VAS e VIA: definite le modalità di integrazione della Verifica Climatica
A cura della redazione
Il 9 febbraio 2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato le nuove Linee Guida per l’integrazione della verifica climatica (VC) nelle valutazioni ambientali. Il documento definisce il quadro metodologico per integrare la verifica climatica, articolata nei pilastri della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, all’interno dei procedimenti di VAS e VIA.
Di cosa tratta:
Il documento introduce la metodologia per integrare la Verifica Climatica all'interno della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La novità principale risiede nell'obbligo di analizzare non solo l'impatto di un'opera sull'ambiente, ma anche come il cambiamento climatico (presente e futuro) possa impattare sull'opera stessa.
La verifica si basa su due pilastri fondamentali:
- Neutralità climatica (mitigazione): valutare se il piano o il progetto contribuisce al contenimento delle emissioni di gas serra, in linea con gli obiettivi UE al 2030 e 2050;
- Resilienza climatica (adattamento): analizzare la vulnerabilità dell'infrastruttura rispetto a rischi quali ondate di calore, siccità, inondazioni e innalzamento del livello del mare.
È espressamente chiarito che le linee guida non introducono nuovi obblighi normativi, ma indicano modalità di integrazione della VC nei procedimenti ambientali vigenti.
Indicazioni operative:
Le linee guida forniscono istruzioni tecniche per integrare la verifica climatica nei procedimenti di VIA e VAS:
- Identificazione precoce dei rischi (scoping): già nella fase iniziale (rapporto preliminare in VAS o Studio di Impatto Ambientale in VIA), è necessario individuare i pericoli climatici pertinenti al territorio di interesse e valutare la sensibilità del progetto a tali fenomeni;
- Procedura in due fasi (screening e analisi dettagliata): la verifica inizia con uno screening per determinare se esistano rischi significativi. Solo se lo screening evidenzia vulnerabilità medie o alte (per la resilienza) o emissioni superiori a 20.000 tonnellate di CO2 eq/anno (per la neutralità), si procede a un'analisi tecnica dettagliata;
- Utilizzo di database e proiezioni climatiche: per la valutazione, i tecnici devono avvalersi di fonti certificate (come Copernicus EU, database ISPRA o i dati regionali CIRO) per ottenere proiezioni climatiche fino al 2100 basate sui diversi scenari emissivi;
- Misure di adattamento e mitigazione: il progetto deve integrare soluzioni per ridurre le emissioni (es. efficienza energetica, mobilità sostenibile) e misure per resistere agli eventi estremi (es. infrastrutture resilienti, sistemi di gestione delle acque);
- Monitoraggio: le linee guida prescrivono l'adozione di indicatori specifici per monitorare nel tempo l'efficacia delle misure adottate e la risposta dell'opera ai cambiamenti del clima reale.
Conclusioni:
Le Linee Guida rappresentano un passaggio operativo rilevante per l’integrazione sistematica dei fattori climatici nei procedimenti di valutazione ambientale. L’approccio proposto consente di rafforzare la coerenza tra pianificazione, progettazione e obiettivi climatici europei, migliorare la qualità tecnico-istruttoria delle valutazioni ambientali e ridurre il rischio di investimenti non coerenti con scenari climatici futuri.
Per maggiori approfondimenti si allega il documento pubblicato sul sito del MASE.
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