Per favorire il coordinamento e la cooperazione fra le autorità competenti volte a giudicare i nuovi reati, il Consiglio istituisce il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale presso la Procura generale presso la Corte di cassazione.

La nota dispone inoltre che entro il 21 maggio 2027 il Parlamento prepari la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, per definire priorità e assegnazione delle risorse.

I reati introdotti

La nuova direttiva e così il decreto legislativo introducono alcune nuove categorie di eco-delitti. Alcuni reati riguardano la produzione e il commercio di sostanze nocive, ozono-lesive e gas a effetto serra. Fra i reati penali vengono inserite attività impattanti come il commercio illegale di legname, l’estrazione illegale di acqua e il riciclaggio illegale delle navi.

Sono previste sanzioni più severe in caso in cui i reati commessi provochino effetti gravi sull’ambiente, duraturi o irreversibili. L’introduzione di reati relativi al commercio di sostanze pericolose, comporta che vengano presi in considerazione anche gli effetti sui consumatori, e non solo sull’ambiente e la popolazione che vive nei luoghi dove i reati si verificano.

Quando entra in vigore

La Direttiva (UE) 2024/1203 è entrata in vigore il 20 maggio 2024. Il decreto legislativo dovrà proseguire l’iter di approvazione in Parlamento.

In allegato il testo della Direttiva (UE) 2024/1203. 

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Aggiornare il modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/01, per assicurare del sistema di compliance ambientale.
  2. Mappare e valutare aspetti e rischi ambientali e implementare programmi di monitoraggio per individuare tempestivamente anomalie e superamenti dei limiti normativi.
  3. Formare i lavoratori anche sui rischi ambientale, gestione degli aspetti ambientali sui quali ha impatto l’attività e sul proprio modello organizzativo.
  4. Implementare canali di whistleblowing ambientale, per raccogliere in modo anonimo le segnalazioni interne riguardanti illeciti ambientali.