Il Portale Agenti Fisici (PAF) di Inail ha reso disponibili le più recenti linee guida per la definizione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ai campi elettromagnetici e per l’applicazione delle misure di tutela previste dalla normativa vigente.

Cosa tratta:

Con la diffusione delle tecnologie nell’ambito delle telecomunicazioni, spesso sorgenti CEM, lo studio e la prevenzione degli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici diventa sempre più rilevante.

Il documento pubblicato sul PAF, a cura dell’Associazione Italiana Radioprotezione Medica, fornisce un quadro completo sulla gestione del rischio da campi elettromagnetici nei luoghi di lavoro, includendo:

  • caratteristiche fisiche dei campi;
  • principali sorgenti occupazionali;
  • effetti sulla salute;
  • criteri di valutazione del rischio;
  • ruolo del medico competente;
  • protocolli di sorveglianza sanitaria.

Tipologie di fonti di emissione

Quando trattiamo esposizione a CEM ci riferiamo a radiazioni non ionizzanti (NIR), con frequenza inferiore a quella della luce infrarossa, fino a 300 GHz. Le radiazioni non ionizzanti si dividono in radiazioni a bassa frequenza (ELF) e frequenza intermedia (IF) e radiazioni ad alta frequenza (RF), ovvero radiofrequenza e microonde.

I due gruppi di onde elettromagnetiche interagiscono in modo differente con gli organismi viventi e comportano rischi diversi per la salute umana.

Un esempio molto diffuso di campi ELF sono quelli generati dagli impianti di distribuzione dell’energia elettrica, dove principalmente le frequenze rimangono fra i 50 e 60 Hz.  Altre fonti molto diffuse sono le antenne, i sistemi RFID, le risonanze magnetici e altre apparecchiature medicali, le saldatrici e i forni industriali.

Gli effetti sulla salute

Gli effetti sulla salute sono distinti in base alle modalità di interazione con i tessuti, ai tempi di esposizione necessari affinché si manifestino e alla possibilità di conoscere con certezza il rapporto causa-effetto.

Gli effetti diretti: derivano dall’interazione diretta con il corpo umano e si possono distinguere in:

  • effetti accertati, che sono di tipo acuto, per lo più parliamo di effetti termici dovuti al riscaldamento dei tessuti;
  • effetti non accertati, di tipo acuto o a lungo termine. Nel primo caso si parla soprattutto di “ipersensibilità elettromagnetica”, nel secondo ci riferiamo alla possibile cancerogenesi.

Gli effetti indiretti sono quelli, ad esempio, dovuti a fenomeni di interferenza dei campi elettromagnetici esterni con il funzionamento di apparecchiature e dispositivi medici impiantabili o indossabili attivi.

La sorveglianza sanitaria

Il ruolo del medico competente è ovviamente essenziale:

  • Collabora alla Valutazione dei Rischi: contribuisce alla corretta analisi delle sorgenti di CEM, dei livelli di esposizione e dei lavoratori potenzialmente esposti.
  • Definisce dei protocolli sanitari: stabilisce visite, periodicità e accertamenti clinici in funzione del tipo di CEM, della mansione e delle condizioni individuali.
  • Fornisce informazione e formazione: partecipa alla formazione dei lavoratori su rischi, misure preventive, sintomi sensoriali e comportamenti sicuri.
  • Gestisce con competenza i casi particolari: valuta condizioni di sensibilità individuale (es. vertigini, disturbi neurologici, impianti attivi o passivi, gravidanza), stabilendo eventuali limitazioni o misure aggiuntive.

In tutto questo, deve mantenere una comunicazione puntuale con il datore di lavoro.

Essendo molti degli effetti incerti o tali da presentarli dopo anni di esposizione, avere protocolli ben studiati e una raccolta documentata, chiara e completa del quadro clinico dei lavoratori è essenziale per:

  • verificare la compatibilità tra le condizioni di salute del lavoratore e l’esposizione a CEM;
  • individuare precocemente eventuali effetti sanitari correlabili all'esposizione;
  • identificare lavoratori particolarmente sensibili (es. portatori di dispositivi medici impiantabili, patologie preesistenti, gravidanza);
  • fornire indicazioni operative al Datore di Lavoro per migliorare prevenzione e protezione.

La sorveglianza sanitaria deve essere attivata quando:

  1. la valutazione del rischio indica esposizioni significative rispetto ai valori di attenzione (VA) o in prossimità dei valori limite di esposizione (VLE);
  2. sono presenti lavoratori particolarmente sensibili (DMIA, dispositivi indossabili, gravidanza);
  3. si verificano superamenti dei VLE;
  4. un lavoratore segnala disturbi riconducibili ai CEM (vertigini, fosfeni, nausea, disturbi cognitivi).

Conclusioni

Oltre al rispetto di VLE e VA previsti dalla normativa, nella prevenzione dei rischi CEM gioca un ruolo fondamentale la sorveglianza sanitaria e la collaborazione fra datore di lavoro e medico competente, Laddove, infatti, vengono rispettati i limiti di legge di emissione, è importante soprattutto individuare i soggetti più fragili e i segnali che possono anticipare patologie più gravi, per ridurre l’esposizione.

In allegato il testo integrale delle linee guida.

COSA DICE LA LEGGE

I principali riferimenti normativi individuati nel documento sono:

  • D.lgs. 81/2008, Titolo VIII – Agenti Fisici, Capo IV (CEM).
  • D.lgs. 159/2016, recepimento della Direttiva 2013/35/UE sulle esposizioni professionali a CEM.
  • Raccomandazione Europea 1999/519/CE per i limiti di esposizione della popolazione generale.
  • Indicazioni tecniche e limiti delle Linee Guida ICNIRP (1998, 2009, 2010, 2014, 2020).

INDICAZIONI OPERATIVE

  1. Effettuare la valutazione del rischio CEM considerando livelli, modalità e durata dell’esposizione.
  2. Identificare i lavoratori esposti e i soggetti particolarmente sensibili (es. portatori di DMIA, donne in gravidanza).
  3. Applicare misure tecniche e organizzative per ridurre l'esposizione, garantendo il rispetto dei VLE e VA.
  4. Garantire formazione e informazione mirata sui rischi CEM, inclusi effetti sensoriali e interferenze con dispositivi medici.
  5. Attivare la sorveglianza sanitaria quando prevista dalla valutazione del rischio.
  6. Collaborare con il medico competente nella predisposizione dei protocolli sanitari e nella gestione delle idoneità.
  7. Segnalare e analizzare eventuali superamenti dei limiti o comparsa di effetti indesiderati.
  8. Assicurare corretta manutenzione e controllo delle attrezzature che generano campi elettromagnetici.