INAIL ha reso noti i primi numeri degli infortuni registrati nel 2025

 

Cosa tratta?

La premessa doverosa è che questi sono dati preliminari relativi all'intero anno appena conclusosi. Come sottolineato nei comunicati mensili, si tratta di dati provvisori e soggetti nei mesi successivi a consolidamenti, sia nel numero complessivo delle denunce (in particolare per quelle di esito mortale), sia nella distribuzione delle variabili, a seguito dei consueti processi di verifica e aggiornamento delle pratiche.

Le denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’Inail per il 2025 risultano, in via provvisoria, 598mila, con un incremento dell’1,4% rispetto alle 590mila dell’anno precedente, 8mila casi in più. Un aumento percentualmente contenuto e da interpretare anche alla luce della crescita del mercato del lavoro nel medesimo periodo.

Innanzitutto, la distinzione tra lavoratori e studenti. Le denunce per gli studenti nel 2025 sono state quasi 81mila (pari al 14% del totale), in aumento del 3,8% rispetto al 2024 (3mila denunce in più). Al netto delle denunce studentesche, per i soli lavoratori l’incremento si ferma all’1,0%, da quasi 512mila del 2024 a quasi 517mila del 2025, 5mila in più.

Approfondendo per modalità di accadimento dell’infortunio, si rileva che per i lavoratori ad aumentare sono più i casi in itinere che quelli in occasione di lavoro, sia in termini percentuali che assoluti. Se i primi aumentano di 3mila casi (da 97mila denunce a 100mila, +3,2%), gli infortuni in occasione di lavoro crescono di 2mila, da 415mila a 417mila (+0,5%).

L’analisi dei singoli settori di attività evidenzia dinamiche contrastanti. “Industria e servizi” e “Conto Stato – dipendenti” hanno la solita variazione dal 2024 al 2025, con un aumento del 0,7%, ma con numeri ben diversi, 374.025 per il primo e 19.180 per il secondo (anno 2025).

Per quanto riguarda il genere, nel 2025 aumentano solo gli infortuni femminili (+2,0%), rappresentanti il 32,2% dei casi mentre per gli uomini si registra un lievissimo calo del -0,2%. I numeri aumentano per entrambi i sessi in tutte le classi di età, salvo per la fascia tra i 35 e i 49 anni (-0,4% per le donne, -2,7% per gli uomini); tra gli ultra 64enni gli incrementi percentuali più consistenti (+11,6% per le donne, +7,6% per gli uomini).

Anche per paese di nascita l’andamento è alternato: gli infortuni occorsi a lavoratori nati in Italia diminuiscono dello 0,5% mentre per i nati all’estero aumentano del 3,7%.

Territorialmente, Centro e Isole registrano un aumento delle denunce di quasi il 3% (rispettivamente 2,9% e 2,5%) mentre nel Nord-Ovest calano del -1,4%; stabili Nord-Est e Sud.

 

Cosa dice la legge?

  • D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124: Testo unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

·       Art. 53: impone al datore di lavoro l’obbligo di denuncia all’INAIL nei casi di infortuni con prognosi superiore a 3 giorni o mortali (entro 2 giorni o 24 h per eventi gravi).

·       Art. 139: disciplina l’elenco delle malattie professionali per cui è obbligatoria la denuncia.

  • D.Lgs. 81/2008: Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.
    • Art. 18: attribuisce al datore di lavoro l’onere della denuncia e della comunicazione all’INAIL anche a fini statistici.

 

Indicazioni operative

1.Rafforzare la sorveglianza degli infortuni “sentinella

  • istituire un monitoraggio mensile degli eventi “sentinella”;
  • prevedere una verifica immediata dei near miss;
  • aggiornare la valutazione dei rischi con focus sulle cause prossime e remote.

2.Migliorare la qualità dell’analisi infortuni

  • adottare un metodo di root cause analysis (5 perché, Albero dei guasti, Tripod Beta, ecc.);
  • inserire una sezione dedicata ai comportamenti sicuri/insicuri osservati;
  • integrare le informazioni nel sistema di gestione aziendale.

3.Aggiornare la formazione su rischi emergenti e ricorrenti

  • micro-sessioni formative mirate (20–30 minuti);
  • addestramenti pratici su procedure critiche;
  • pillole video/schede operative per i reparti.

4.Rafforzare la comunicazione interna della sicurezza

Molti incidenti derivano da mancata percezione del rischio

  • promuovere una campagna trimestrale basata sui principali indicatori aziendali;
  • condividere poster e infografiche con i punti critici (scale, attrezzature, movimentazione carichi…);
  • pianificare brevi briefing settimanali condotti dai preposti.

5.Revisione mirata delle procedure operative

  • individuare 3–5 procedure critiche da aggiornare entro metà anno;
  • coinvolgere lavoratori esperti e preposti nella revisione;
  • prevedere test sul campo prima dell’adozione definitiva.

6. Migliorare la gestione del rischio psicosociale

Le statistiche mostrano spesso correlazioni tra stress lavoro-correlato e infortuni

  • prevedere un monitoraggio degli indicatori di benessere (turnover, assenze brevi, conflittualità…);
  • programmare colloqui periodici dei preposti sulle criticità percepite;
  • promuovere iniziative di supporto (sportello ascolto, job rotation, formazione sulle soft skills).

7. Focus sui lavoratori neoassunti e somministrati

Statisticamente risultano tra i più esposti

  • prevedere programmi di affiancamento minimo di 30 giorni;
  • pianificare briefing quotidiani durante il primo mese;
  • programmare percorsi formativi dedicati alla familiarizzazione con i rischi reali.

8. Creare un cruscotto annuale di indicatori

Utilizzare KPI aziendali, ad esempio: Indice di frequenza, Indice di gravità, Near miss, Tasso di formazione effettuata vs programmata, Segnalazioni dei lavoratori, Audit e ispezioni interne, ecc..