La Commissione Europea ha pubblicato le nuove linee guida 2025 per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza legati all'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro. Questo documento, sviluppato per supportare l'attuazione della Direttiva rivista sull'amianto (Direttiva (UE) 2023/2668), fornisce un quadro pratico e aggiornato per datori di lavoro, lavoratori e autorità competenti.

Di cosa tratta:

Il documento rappresenta una guida operativa completa, non vincolante, che aggiorna le precedenti indicazioni UE, integrando i recenti sviluppi legislativi, tecnici e scientifici. Sebbene l'amianto sia stato bandito nell'UE (con divieto totale nel 2005 e restrizioni REACH nel 2006), esso rimane presente in milioni di edifici, infrastrutture, navi e macchinari costruiti prima dei divieti.

I punti focali del documento includono:

  • Ambito di applicazione esteso: non si limita al settore edile (ristrutturazioni e demolizioni), ma copre settori specifici come miniere, cave, ingegneria civile, servizi di emergenza (Vigili del Fuoco), e la manutenzione di navi, treni e aeromobili;
  • Nuovi limiti di esposizione: la guida prepara all'abbassamento dei limiti di esposizione professionale (OEL). Si prevede una transizione verso un limite di 0,01 fibre/cm³ fino al 2029, per poi scendere a 0,002 fibre/cm³ (escluse le fibre sottili) o mantenere 0,01 includendo le fibre sottili, a seconda della scelta dello Stato Membro.
  • Tecnologie di misurazione: viene sancita la necessità di passare dalla microscopia ottica a contrasto di fase (PCM) alla microscopia elettronica (SEM/TEM), l'unica in grado di rilevare le fibre più sottili e pericolose, che sfuggono ai vecchi metodi
  • Tipi di esposizione: viene introdotta una distinzione chiara tra esposizione attiva (lavorare direttamente sull'amianto), esposizione passiva (lavorare in un edificio dove l'amianto si sta degradando) ed esposizione secondaria (portare fibre a casa su abiti o capelli).

Indicazioni operative:

La guida offre istruzioni pratiche per tutti i processi legati alla rimozione, bonifica e smaltimento dell’amianto:

Valutazione e gestione del rischio 

Prima di qualsiasi attività a rischio, è obbligatorio valutare la natura e il grado di esposizione dei lavoratori. La rimozione dell'amianto deve avere la priorità su altre forme di manipolazione. Per le demolizioni e le rimozioni, deve essere redatto un piano di lavoro dettagliato e, se richiesto, notificato alle autorità competenti prima dell'inizio dei lavori.

Identificazione dell’amianto

Prima di iniziare lavori su edifici o strutture costruite prima del divieto nazionale sull'amianto, i datori di lavoro devono identificare i materiali contenenti amianto (MCA). Se le informazioni non sono disponibili, è obbligatorio far eseguire un'ispezione da un operatore qualificato, ricorrendo a campionamenti massivi o del suolo, poiché l'ispezione visiva da sola non è affidabile.

Monitoraggio dell’aria

Il campionamento dell'aria verifica il rispetto dei limiti di esposizione professionale (OEL). Entro il 21 dicembre 2029, i datori di lavoro dovranno garantire che i lavoratori non siano esposti a concentrazioni superiori a 0,01 fibre/cm³. Il conteggio delle fibre dovrà passare a tecnologie più precise, come la microscopia elettronica. La guida suggerisce l'uso di software di intelligenza artificiale accoppiati ai microscopi elettronici per scansionare i filtri, aiutando i tecnici a rilevare le fibre in modo più rapido e affidabile.

Esposizione passiva 

Riguarda i lavoratori operanti vicino a cantieri di bonifica o in edifici con MCA degradati. Per ridurre questo rischio è necessario ispezionare regolarmente le strutture, limitare l'accesso alle aree contaminate e procedere con incapsulamento o rimozione sicura in caso di degrado.

Misure di controllo 

Deve essere seguita una gerarchia di controllo: eliminazione del pericolo, misure tecniche (es. soppressione delle polveri tramite bagnatura, aspirazione localizzata, uso di cabine in pressione negativa), misure organizzative (es. segnaletica di pericolo e delimitazione aree) e, infine, dispositivi di protezione individuale (DPI).

Formazione 

Tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti devono ricevere una formazione obbligatoria. Questa deve coprire le proprietà dell'amianto, le pratiche di lavoro sicure, l'uso corretto dei DPI (inclusi i test di tenuta dei respiratori) e le procedure di decontaminazione ed emergenza.

Sorveglianza Sanitaria

È obbligatoria una valutazione medica prima dell'inizio dell'esposizione e, in seguito, almeno ogni tre anni. I registri medici e di esposizione devono essere conservati per almeno 40 anni dopo la fine dell'esposizione.

Gestione degli incidenti

I datori di lavoro devono predisporre piani specifici. Se il limite di esposizione (OEL) viene superato o se materiali non identificati vengono accidentalmente disturbati, i lavori devono essere immediatamente sospesi. L'area va isolata e decontaminata prima di poter riprendere l'attività.

Gestione dei rifiuti 

I rifiuti contenenti amianto sono classificati come pericolosi e non devono mai essere mescolati con altri rifiuti. Devono essere raccolti il prima possibile, sigillati in imballaggi idonei (es. doppio sacco) provvisti di etichette di avvertenza e smaltiti in discariche autorizzate, rispettando le normative sul trasporto di merci pericolose (ADR).

Conclusioni:

Le nuove linee guida evidenziano come la gestione sicura dell'amianto richieda un approccio strutturato e multidisciplinare. Riconoscendo che non esiste una soglia di sicurezza sicura per l'esposizione, il documento spinge a combinare rigorose valutazioni del rischio, tecnologie di misurazione avanzate e protocolli stringenti (dalla decontaminazione allo smaltimento dei rifiuti) per garantire ambienti di lavoro sicuri e prevenire le malattie correlate all'amianto in tutti i settori.

Per maggiori approfondimenti si allega il documento ufficiale in lingua inglese.